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Giudici, vaccini e autismo: quel che rischiamo davvero

25 novembre 2014

La sentenza del tribunale del lavoro – perché poi di queste cose si occupano i tribunali del lavoro? – di Milano, secondo cui sarebbe “acclarata la sussistenza del nesso causale” tra vaccini e autismo, è destinata ad aprire diversi fronti di polemica, e soprattutto porta con sé conseguenze molto pericolose. Prima di tutto perché non è acclarato proprio un bel niente: non esiste alcuna prova della relazione causa-effetto tra vaccini e autismo, e non basta la discutibile perizia di un medico legale per trasformare la lana in seta, l’acqua in vino e il falso in vero.

La prima delle possibili conseguenze è evidente: il sospetto, benché infondato, che i vaccini possano provocare una malattia tanto grave indurrà molte famiglie a non vaccinare i propri figli, esponendoli a rischi, reali, ben più concreti. Ed esponendo a seri rischi anche la popolazione non vaccinata, a cominciare dai bambini che non hanno ancora raggiunto l’età per vaccinarsi.

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Le alluvioni sommergono l’Italia delle soluzioni miracolose

17 novembre 2014

Il Seveso, il Lambro sono l’esempio migliore della disfatta di questa giunta incapace di intervenire a risolvere i problemi di questa città; è intollerabile che si giunga a situazioni come quelle di stanotte dopo una giornata e mezza di pioggia. Forse sarebbe il caso che i responsabili di simili disastri pensino – di fronte a tante situazioni fallimentari – che esistono ancora scelte quali quelle delle dimissioni.

Dei disastri naturali di questi giorni, e di quelli che ciclicamente ogni anno colpiscono l’Italia, non sembra essere possibile altro che un uso strumentale e semplicistico. Le parole di Giuliano Pisapia all’indirizzo dei suoi predecessori sono del 2010, e mentre gli si ritorcono contro, oggi potrebbero essere (e sono) pronunciate da chiunque, con lo stesso identico candore. Da un Alemanno che critica, dall’alto dei suoi luminosi traguardi, la gestione delle allerta meteo della capitale, agli amministratori o agli ex amministratori della Liguria, del Piemonte o della Lombardia.

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Nuovi numeri per tenere a bada i santoni anti-Ogm

13 novembre 2014

Gli Ogm non servono a nessuno, inquinano, impoveriscono gli agricoltori? Una filastrocca sentita migliaia di volte, l’ultima in ordine di tempo proprio in queste ore da Vandana Shiva, la santona anti-Ogm della quale il Foglio si è già abbondantemente occupato e la cui credibilità è stata fatta a fettine sottili da una dettagliata inchiesta del New Yorker.

Eppure una meta-analisi pubblicata sulla rivista scientifica PLoS One fa definitivamente chiarezza sull’impatto agronomico ed economico delle colture geneticamente modificate, e lo fa con cifre e dati che lasciano poco spazio alla discussione.

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La sentenza dell’Aquila e il ruolo civile degli scienziati

11 novembre 2014

Immaginate una regione della Terra ad altissimo rischio sismico, la baia di San Francisco, per esempio. Nella baia di San Francisco un forte terremoto colpisce all’incirca una volta ogni trent’anni, quindi ogni 10.000 giorni. Tradotto in “statistichese”, c’è lo 0,01 percento di probabilità che quel forte terremoto colpisca in un dato giorno, ad esempio domani. Dato che i terremoti tendono a raggrupparsi, nello spazio e nel tempo, uno sciame sismico aumenta la probabilità di un evento catastrofico. Se questa probabilità aumenta di 100 volte, arriveremmo all’1 percento di probabilità di avere un forte terremoto domani. Non male come scostamento rispetto alla norma, ma l’1 percento giustificherebbe una evacuazione? Nel 99 percento dei casi si tratterebbe di un falso allarme. Peraltro quell’evento catastrofico potrebbe anche non verificarsi per niente.

Non conosciamo ancora le motivazioni della sentenza che ha assolto in appello dall’accusa di omicidio colposo Enzo Boschi e gli altri membri della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, in merito a presunte negligenze nella gestione del rischio nei giorni immediatamente precedenti il sisma che all’Aquila, il 6 aprile del 2009, ha procurato la morte di più di trecento persone, ma tenere a mente quest’ordine di grandezze è assolutamente necessario per aver chiara la situazione ed evitare pericolosi fraintendimenti.

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Sì, in fondo siamo tutti un po’ oche

5 novembre 2014

C’è un sondaggio che viene ciclicamente riproposto, più o meno ogni anno, i cui risultati evidenzierebbero una certa ignoranza dei bambini in fatto di alimentazione:una bella fetta degli intervistati pensa che l’insalata cresca sugli alberi e che le uova vengano raccolte direttamente dagli scaffali dei supermercati. Si tratta di bambini, i risultati sono tutto sommato divertenti, e il sondaggio ha sempre, a ogni edizione, un buon successo sui social media, che sono i luoghi ideali per bullarsi del prossimo. Ma quei bambini, probabilmente, sono figli di quegli adulti che in questi giorni, grazie a un’inchiesta della trasmissione Report nel merito della quale non entriamo in questa sede, stanno cadendo a frotte dal pero alla scoperta che le piume d’oca provengono dalle oche.

C’è una distanza sempre più grande e profonda tra la grande massa dei consumatori e i processi produttivi dei beni a loro destinati. Una distanza prima di tutto fisica, quando si tratta di lavoro agricolo, lontano dalle città, o quando la produzione viene delocalizzata in un chissaddove qualsiasi, lontano dagli occhi come dal cuore. Una distanza che viene spesso colmata dall’idealizzazione di una realtà che non esiste, che non esiste o più o che più probabilmente non è mai esistita, assecondata dal marketing delle imprese che tendono a nascondere il lato meno commercializzabile delle loro produzioni. La realtà del Mulino Bianco, per capirsi, quella in cui Antonio Banderas parla con la gallina, i bambini corrono felici sui prati, c’è una mucca viola che fa il cioccolato, e in cui le piume d’oca… da dove vengono le piume d’oca?

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Decrescisti: profetici, dal 211 d.C.

28 ottobre 2014

Ce ne sono sempre stati, di decrescisti e catastrofisti, hanno sempre parlato la stessa lingua e ci hanno sempre indovinato alla stessa maniera. Questo è Tertulliano, nel suo trattato De Anima scritto nel 211 d.C. quando la popolazione della Terra, secondo le stime attuali, superava di poco i 200 milioni di abitanti:

Siamo di peso al mondo, a stento ci bastano le risorse, e maggiori sono i bisogni, più alti sono i nostri lamenti, poiché la natura già non è in grado di sostenerci. In effetti le pestilenze, le carestie, le guerre e la rovina delle civiltà sono un giusto rimedio, uno sfoltimento del genere umano arrogante.

Onerosi sumus mundo, vix nobis elementa sufficiunt, et necessitates artiores, et querellae apud omnes, dum iam nos natura non sustinet. Revera lues et fames et bella et voragines civitatum pro remedio deputanda, tamquam tonsura insolescentis generis humani.

Michele Serra e il biologico taumaturgico

27 ottobre 2014

Si è offeso, Michele Serra, per lo scherzo messo in atto da alcuni buontemponi olandesi che hanno fatto assaggiare del cibo prelevato direttamente da un fast food ad alcuni frequentatori di un festival del cibo biologico. Lo scherzo ha avuto un esito più che prevedibile: era successa la stessa cosa anche quando qualcuno ha portato un foglio scarabocchiato da alcuni bambini a una mostra di arte moderna, e quando ad alcuni esperti di vino è stato chiesto di ripetere in cieco, ovvero senza conoscere neanche il colore del contenuto della bottiglia, alcune degustazioni effettuate poco prima.

Quindi gli esperti gourmet hanno creduto che le polpette di McDonald’s fossero in realtà biodelicatessen, e come tali le hanno descritte ai loro interlocutori, e non sappiamo bene se sia successo perché ci sono cascati in pieno o più semplicemente per non deluderne le aspettative – a chi non è capitato di complimentarsi con l’autore di una certa pietanza cercando al tempo stesso, disperatamente, un angolo nascosto per svuotare il resto del piatto?

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