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Il succo d’arancia e il modello superfisso

16 giugno 2014

In un fortunato articolo di alcuni anni fa, Sandro Brusco aveva individuato una delle ragioni, forse “la” ragione, per la quale si dicono (e si fanno, come vedremo) tante sciocchezze nel dibattito economico in Italia: il modello dei bisogni fissi e dei fattori fissi di produzione o, più semplicemente, il “modello superfisso”.

Il modello superfisso, a cui la maggior parte dei protagonisti del dibattito politico ed economico italiano si ispirerebbero, si fonda su questi presupposti:

Primo, i bisogni sono fissi. Uno mangia x etti di pasta in un mese, consuma z paia di scarpe e percorre y chilometri in macchina. Tali bisogni vanno comunque soddisfatti, indipendentemente dai prezzi; il risparmio è una variabile residuale. Una prima conseguenza è che, se i prezzi salgono, i consumi restano gli stessi, indipendentemente dal reddito. Inoltre, il risparmio, essendo residuale, è determinato dall’inflazione. Non solo il livello assoluto dei prezzi è irrilevante: anche i prezzi relativi (i rapporti fra i prezzi di due beni diversi) lo sono. Infatti, se i bisogni sono fissi, ne discende che esiste una quantità fissa per ciascun bene da produrre. Se il prezzo della pasta scende e quello delle scarpe sale non potrò mettermi la pasta ai piedi: sempre x etti di pasta e z paia di scarpe dovrò consumare.

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Grillo riporta da Vespa la stessa Italia di sempre

20 maggio 2014

A grattar via la consistente dose di “spettacolo” messa in scena ieri sera da Grillo negli studi dell’ex nemico Bruno Vespa, e a voler cercare qualcosa di politicamente coerente nella sua valigia d’attore, è assai poco quel che rimane, ma quel “poco” dice molto sull’Italia che Grillo ha in mente, sulla forma che dovrebbe avere, sugli interessi che oggi si incarica di rappresentare, a Bruxelles ma soprattutto a Roma.

C’è l’elogio del sistema retributivo: secondo Grillo le pensioni non devono essere fatte con i contributi che ognuno di noi versa durante la sua vita lavorativa. No. Le pensioni devono essere fatte ridistribuendo i contributi di tutti, per accontentare tutti. Ovvero il sistema in vigore fino all’altroieri, in cui i pensionati di oggi sono garantiti dai versamenti di chi oggi lavora, e domani chissà.

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E poteva andar peggio

22 aprile 2014

Mentre si celebra la “non reintroduzione” dell’IMU sui fabbricati rurali strumentali, forse è il caso di fare due conti, e di rimettere lo spumante in frigo. Dunque: l’IMU da terreni agricoli nel 2012 ha reso un gettito di 628 milioni di euro, e leggiamo che il governo intende reperire circa 350 milioni di euro dalla “rimodulazione delle esenzioni”. La dicitura sembrerebbe eufemisticamente delicata, considerato che cifre del genere indicano un aumento della tassazione patrimoniale sulle imprese agricole (e sulle persone fisiche che detengono terreni non edificabili) del 56%. Ma tanto la patrimoniale in questo paese non c’è, vero?

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Coraggio o pregiudizio? Sugli Ogm il governo sceglie la via meno rischiosa

19 marzo 2014

La prima dichiarazione del neo ministro dell’agricoltura Maurizio Martina a proposito di Ogm è stata di netta contrarietà, e questo non dovrebbe meravigliare. Matteo Renzi ha bisogno di tutto fuorché di una polemica che potrebbe incrinare la straordinaria popolarità con la quale il suo esecutivo veleggia verso le elezioni europee, ed opporsi al biotech procura facile consenso: si assecondano i pregiudizi della maggioranza degli italiani, quelli che con l’agricoltura non hanno più nulla a che fare da generazioni, e dell’agricoltura conservano un’idea che si adatta più alle illustrazioni dei libri per bambini che alla realtà.

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La pseudoscienza riporta il morbillo a New York

16 marzo 2014

In Italia, l’ultima grande epidemia di morbillo risale al 2002. In quell’occasione, nella sola Campania, su circa 40.000 bambini malati, ci sono stati più di 600 ricoveri ospedalieri, 15 encefaliti e 6 decessi. Basterebbe questo per ricordarci che il morbillo è una cosa seria. Anche se molti di noi lo ricordano come un evento sgradevole ma quasi ineluttabile al quale bisognava far fronte durante l’infanzia, non grave proprio perché molto comune, fino al 1963 (quando è stato introdotto il vaccino) il morbillo e le sue complicazioni uccidevano ogni anno nel mondo due milioni di bambini. Per farsi un’idea, secondo i dati dell’OMS la malaria nel 2012 ha ucciso 627.000 persone.

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Quanto ci costa vietare gli OGM?

3 marzo 2014

Fino a 650 euro per ettaro. E’ il prezzo che le aziende agricole italiane pagano alla scelta ormai ventennale di rinunciare al mais transgenico, che invece dobbiamo importare per produrre mangimi più sani per i nostri allevamenti pregiati. Intanto a Mantova, nel cuore delle DOP, gli agricoltori chiedono libertà di scelta.

La campagna di Pegognaga, nella Bassa Mantovana, si conforma poco all’immagine  da acquerello che normalmente associamo all’agricoltura tradizionale italiana e che fa da sfondo pubblicitario alla nostra industria agroalimentare di qualità. In questa terra fertile, che si estende pianeggiante a perdita d’occhio, immersa spesso nella nebbia che non lascia trasparire gli intensi colori, ai filari squadrati di pioppi si alternano regolari campi di mais e prati di foraggere. E stalle, efficienti e tecnologiche, perché l’agricoltura della bassa mantovana produce essenzialmente per loro, vacche e maiali.

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Dalle parole ai fatti: #IoStoConCaterina, ma per davvero

4 gennaio 2014

Le immagini e le parole di Caterina Simonsen, la ragazza affetta da gravi malattie rare che ha difeso pubblicamente il ruolo della sperimentazione animale nella ricerca medica, hanno avuto il merito di squarciare la pesante coltre di ipocrisia che circondava il dibattito pubblico sull’uso degli animali nella sperimentazione di farmaci e terapie. Più ancora delle sue parole, sono stati i pesantissimi insulti dei quali è stata fatta segno in rete dagli animalisti ad avere garantito visibilità a lei e al suo punto di vista.

Oggi sono in molti ad offrire a Caterina la solidarietà che merita: comuni cittadini, personaggi dello spettacolo, politici. L’endorsement più importante e convinto è arrivato dal profilo twitter di Matteo Renzi: “Ho visto il suo video e voglio dirlo con tutta la mia forza #iostoconcaterina”.

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