Le piaghe del Canada
Non avremmo voluto occuparci di nuovo (l’avevamo già fatto qui, quo e qua) dell’attività dello “special rapporteur” delle Nazioni Unite sul diritto al cibo, Olivier De Schutter, ma questa è davvero irresistibile. L’ultimo rapporto del nostro eroe, infatti, accusa nientemeno che il Canada (avete letto bene) di avere tassi intollerabili di insicurezza alimentare:
oggi solo una famiglia su dieci con un bambino sotto i sei anni è in grado di soddisfare le sue esigenze alimentari quotidiane. Questi tassi di insicurezza alimentare sono inaccettabili, ed è tempo per il Canada di adottare una strategia nazionale per il diritto al cibo.
They’re still wrong
E’ uscito il nuovo video promosso da Libertiamo e Disarming the Greens. Anche questa volta Asia, la protagonista, cerca di spiegare come la scelta tra sviluppo sostenibile e crescita economica sia falsa e fuorviante:
Through the system of certification, the environmental NGOs discriminate against products originating from poor countries from all over world. Without any genuine scientific reason. Their unmentionable goal is to protect Europe’s noncompetitive markets and keep poor countries poor.
Uno spettro si aggira sul junk food: il protezionismo
Libertiamo – 15/05/2012
La recente proposta del Ministro Balduzzi di istituire una tassa sul cosiddetto “cibo spazzatura” ha sollevato molte polemiche, e ottimi argomenti contro di essa sono stati portati da Lucia Quaglino e da Diego D’Andria, entrambi su Chicago Blog.
Una tassa del genere sarebbe inutile, dato che l’obesità non è conseguenza esclusiva di un eccessivo consumo di bevande gassate (sarebbero queste le prime ad essere colpite dalla nuova imposta), regressiva, poiché colpirebbe soprattutto gli strati più poveri della popolazione, e discriminatoria, dato che si fonda sul presupposto che alcune persone gravano più di altre sul Sistema Sanitario Nazionale, e che debbano essere in qualche modo punite.
I soliti sospetti
Il Guardian torna, con Frederik Kaufmann, ad affrontare il tema della speculazione sulle materie prime agricole. Quanto l’approccio al problema sia surreale è già evidente al primo capoverso:
I recenti picchi dei prezzi delle materie prime alimentari a livello mondiale, in particolare le bolle del 2008 e del 2010-11, hanno esposto un difetto fondamentale nell’analisi economica: anche se la speculazione sull’offerta globale di cibo è stata a lungo sospettata di esserne la causa, nessuno è stato mai in grado di dimostrarlo.
Cerchi alla testa
Guardate questa foto, scattata pochi giorni fa nei pressi di Milano:
Mostra, lo capirebbe anche un bambino, un campo di grano parzialmente allettato. L’allettamento (riporto da wikipedia) “consiste nel ripiegamento fino a terra di piante erbacee, per l’azione del vento o della pioggia“.
Questo è invece quello che racconta il Corriere della Sera (non l’Intrepido):
I cerchi nel grano ritornano nella periferia di Milano. Domenica mattina sono inspiegabilmente comparsi dei buchi in un campo di frumento a Cassano D’Adda, un paese a cavallo tra le province di Milano e Bergamo.
La ragione dei fessi – 2
Nell’interminabile querelle giudiziaria sulla legittimità del blocco delle semine di varietà geneticamente modificate in Italia, registriamo il parere dell’avvocato generale della Corte di Giustizia europea, Yves Bot, incaricato dell’istruttoria del caso che vede la Pioneer contro il nostro Ministero delle politiche agricole. Se nella stragrande maggioranza dei casi il parere dell’avvocato generale anticipa il pronunciamento definitivo della corte, consola sapere (ma lo sapevamo già), che uno stato membro non può in nessun caso impedire la semina di varietà registrate sul Catalogo Comune Europeo. E’ il mercato comune, bellezza, e non può che prevedere regole uguali per tutti coloro che scelgono di farne parte.
I buchi neri
Ancora sulle quote latte e sul sistema di erogazioni in agricoltura, per chi non ne avesse avuto abbastanza, un’illuminante intervista a Mario Iannelli, ex commissario straordinario Agea e generale della Guardia di finanza. Qualche stralcio:
D. Sta dicendo che il sistema Agea-Sin, che eroga 7 mld di contributi l’anno agli agricoltori, non è organizzato?
R. Non ho trovato in Agea una organizzazione, che potesse far fronte agli impegni gravosi che l’agenzia ha. Nel corso del mio mandato, durato sette mesi, ho registrato lamentele continue e pressanti da parte delle organizzazioni dei produttori.
Latte e merda – 3
Dall’indagine dei Carabinieri sulle anagrafi bovine al contratto del direttore del SIN Paolo Gulinelli, dalle dichiarazioni dell’ex capo di gabinetto del MIPAAF Ambrosio alle truffe nel sistema di gestione delle erogazioni in agricoltura, c’è proprio tutto nel servizio di Report andato in onda ieri sera e che vi invitiamo caldamente a vedere, a questo link.
Nulla di nuovo, ovviamente, ma solo per i pochi che seguono queste pagine.
Libertiamo – 07/05/2012
Questa è una storia che merita di essere raccontata: un’associazione ambientalista inglese, Take The Flour Back, ha organizzato per il giorno 27 maggio la distruzione di un campo sperimentale dove si coltivano alcune varietà di frumento geneticamente modificato, e ha lanciato l’iniziativa sul web, cercando in questo modo di coinvolgere il maggior numero di persone possibile. Fin qui nulla di nuovo, non è la prima azione del genere in Europa, con ogni probabilità non sarà l’ultima.
Eppur si muove. Anche in UK
Cari amici di “Take the Flour Back”, abbiamo saputo che state progettando di attaccare il nostro campo sperimentale il giorno 27 di maggio. Vi preghiamo di leggere il seguente appello con spirito di apertura e dialogo – sappiamo di non potervi impedire di mettere in pratica i vostri propositi, né vorremmo vedere usare la forza contro di voi. Possiamo quindi fare soltanto appello alle vostre coscienze chiedendovi di ripensarci prima che sia troppo tardi, e prima che anni di lavoro, al quale abbiamo dedicato le nostre vite, vengano distrutti per sempre.
Con queste parole inizia l’appello che gli scienziati del Rothamsted Research, un istituto di ricerca britannico, hanno rivolto agli attivisti di un’organizzazione ambientalista che ha programmato la distruzione di un campo sperimentale in cui si stanno testando alcune varietà di frumento geneticamente modificato resistenti agli afidi. Un progetto di ricerca pubblico, senza finalità commerciali.
Cose che capitano
L’articolo non fornisce dati, ma pone senza dubbio un problema interessante: non sarà che a forza di spingere sul localismo alimentare e sulla spesa a km zero, ci stiamo scavando la fossa da soli?
Paesi che pensavamo dipendenti a vita dalle nostre esportazioni agricole e ortofrutticole – vedi Gran Bretagna o Germania – si rivelano perfettamente in grado di tradurre in realtà il “km zero” su vasta scala: vedasi come caso emblematico il mega-complesso serricolo Thanet Earth (leggi qui).
Un ministero da bere – 2
L’idea è di mettere un’ulteriore proroga nel milleproroghe di fine anno. Da qui la Coldiretti che dice: bene, a questo punto la proroga non la chiederanno 100, ma la chiederanno 15.100, anche i 15.000 che rappresento io. E dico a te, caro Stato, restituisci le multe anche a noi, e poi una volta che ha rifatto i conti decido se te le devo ridare o no.
Questo è quanto rivela Giuseppe Ambrosio, ex capo di gabinetto di Zaia e Galan, al tenente colonnello dei carabinieri Marco Paolo Mantile, titolare dell’inchiesta, della quale abbiamo parlato fino alla nausea in buona solitudine, che metterebbe in discussione la legittimità delle multe sulle quote latte. La fonte è Italia Oggi.
Chi l’avrebbe mai detto, eh? – 2
Qui la puntata precedente.
Prezzi del cibo. Ci risiamo – 2
Tempo fa, parlando di nuove tensioni sui prezzi del cibo, abbiamo riportato le parole (da rileggere almeno una volta a settimana) di Michael Swanson, analista di Well Fargo:
E’ la politica la cosa che dobbiamo temere di più: se l’offerta mondiale si contrarrà ulteriormente, questo potrebbe aumentare il pericolo che i leaders delle principali nazioni esportatrici siano indotti ad imporre tariffe e a ridurre le esportazioni con l’obbiettivo di contenere l’inflazione a livello locale.
Un Ministero da bere
Luigi Chiarello, su Italia Oggi, torna sulla vicenda delle quote latte, pubblicando alcune dichiarazioni di Giuseppe Ambrosio, ex capo di gabinetto dei ministri delle politiche agricole Zaia e Galan, raccolte dal colonnello dei carabinieri Marco Paolo Mantile e depositate agli atti di un processo al tribunale di Roma, la cui udienza preliminare è prevista per ottobre.
Mantile, ricorderete, aveva svolto un’indagine che aveva portato alla luce tali e tante incongruenze nella gestione delle anagrafi bovine e dell’intero sistema di gestione delle quote, da suggerire la possibilità, tutt’altro che remota, che l’Italia non avesse mai sforato la quota nazionale ad essa assegnata, e che di conseguenza i prelievi sugli allevatori siano di fatto illegittimi.















