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Lezioni di legalità in salsa veneta

16 luglio 2010

Mentre i suoi seguaci stanno procurando all’Italia l’ennesima procedura di infrazione per la vicenda delle quote latte (dopo i 4 miliardi di euro che i contribuenti italiani hanno dovuto già pagare per salvare il culo agli ultimi splafonatori rimasti), Luca Zaia minaccia di portare in tribunale chi minaccia lo status Ogm-free del Veneto. La semina dimostrativa di 6 semi di mais Ogm avvenuta a Vivaro, in Friuli Venezia Giulia, secondo il governatore “è stata compiuta in spregio della volontà dei cittadini e nell’assoluta illegalità”. A differenza, evidentemente, della produzione di latte oltre le quote assegnate senza versare il prelievo supplementare.

Uno strano concetto di legalità, quello dell’ex Ministro delle Politiche Agricole, che fa evidentemente finta di non sapere che secondo il diritto comunitario non è possibile per uno Stato o una regione dichiararsi Ogm-free (ci aveva provato l’Alta Austria nel 2006, senza successo) e di dimenticare che per ritardare oltre i naturali limiti stagionali le semine di mais Ogm in Italia ha dovuto emettere un decreto ad hoc di dubbia costituzionalità in spregio di una sentenza del Consiglio di Stato…

Quando poi Zaia tenta avventurosamente di unire il discorso sugli Ogm alla macroeconomia, il terreno sotto i suoi piedi si fa talmente ripido e sdrucciolevole che proviamo tenerezza e ammirazione nel vederlo ruzzolare al suolo e rialzarsi impavido ogni volta: gli Ogm non sono convenienti per gli agricoltori e i dati delle borse (quali?) lo confermerebbero… Il problema dell’agricoltura italiana sono le paghe degli agricoltori cinesi… Gli Ogm non sarebbero la soluzione alla fame del mondo (qualcuno lo ha mai detto?) perché non esiste un “patto etico” per regalare il cibo a chi ne ha bisogno (“patto etico”? Fermatelo, per il suo bene. Si sta facendo male).

Conclude affermando che il Veneto “non sarà vittima delle scelte speculative di altri”. Nel frattempo noi tutti, veneti o meno, continuiamo allegramente ad essere vittime delle scelte speculative degli allevatori di Luca Zaia.

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