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Alluvioni, regole e chiacchiere

9 novembre 2010

Secondo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il mancato rispetto delle regole è all’origine di sciagure come l’alluvione che ha devastato il Veneto. Con il dovuto rispetto, sig. presidente, penso che sia una stupidaggine. A volte il problema è esattamente l’opposto, ed è proprio l’eccesso di regole, l’insensatezza che le ha ispirate e l’incapacità di prendere atto del loro fallimento ad essere all’origine di disastri.

Ormai da 25 anni, da quando la legge Galasso è entrata in vigore, è vietato estrarre la ghiaia dal letto dei fiumi. Oggi le cave, lo si può vedere un po’ ovunque, devono affittare terreni agricoli distanti più di 150 metri dal letto dei fiumi, togliere la terra, estrarre il materiale ghiaioso sottostante e richiudere con nuova terra. Dato che è praticamente impossibile ripristinare le quote di livello preesistenti, il risultato è che il livello dei terreni che costeggiano i fiumi cala inesorabilmente (e drenano molto meno, dato che dove prima c’erano metri di ghiaia ora c’è solo terra di riporto), il tutto mentre il letto dei fiumi stessi cresce a causa del materiale inerte trasportato dalle piene che nessuno provvede più a rimuovere.

Non ci vuole un ingegnere idraulico di chiara fama per rendersi conto che se l’acqua trova il suo percorso naturale ostruito tende a cercarsi altre strade, magari approfittando proprio dell’abbassamento delle quote di livello dei terreni circostanti. Ma anche se non ci si è pensato (a volte capita) basterebbe l’osservazione di ciò che avviene ogni anno per rendersi conto che bisogna cambiar strada e tornare ad autorizzare l’estrazione di inerti dal letto dei fiumi, magari facendo i dovuti controlli perché non vengano toccate le falde, come avveniva spesso proprio in Veneto e in Friuli.

Proprio a gennaio avevo raccontato dell’ultima piena del Paglia, che ormai ogni anno ci porta l’acqua alle caviglie. E da queste parti c’erano solo due piccoli impianti ad estrarre la ghiaia e che da anni si sono dovuti, loro malgrado, adeguare alle nuove regole.  Immagino quali conseguenze possono aver innescato, queste beneamate regole, lungo il Brenta e gli altri fiumi del Veneto orientale, dove l’estrazione di ghiaia era, ed è tuttora, roba seria.

E intanto si continuano a evocare il “dissesto idrogeologico”, l’equilibrio “sostenibile”, le regole, i vincoli, i permessi, i controlli… Ho ritrovato una puntata del solito Report dal titolo “Giù le mani dal Brenta” dove se la prendevano (era il 2001) anche con quegli interventi periodici di ripulitura del letto del fiume previsti dalla legge perché il Magistrato delle Acque aveva pagato con la stessa ghiaia del Brenta e non con soldi pubblici le imprese che avevano provveduto ai lavori.

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2 commenti leave one →
  1. Piero Iannelli permalink
    9 novembre 2010 16:41

    Sono i danni della SINISTRA-VERDE, il “NO” comunque e sempre, la dottrina dell’abbandono, dei mille permessi, dei parchi trasformati in deliri, posti ormai invivibili, dove sperperi e follie si susseguono senza soluzione di continuità.

    Un ambientalismo trasformatosi in un “CANCRO” dalle mille metastasi.

    Ecco cosa sono i “PARCHI”:

    http://www.wikio.it/article/parchi-finanziaria-potra-mitigarne-impatto-territorio-204419845

    Ecco cosa è la VERDE-SINISTRA!:

    http://www.notiziegenova.altervista.org/index.php/te-lo-nasondono/1446-la-truffa-di-qlegambienteqmolto-business-poca-salvaguardia-e-grande-avidita

    Cordialmente

    Piero Iannelli

  2. 9 novembre 2010 21:49

    Sono cazzate presidenziali e allora perché “dovuto rispetto”?
    Se ne stesse nell’alveo suo senza debordare su cose che non conosce.
    Se ha da dire qualcosa lo comunichi come previsto dalla “carta”.
    Nel menù c’è scritto: messaggi alle Camere e nient’altro.
    Dopo se vuole dichiarare guerra alla stupidità italiota come comandante in capo delle forze armate può sempre farla.

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