10 motivi per dire SI a Giorgio Fidenato e agli OGM
Disarming the greens – 12/04/2011
Giorgio Fidenato, presidente di Agricoltori Federati e attivista libertario, è salito agli onori delle cronache nei mesi scorsi per aver seminato in due terreni di sua proprietà una varietà di mais geneticamente modificata, il Mon 810, iscritta al catalogo europeo delle varietà il cui impiego è ammesso sul territorio dell’UE. Il suo gesto ha mandato in fibrillazione il mondo politico fino a che il suo raccolto è stato distrutto con un’azione squadrista da un gruppo di no-global, con l’esplicito consenso di molti esponenti dei verdi, della sinistra e della Lega Nord.
Il tribunale di Pordenone, dopo aver sequestrato ciò che restava del raccolto dello scorso anno, ha nei giorni scorsi disposto il sequestro dell’intera azienda agricola di Giorgio Fidenato.
Noi stiamo con Giorgio Fidenato perché:
- Gli Ogm ammessi alla coltivazione non sono pericolosi né per la salute né per l’ambiente. Su questo c’è il consenso unanime di tutto il mondo scientifico.
- Gli Ogm hanno incontrato, ovunque il loro uso è stato ammesso, un largo consenso per i vantaggi diretti e indiretti che il loro impiego comporta per le produzioni agricole, i consumatori e l’ambiente.
- La coesistenza tra colture geneticamente modificate e convenzionali è possibile, come dimostra l’esperienza su larga scala in tutto e il mondo.
- Una sentenza del Consiglio di Stato ha autorizzato Giorgio Fidenato e Silvano dalla Libera, vicepresidente di Futuragra, a seminare mais Mon 810 anche in assenza del regolamento che stabilisce le linee guida sulla coesistenza tra colture Ogm, convenzionali e biologiche, che la Conferenza delle Regioni continua a rifiutarsi di stilare in spregio alle norme comunitarie.
- Non esiste una sola evidenza di carattere scientifico che giustificherebbe la richiesta, da parte di un paese membro dell’UE, dell’applicazione della clausola di salvaguardia per una varietà geneticamente modificata iscritta al catalogo comune europeo.
- L’impossibilità di avvalersi delle biotecnologie costa, ai produttori di mais italiani, tra i 175 e i 400 euro l’anno per ettaro, tra minori rese e maggiori costi (soprattutto in trattamenti antiparassitari), con conseguenti perdite tra i 150 e i 400 milioni di euro l’anno.
- Questo svantaggio competitivo rispetto ai produttori di altri paesi ha indotto molti agricoltori a smettere di seminare mais (le semine sono calate del 20% tra il 2005 e il 2009) e ci costringe ad importare dall’estero la maggior parte del nostro fabbisogno.
- Paradossalmente, ai nostri agricoltori è vietato produrre ciò che invece si può importare: i mangimi degli allevamenti che producono la nostra carne e i nostri formaggi di qualità sono fatti per lo più con soia e mais Ogm d’importazione.
- Il bando alle sperimentazioni imposto da Pecoraro Scanio e confermato dai suoi successori al Ministero delle Politiche Agricole è costato alla ricerca genetica e biotecnologica italiana il posto di prestigio e di avanguardia che occupava da decenni.
- Pretendere di vietare lo sviluppo e l’impiego di una tecnologia in un paese dell’UE è inammissibile in una società aperta al mercato, mortifica la libertà di scelta individuale e viola apertamente le regole sulla libera concorrenza.














ma quante balle hai scritto?
@ Claudio
in particolare? quali sarebbero le balle?
@ Stefano
Lascia stare mi pare trattarsi del “Claudio famoso”
Eh??? giusto per curiosità chi è il claudio famoso?
Don’t feed the troll, Stefano (http://lavalledelsiele.com/2010/06/26/il-rilancio-della-ricerca-biotech-per-l%E2%80%99agricoltura-italiana-una-sfida-per-la-crescita-e-l%E2%80%99innovazione/)
Non se la prenda, dottor Malagoli, ma la celebrità ha i suoi svantaggi…
Studiatevi la celiachia, le intolleranze alimentari, il grano creso, il grano cappelli e le modificazioni genetiche fatte negli anni 70 prima di scrivere questa montagna di idiozie
Del Creso abbiamo parlato spesso, sig. Bertoncelli, comunque sia così gentile da darci qualche suggerimento o qualche evidenza di un legame tra celiachia e intolleranze alimentari e la diffusione del Creso o prima ancora del Cappelli (ottenuto con tecniche convenzionali, quindi non capisco cosa c’entri), e saremo felicissimi di affrontare l’argomento.
Evidenze scientifiche, però. Non chiacchiere. Ché a scrivere montagne di idiozie bastiamo noi.
Semplicemente molti celiaci non hanno alcun problema a mangiare il grano Cappelli
Sapete spiegarmi il perchè?
Lei ce lo sa spiegare o fa solo congetture? In particolare, la sua affermazione secondo la quale “molti celiaci non hanno alcun problema a mangiare il grano Cappelli” è avvalorata da qualche dato, scientifico o statistico, o è solo un sentito dire? Anche perché non c’è sostanziale differenza tra la quantità di glutine, secco o meno, presente nel Creso o nel Cappelli, così come in altre varietà di grano duro.
Che i casi di celiachia siano aumentati negli ultimi decenni è fuori discussione, ma lei sarebbe in grado di dirci (se riuscisse a farlo il mondo scientifico gliene sarebbe grato) se questo dipende dalla diffusione di questa o quella varietà di frumento più che dalla diffusione di computer portatili e ipod (tanto per dirne una), oppure dal miglioramento delle tecniche diagnostiche? Come le dicevo prima, qui si parla di evidenze, non di chiacchiere.
Un consiglio, non suggerisca a un celiaco di mangiare farina ottenuta col Cappelli o, come ho sentito dire giusto poco tempo fa, col Camut.
E’ avvalorata dal fatto che conosco un negozio nel quale vengono grano Cappelli e diversi celiaci lo vanno ad acquistare perchè non gli da problemi
E il fatto che lei mi dica che le quantità di glutine presenti nel grano Cappelli e in quello creso siano uguali dovrebbe far riflettere parecchio
Se l’aumento della celiachia fosse dovuto ad un miglioramento delle tecniche diagnostiche dovremmo trovarci con moti anziani celiaci, ma non mi risulta sia così
Lo stesso discorso vale per gli autistici, per esempio
Signor Bertoncelli, a sostenere che i valori del glutine secco e dell’indice di glutine del grano Creso non siano variate rispetto al Cappelli non sono io, ma altri, più autorevoli e ferrati sulla materia di quanto non sia io:
http://puntodivistaceliaco.blogspot.com/2009/01/celiachia-e-grano-creso-un-processo_31.html
Questo non significa né che vi sia una relazione tra Creso e celiachia né che non vi sia, significa che non ci sono prove per affermarlo. E significa che qualora fosse dimostrata una relazione questo non aggiungerebbe nulla al dibattito sugli OGM, che sono un’altra cosa, e che vengono sottoposti prima di essere messi in commercio a tutta una serie di controlli (primi fra tutti quelli sulle intolleranze e le allergie) ai quali non vengono sottoposte le varietà convenzionali. Sarebbe piuttosto un’altra (l’ennesima) dimostrazione che è più facile trovare varietà convenzionali (e il creso è una varietà convenzionale) che creano problemi di salute piuttosto che tra gli OGM, o meglio, che le varietà che vengono sottoposte ai test ai quali vengono sottoposti gli OGM sono più sicure, e che parlare genericamente di OGM non significa nulla, ma che le cose vanno esaminate caso per caso.
Sulle modalità attraverso le quali è stato ottenuto il Creso, e sulle ragioni per le quali non è considerato (secondo me a torto) un OGM, suggerisco questo articolo:
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/09/29/radiazioni-nucleari-nell%E2%80%99orto/
Quando avremo qualche elemento in più della parola di un negoziante, torneremo a discuterne.
Riccardo: non esiste uno straccio di pubblicazione scientifica seria che correli la celiachia al grano creso. Tutto è nato da delle dichiarazioni strampalate di un medico italiano che SENZA ALCUNA PROVA ha straparlato per magnificare il grano bio kamut ha in una intervista, molti anni fa, raccontato questa cosa senza alcuna prova.
Ovviamente questa cosa è girata in un lampo in tutti gli ambienti eco-bio etc… e continua ad essere propagata.
Quindi, o mi porta delle proce scientifiche (non “me lo ha detto mio cuggino”
) oppure rimane classificata come panzana.
Conosco molto bene la storia del creso, e io evito il più possibile il consumo di grano creso, preferendo Kamut, grano saraceno o farro.
Mio figlio tra l’altro è autistico, anzi, era autistico, e ha tratto grandissimo giovamento dall’eliminazione di glutine, lattosio e soia, come succede con quasi tutti gli autistici che usano questa dieta (per capire il perchè vi consiglio di studiarvi qualcosa sulla “permeabilità intestinale”)
Personalmente considero il creso un OGM a tutti gli effetti
Per quanto riguarda i controlli a cui vengono sottoposti gli OGM, mi fido più di quello che vedo e sento (problemi con il creso che non si verificano con il cappelli) rispetto ai vari test. Anche i medicinali vengono sottoposti a test prima di essere messi in commercio, ma spesso dopo qualche anno o qualche mese dalla loro commercializzazione vengono ritirati per effetti collaterali anche gravissimi, sempre che si abbia la “fortuna” di rendersi conto che gli effetti collaterali sono legati ai farmaci
Il cibo non OGM è stato testato per migliaia di anni sulla nostra pelle, e siamo ancora qui, per gli OGM ci stanno usando come cavie, e per quello che ne so ultimamente non è che siamo tanto in salute, e un sacco di gente negli ultimi decenni ha iniziato ad avere intolleranze ed allergie prima sconosciute.
Per Bressanini, non si tratta di voci che girano negli ambienti bio, ma della parola di una negoziante che lo sta vivendo come esperienza con i propri clienti.
E mi fido più di mio “cuggino” rispetto a personaggi che propagandano gli OGM, senza spiegare PERCHE’ sono stati ideati (da aziende che l’etica non sanno nemmeno dove stia di casa)
Per quanto riguarda la quantità di glutine nel creso e nel cappelli, a me hanno sempre insegnato che conta più la qualità che la quantità, ci saranno studi in merito?
Ci sono ipotesi sul fatto che la gliadina del grano creso sia differente da quella del grano cappelli
Sarebbe interessante se qualcuno facesse studi approfonditi
Nel dubbio, sto più lontano possibile da creso…
@ Riccardo Bertoncelli
Convinca i produttori di grano biologico che il glutine del Creso non è salutare, è, infatti, uno dei grani duri che preferiscono coltivare perchè più rustico e sufficientemente produttivo, ed inoltre dato che ne avevano bisogno hanno fatto pressioni perchè la definizione di organismi geneticamente modificati non facesse comprendere anche le varietà originate dalle mutazioni indotte.
Lei conoscerà di certo la permeabilità intestinale ma non conosce la botanica, infatti, un conto per un celiaco è mangiare del grano saraceno (che non non è un cereale e non ha la componente glutenica), un altro conto invece è mangiare Farro o il Triticum turgidum (Kamut che è un grano duro) che sono veri cereali e differiscono dal nostro Grano tenero perché mancano del genoma D. Si ricordi che il frumento che noi mangiamo oggi, che sia farro o Kamut, è il primo OGM (il più grande in termini di geni estranei incorporati) che la natura ci ha dato.
Il celiaco vero non può mangiare nè il glutine del Cappelli o del Creso e tanto meno quello del farro o del Kamut (che poi sono pressappoco la stessa cosa, infatti, il farro coltivato non è altro che un miscuglio di T.dicoccum (Kamut) e T. Spelta). A proposito di lezioni di etica, lei lo sa che Kamut è un marchio protetto dal 1990, che qualcuno ci prende delle royalties quando lei compera kamut e che è l’esempio più lampante di esercizio di proprietà su qualcosa di collettivo? Ora voi gridate tanto contro i brevetti di chi con il suo lavoro ed inventiva ha migliorato geneticamente una specie e applaudite a chi ha preso una specie botanica ancestrale e vi ha fatto un businnes (anche ammantando il Kamut della leggenda che un soldato USA abbia prelevato dei semi da una tomba egizia e l’abbia fatto seminare a suo padre contadino) a cui voi accorrete a sostenere contenti di farlo. Bella coerenza!
E’ vero, sembra che sia la componente gliadinica del glutine che provoca l’intolleranza, ma allora se come dice lei è il creso il colpevole, le faccio notare che tutti i frumenti duri dal 1980 a oggi sono colpevoli perché come genitore o antenato hanno il creso. Infatti un grano del genere non poteva non essere usato per fare incroci di miglioramento del grano duro e quindi i geni del creso si sono sparsi pressoché in tutto il materiale coltivato sia per fare la pasta che il pane (il creso è entrato in formule d’incroci anche dei grani teneri).
Il tanto decantato valore alimentare del farro e del kamut per il suo alto valore proteico e di sali minerali è dovuto ad un rapporto matematico, vale a dire che avendo aumentato molto la componemte in amido dei frumenti attulmente coltivati la componente proteica si è “diluita” e quindi percentualmente si è abbassata, ma le quantità assolute di glutine sono maggiori nei grani coltivati. Nessuna ditta che produce glutine, estraendolo dai frumenti, si sogna di andarlo ad estrarre dal farro perché al posto del 12% di componente proteica dei normali frumenti ne ha il 18%.
Ho lasciato per ultimo la sua seguente affermazione: “Il cibo non OGM è stato testato per migliaia di anni sulla nostra pelle, e siamo ancora qui”. Si tratta di un esempio tipico ragionamenti non completamente riflettuti. Il cibo di cui ci nutriamo ha rappresentato (assieme a tanti altri) un fattore di pressione selettiva sul genere umano sia per la quantità che per la qualità: per la quantità perché ha selezionato gli esseri viventi con metabolismi più parchi, mentre per la qualità ha selezionato gli individui che presentavano meno intolleranze. Quindi non mi venga a dire che il cibo di una volta era salutare e quello di adesso lo è meno in quanto il lavoro di miglioramento eseguito dall’uomo sui vegetali li ha resi tutti GENETICAMENTE MODIFICATI. Mi dispiace per lei, ma la vera scienza non è un’opinione!
Si, so che il Kamut è protetto, tutto biologico e coltivato nei luoghi e secondo le specifiche decise da chi ne detiene il brevetto
Fossero tutti così, sarei ben felice di avere altri prodotti protetti, invece ci troviamo contadini che piantano merd@
So bene che il grano saraceno non contiene glutine, ho un figlio intollerante, come ho già detto
Io non grido contro i brevetti, ma contro l’OGM, mi pare sia ben diverso. Io voglio essere sicuro che quello che mangio sia compatibile con il nostro organismo, e che sia stato testato per centinaia di anni, non mi va di fare la cavia, e se qualcuno vuole farla, che non contamini quello che voglio mangiare io, grazie
Se il lavoro di miglioramento viene fatto con incroci che anche la natura può fare, mi sta bene
Se iniziamo a bombardare i cereali con radiazioni, o a modificarne il DNA in laboratorio o a fare incroci assurdi, non mi sta più bene
E non capisco il perchè di questa mania di voler per forza modificare quello che la natura ha creato e conservato per milioni di anni, anzi, sì, lo capisco il perchè, ed è proprio per questo che mi preoccupo
Volete mangiare schifezze?
Bene, fatevi delle serre a tenuta stagna e mangiatevi le vostre schifezze, senza contaminare gli altri raccolti
Io mi tengo quello che la natura ha creato
Grazie
@ Riccardo Bertoncelli
Sono balle che il kamut è tutto biologico, le assicuro che è coltivato anche convenzionalmente, perchè chi detiene la protezione (non si tratta di brevetto, ma solo di marchio registrato, il brevetto in questo caso non può essere richiesto e tanto meno se il vegetale è vecchio di seimila anni). Si brevettano le novità e tra l’altro è uno dei pochi della sua categoria che non si scaglia contro i brevetti in vegetale. Si vede, però, che è digiuno di protezione dei ritrovati intellettuali!
Quando ho detto che il cibo come qualità ha selezionato un certo numero di componenti dell’umanità significa che li ha fatti morire più o meno lentamente, quindi la sua natura eretta a TOTEM non è stata e non sarà mai totalmente benigna. Si vede che è digiuno di evoluzione!
A lei è concesso di non magiare cibo ottenuto per transgenesi, ma non può impedire a me di produrlo e di metterlo sul mercato, se poi questo lo rifiuta, fallirò, ma a lei questo non deve interessare.Non mi venga a dire che io inquino perchè non è vero, glielo ha fatto credere Capanna.
Si vede che è digiuno di democrazia.
Gli incroci assurdi non si fanno perchè si tratta di fatti economici e quindi si devono seguire logiche prima di tutto scientifiche e poi che abbiano finalità. Si vede che è digiuno di miglioramento vegetale.
Pensi che se non avessimo portato a far produrre il frumento 70 q/ha forse lei non sarebbe neppure nato perchè i suoi genitori non sarebbero arrivati all’ìetà della procreazione per mancanza di cibo.
Caro Sig. Bertoncelli l’ideologia non può obnubilare il cervello come sta capitando a lei.
chiedo scusa dopo il primo punto aggiungere: vuole solo che gli vengano pagati i diritti, del come lo si coltiva se ne frega.
1 – il Kamut è tutto biologico, si informi
2 – se per lei essere digiuno di evoluzione significa essere contro gli OGM, fiero di esserlo
3 – se lei produce cibo OGM, lo faccia in serra, senza contaminare le altre colture
4 – se si produce di più perchè siamo in troppo, la soluzione è semplice:
– ridurre la popolazione (lei quanti figli ha?)
– ridurre il consumo di carne (più di 70 Kg pro capite/anno in Italia, faccia i conti di quanto terreno c’è adibito a pascolo/foraggio)
Lei si vede che è a digiuno di etica
Giusto per evitare contestazioni:
http://www.kamut.com/it/trademark.html
“Solo attraverso l’uso di un marchio registrato si può garantire ai clienti che i prodotti a base di grano Khorasan KAMUT® contengono la pura e antica varietà di grano Khorasan, coltivato secondo il metodo dell’agricoltura BIOLOGICA e con elevati standard di qualità”
@ Riccardo Bertoncelli
Bella etica la sua. si arroga il diritto di stabilire chi deve nascere e chi no. Se io le dicessi che ho 10 figli cosa fa mi ordina di eliminarne cinque? Sono d’accordo con lei che dovremo ridurre la dieta carnea, tanto noi occidentali di magiar carne ne abbiamo fin sopra i capelli, ma lo vada a dire ai cinesi di smettere di mangiarne, quando loro hanno appena cominciato ad averne un po’ in tavola.
Nel suo secondo intervento ha fatto bene a suggerirmi il link perchè mi permette di farle notare che ha concesso la sua fede cieca ad un gruppo di “imbonitori di piazza”
1° senta cosa dicono:
“Per la maggioranza delle persone che sono sensibili al grano, i prodotti fatti con KK possono essere un eccellente sostituto del grano comune”
Parlare di grano comune in questo contesto è assurdo, ma poi il sito prosegue con questa aggiunta:
“poichè il grano K contiene glutine, non è comunque da raccomandare a coloro che soffrono di celiachia”
2° si imbonisce il lettore dicendo che è una fonte di selenio e consumando due o tre volte al giorno prodotti Kamut si raggiungono i 200 mcg di selenio che occorre per limitare il cancro e evitare l’invecchiamento.
Guarda caso 8 noci del Brasile contengono 850 mcg di selenio, quindi se io ne mangio solo 2 al giorno ho già ingerito quanto basta di selenio.
3° Arrivano a dire che con 41 kg di seme hanno seminato 6 ha.
Un piccolo calcolo permette di stabilire che loro seminano 1 ha con 6,5 kg, ma dato che il peso di 1000 semi è 50 g circa significa che seminano un ha con 130.000 semi. Vale a dire che ammesso che emerga dal terreno l’80% di questi 130.000, io mi ritrovo un investimento di 10 semi per metro quadrato. Lei ha mai visto un campo di grano? Le pare che ci siano solo 10 piante per mq o solo un po’ di più? Però questo è il grano dei re egizi che erano degli dei e quindi per loro era tutto possibile….perfino far germogliare dopo seimila anni del seme di frumento.
P.S. Le faccio notare, da agronomo quale sono, che vista l’altezza che raggiungono le piante di Triticum turgidum se lei ha un campo con 10 piante per mq al primo alito di vento le sue piante allettano e la sua spiga marcisce per terra.
4° Vada in un supermercato e veda se tutti i prodotti a base di Kamut sono certificati biologici e poi mi dirà.
Suvvia non ha tratto nessun insegnamento dal processo ad Anna Marchi o dai maghi che le danno la cinquina vincente?
Giordano
ne abbiamo trovato un altro di quelli ai quali è piu facile metterlo nel “ci u elle o” che nel cervello!
Alberto, ho appena rimosso il commento al quale ti riferisci, perché era solo un accozzaglia di insulti. Non sopporto chi approfitta dell’ospitalità altrui per insultare e diffamare. A me piace la discussione franca, e anche dura, e per questo motivo non ho mai messo i commenti preventivamente in moderazione, ed ho accettato di buon grado anche di discutere col signor Bertoncelli, che portava argomentazioni. Ma il commento del decerebrato che ho appena rimosso era troppo.
Giordano
il commento delle 00.31 non l’ho mai fatto, come mai compare a mio nome?
“Bella etica la sua. si arroga il diritto di stabilire chi deve nascere e chi no. Se io le dicessi che ho 10 figli cosa fa mi ordina di eliminarne cinque?”
No, le dico semplicemente che sarebbe un irresponsabile, perchè mettere al mondo 10 figli e poi rubare le materie prime ai paesi del terzo mondo lo troverei vergognoso
“lo vada a dire ai cinesi di smettere di mangiarne, quando loro hanno appena cominciato ad averne un po’ in tavola.”
Classico discorso di chi guarda cosa fanno gli altri per giustificare il proprio comportamento
“Per la maggioranza delle persone che sono sensibili al grano, i prodotti fatti con KK possono essere un eccellente sostituto del grano comune”
“poichè il grano K contiene glutine, non è comunque da raccomandare a coloro che soffrono di celiachia”
C0è differenza tra “sensibili al grano ” e “celiachi”, dovrebbe saperlo
Mio figlio non è celiaco, ma è sensibile al grano. Il kamut gli da molti problemi in meno
“2° si imbonisce il lettore dicendo che è una fonte di selenio e consumando due o tre volte al giorno prodotti Kamut si raggiungono i 200 mcg di selenio che occorre per limitare il cancro e evitare l’invecchiamento.
Guarda caso 8 noci del Brasile contengono 850 mcg di selenio, quindi se io ne mangio solo 2 al giorno ho già ingerito quanto basta di selenio.”
A me le noci del Brasile non piacciono, il Kamut sì
“3° Arrivano a dire che con 41 kg di seme hanno seminato 6 ha.
Un piccolo calcolo permette di stabilire che loro seminano 1 ha con 6,5 kg, ma dato che il peso di 1000 semi è 50 g circa significa che seminano un ha con 130.000 semi. Vale a dire che ammesso che emerga dal terreno l’80% di questi 130.000, io mi ritrovo un investimento di 10 semi per metro quadrato. Lei ha mai visto un campo di grano? Le pare che ci siano solo 10 piante per mq o solo un po’ di più?”
Lei si riferisce ad una sperimentazione fatta nel 1986.
Se comunque fosse ancora così, io ricordo MOLTO bene che da piccolo nei campi di grano ci giocavo, e tra una pianta e l’altra passavo tranquillamente
Se quindi tra una pianta e l’altra ci sono circa 30 CM, in un metro quadro ci stanno esattamente 9/12 piante
“P.S. Le faccio notare, da agronomo quale sono, che vista l’altezza che raggiungono le piante di Triticum turgidum se lei ha un campo con 10 piante per mq al primo alito di vento le sue piante allettano e la sua spiga marcisce per terra.”
Forse è per questo che il Kamut viene piantato solo in certe zone?
“4° Vada in un supermercato e veda se tutti i prodotti a base di Kamut sono certificati biologici e poi mi dirà.”
C’è differenza tra materie prime biologiche e prodotti finiti biologici, dovrebbe sapere anche questo…
“Suvvia non ha tratto nessun insegnamento dal processo ad Anna Marchi o dai maghi che le danno la cinquina vincente?”
Si, che ci sono un sacco di ciarlatani…
Dimenticavo, Dario Bressanini fa parte del CICAP, quindi non lo prendo nemmeno in considerazione, ho già avuto a che fare con i disinformatori del CICAP, ne ho a sufficienza
Censurate pure come avete fatto con gli altri, mi stampo un PDF
Saluti
Riccardo, come ho avuto già modo di spiegare, e come si sarà reso conto, qui i commenti non sono moderati. Questo significa che chiunque è libero di intervenire, anche chi, come nel suo caso, esordisce accusandoci di scrivere una montagna di idiozie. Questo però non significa che chiunque si può considerare libero di utilizzare lo spazio che gli viene messo a disposizione (non credo che sia necessario ricordare che questo blog è uno spazio privato) come la tribunetta di Hide Park Corner per lanciare insulti gratuiti a chicchessia. E questo per la ragione banale che se una discussione libera, benché dura, come la nostra, diventa solo uno scambio di parolacce tra opposte tifoserie a rimetterci sono proprio quegli utenti ai quali piacerebbe portare argomenti alla discussione.
Nel commento che ho rimosso si sosteneva (anzi si urlava, dato che era scritto in stampatello, e in genere la “netiquette” attribuisce ai commenti scritti in stampatello questo significat) che siamo corrotti ed assassini, oltre che pagati da Monsanto (magari…) e venivano rivolte le stesse accuse a terzi (per l’appunto il CICAP).
Un commento del genere sarebbe stato rimosso da qualsiasi blog, e l’avrei rimosso anche se accuse e insulti del genere fossero stati rivolti a lei. Non c’entra la censura, ma solo la buona educazione.
@Alberto Guidorzi. Perché evidentemente il tipo di cui parlavamo, essendo un Troll che sa fare il suo mestiere, ha effettuato il login usando il tuo nome con una diversa email, tanto che anch’io pensavo che fossi tu che lo prendevi in giro. Ora rimuovo anche quello. C’è chi si diverte così…
Cheppalle.
R.B.
Lei non sa neppure dove stia di casa l’ambiente coltivato, è un’ignorante, nel senso che ignora le tecniche di coltivazione.
Le faccio notare che i Prodotti biologici non sono per nulla garantiti, l’unica garanzia che la certificazione biologica le da è che è stato seguito un itinerario di coltivazione secondi i canoni dettati dall’agricoltura biologica. Spero che la sua perspicacia riesca a capire la differenza.
Con questo di colloquiare con Lei ne ho piene la P…. perchè la sua ignoranza sulle cose di cui discetta è abissale e dato che insiste a dire castronerie (come quella di voler giudicare chi procrea 10 figli avvicinandosi molto alle concezioni eugentiche di Hitler e Stalin) mi tocca classificarlo tra quelli a cui è più facile metterlo nel “ci u elle o” che nel cervello.
Non mi sottraggo comunque dall’augurare di cuore a suo figlio di trovare rimedi confacenti alla sua intolleranza.
Aggiungo qualche spunto per i lettori, sull’OGM
gruppoalis.it/le-regioni-italiane-contrarie-agli-ogm/
ecologiae.com/ogm-sondaggio-eurobarometro/26954/
corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/05_Maggio/23/ogm.shtml
associazionesum.it/danni_causati_dai_cibi_ogm_alla_salute.htm
dietaclub.quotidiano.net/index.php/uno-studio-getta-ombre-su-ogm-danni-potenziali-per-reni-e-fegato/1340
ecoblog.it/post/10354/russia-le-foto-degli-effetti-dellalimentazione-ogm-sui-criceti-sterilita-e-peli-sulle-gengive
fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=597
finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=732&dt=2011-04-12&src=TLB
greenreport.it/_new/index.php?lang=it&page=default&id=9863
ecoblog.it/post/10354/russia-le-foto-degli-effetti-dellalimentazione-ogm-sui-criceti-sterilita-e-peli-sulle-gengive
greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/contaminazione-lino-ogm/
ecoblog.it/post/9468/ogm-bayer-ammette-che-la-contaminazione-e-fuori-controllo
globalproject.info/it/mondi/La-natura-colpisce-ancora-Amaranto-Inca-divora-OGM-della-Monsanto/7688
ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/11/suicidi-dei-contadini-in-india-166-mila-in10-anni.html
Google “OGM RIVOLTA” “OGM FETI DONNE” “DANNI OGM” “OGM TOPI” “OGM SUICIDI” “OGM CONTAMINAZIONE” .. “OGM CANCRO” …
terranews.it/news/2010/05/ecco-mas-l%E2%80%99alternativa-biotech-alla-%C2%ABtruffa%C2%BB-ogm
stampalibera.com/?p=10724
macrolibrarsi.it/libri/__semi-del-suicidio.php
macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-il-mondo-secondo-monsanto.php?idsearch=2559220
youtube.com/watch?v=8UgFrIOLzg0&playnext=1&list=PL6DA3F7420085F267
youtube.com/watch?v=45xmxg-aqKI
archiviostorico.corriere.it/2003/luglio/05/Contaminazione_Ogm_impossibile_fermarla__co_0_030705064.shtml
blogbiologico.it/ambiente/giulia-maria-crespi-rivela-%E2%80%9Cc%E2%80%99e-un-dossier-animali-nutriti-con-mais-ogm-si-sono-ammalati-al-fegato-e-ai-reni%E2%80%9D/
ecoage.it/ogm-brevetti-specie-vegetali-esistenti.htm
@Alberto Guidorzi
Io nel “ci u elle o” da qulli come lei o da Monsanto non me lo faccio mettere, mi dispiace per lei che forse si divertirebbe pure…
A me questo modo di discutere non piace affatto. Non mi va l’idea di cancellare o rimuovere i commenti, proprio perché non mi va che qualcuno possa dire che qui vengono censurate le opinioni contrarie, proprio come sta strillando il signor Mario dal fondo della casella dello spam. Il fatto è che il signor Mario è finito nello spam (e lì resta, per quanto mi riguarda è persona sgradita da queste parti) per le ragioni che ho detto più sopra, oltre al fatto che avere usato il nome ed il cognome di un altro lettore (che ha il coraggio di usare nome e cognome) per continuare ad insultare e per mettere quel lettore in cattiva luce o in ridicolo è un modo di fare talmente spregevole e meschino che non merita ulteriori commenti.
Non mi piace controllare il contenuto dei commenti anche perché curo questo blog a mie spese (checché ne dica qualcuno, comunque non costa troppo, la piattaforma di wordpress.com è gratuita) e dedicandovi una buona parte del mio tempo libero, e mettersi a fare il moderatore non è un modo per me piacevole di impiegare il tempo. Ma dato che ho dovuto farlo, tengo a precisare che le normali regole della buona educazione e del rispetto reciproco valgono per tutti, a prescindere da come la pensino su questo o quell’argomento, e in base a questo principio non mi va che il signor Bertoncelli, che non ha nascosto le sue opinioni dietro a un nickname, venga insultato o sbeffeggiato. Qui si parla, si discute, se si ritiene che non valga la pena aggiungere altro semplicemente si abbandona la discussione, come avevo fatto io in questo caso, ma non è affatto necessario fare la corsa per avere l’ultima parola, soprattutto se si tratta di parole offensive. E questo vale per tutti.
Quanto ai links di Bertoncelli, che erano finiti anch’essi nello spam, questa volta automaticamente, chiedo scusa, è una normale procedura antispam bloccare i commenti con più di due link, non aggiungono nulla alla valanga di leggende metropolitane che circolano sugli OGM. Che piaccia o meno, esiste un solo sistema per giudicare l’attendibilità di una pubblicazione scientifica, ed è la riproducibilità dei suoi risultati. Non certo la pagina dei risultati di google (digitando “asini che volano” si ottengono 57600 risultati. Ne dovrebbe conseguire che gli asini volano?). Allora sarebbe il caso di farci vedere qualche ricerca che sia stata come minimo sottoposta a peer review, e guarda caso non ve ne sono. Il resto sono chiacchiere, come la storia dei contadini indiani che si suicidano perché non possono pagare le royalties: l’India non riconosce valore legale ai brevetti, e di conseguenza i contadini indiani non pagano una rupia di royalty.
ps. , sig. Bertoncelli, non ho idea di come è prescritta la coltivazione del Kamut, ma se dice di ricordare molto bene che, giocando in un campo di grano da piccolo, passava agevolmente tra le piante che erano seminate a una distanza di ciirca 30 cm l’una dall’altra, e che quindi è ragionevole che in un metro quadrato vi siano 9-12 piante, ho l’impressione che non abbia molto chiaro cosa sia il grano, e lo confonda con qualcos’altro. Non so in che epoca lei è stato piccolo, ma una cosa del genere non la trova neanche nelle georgiche…
Ha ragione, erano pannocchie, sto ridendo per la gaffe!
Ero bimbo, 30 anni fa, bello il Veneto 30 anni fa, andavi a Milano e sentivi la puzza di smog, tornavi a casa ed era una distesa di campi, e d’estate le lucciole di notte erano una meraviglia.
Ora l’aria da Verona a Milano non cambia, e neppure l’orizzonte di capannoni, mentre le lucciole si vedono solo battere sotto i lampioni, e non torneremo più indietro, i nostri figli hanno un’infanzia ben diversa: cemento, paura ad uscire in bici, smog, lago di Garda che è una schifezza…
Evitiamogli gli OGM, salviamo il salvabile…
Comunque resta il fatto che le 10 piante x mq erano riferite alla prima fase di sperimentazione del Kamut, quindi il post sopra di Alberto non fa testo.
Le regole di semina di un cereale a paglia sono sempre quelle e lo erano anche 5000 anni fa ed uno che mi viene a dire che con 41 kg ha seminato sei ettari prende per i fondelli chi lo legge e può farne la critica di quanto gli raccontano.
Con tutte le panzane che sono state raccontate su quel sito non vi è da credere ad una parola a chi ha depositato il nome del Kamut, vuole solo far soldi speculando sulla creduloneria.
Io se avessi un figlio intollerante al glutine non rischierei più di tanto con del Triticun turgidum, opterei molto più volentieri su della tapioca.
E’ così difficile capire che è stata una sperimentazione?
“1986
Il grano gigante è esposto a una fiera alimentare ad Anaheim, California. Grazie all’interesse manifestato dai consumatori, si decide di seminare 41 kg di semi su 6 ettari. In seguito si arriva a una semina su 32,3 ettari.”
Quei 41 Kg di semi erano probabilmente gli unici che avevano a disposizione
Io al suo posto andrei a fare una chiacchierata a 4 occhi con i signori del Kamut, facile sparare a zero senza i diretti interessati
Mio figlio è autistico (ormai direi “era” autistico), il glutine, a causa della permeabilità intestinale, per lui è come un oppiaceo, tuttavia con il kamut ultimamente, dopo 16 mesi di dieta ferrea, non manifesta problemi. Sempre usandolo con molta moderazione, ovvio. Stiamo semplicemente valutando se può lentamente iniziare a mangiare qualcos’altro, dato che uscire di casa e chiedere qualcosa senza glutine, soia, caseina, glutammato è un’impresa