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La ragione dei fessi – 2

9 maggio 2012

Nell’interminabile querelle giudiziaria sulla legittimità del blocco delle semine di varietà geneticamente modificate in Italia, registriamo il parere dell’avvocato generale della Corte di Giustizia europea, Yves Bot, incaricato dell’istruttoria del caso che vede la Pioneer contro il nostro Ministero delle politiche agricole. Se nella stragrande maggioranza dei casi il parere dell’avvocato generale anticipa il pronunciamento definitivo della corte, consola sapere (ma lo sapevamo già), che uno stato membro non può in nessun caso impedire la semina di varietà registrate sul Catalogo Comune Europeo. E’ il mercato comune, bellezza, e non può che prevedere regole uguali per tutti coloro che scelgono di farne parte.

Negli stessi giorni si è pronunciato anche il nostro Consiglio di Stato, questa volta sul ricorso presentato dal recidivo Mipaaf per impedire le semine del nostro amico Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra. La musica è esattamente la stessa, e anche in questo caso il Ministero si avvia a prendere una sonora batosta. Cosa che non impedirà, non ci facciamo soverchie illusioni, di continuare esattamente come prima: tra pochi giorni la stagione di semina del mais terminerà, e se ne riparlerà tra un anno, con nuove scuse, nuove dilazioni, nuove sentenze che, come sempre in questo paese, attribuiscono la ragione ai fessi. Ma tant’è.

Nel frattempo cogliamo il lato buffo della storia, ovvero il commento di Alessandro Triantafyllidis, presidente dell’AIAB, a proposito del parere dell’avvocato generale della Corte di Giustizia: “Il pronunciamento, se confermato,  metterebbe in serio pericolo il biologico europeo“. E perché mai? Anche sforzarsi di dimostrare ciò che si afferma è roba da fessi, nella patria dei campioni incontrastati di Lancio d’Agenzia. E anche in questo caso può tornare utile la lettura del Necrologio dei Fatti pubblicato giorni fa sul Chicago Tribune.

4 commenti leave one →
  1. Nexus permalink
    10 maggio 2012 01:26

    Mi sapete dire quali sono gli OGM registrati sul Catalogo Comune Europeo ?
    Spero che non ci sia solo quel mais, io sarei interessato ad un riso che resiste al glifosate perché sono stufo dei costosissimi e non risolutivi diserbanti selettivi.

  2. 10 maggio 2012 06:55

    In questo momento c’è solo il mais BT, resistente ai parassiti, e una patata destinata all’uso industriale per la produzione di amidi, che peraltro BASF ha già annunciato di voler togliere dal mercato.

    In realtà EFSA, l’ente scientifico europeo sulla sicurezza alimentare, ha già dato parere favorevole alla commercializzazione di molti altri OGM, come è ovvio che sia. Poi le resistenze sono di tipo politico e lobbistico.

  3. Alberto Guidorzi permalink
    11 maggio 2012 01:38

    nexus

    Ma come non sai che diserbando solo con un principio attivo crei delle erbe infestanti resistenti?……….Questo è quanto dicono i Capanna e compagni; come se tu nel tuo riso non ne avessi già di erbe resistenti e che tanto ti fanno ammattire vero?

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