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Biotecnologie e limiti dell’ideologia

24 maggio 2012

Vorrei che si lasciasse da parte per un momento le PGM fino ad ora utilizzate e utilizzabili in agricoltura che sono solo un aspetto marginalissimo di considerare le “biotecnologie”; consideriamole invece in senso omnicomprensivo e specialmente per il progresso alle scienze biologiche che possono apportare, sia in senso generale che applicato (all’agronomia, alla biomedicina ed alle scienze ambientali).

Non credo che il nostro secolo  potrà restare avulso dall’applicazione delle biotecnologie in ogni settore  della scienza della vita, non foss’altro che per il fatto che i paesi emergenti non hanno le fisime degli occidentali, ma guardano alle cose concrete che sono il dare lavoro e mettere a disposizione del cibo. Come abbiamo fatto noi d’altronde quando eravamo poveri.

Se vogliamo progredire sia dal punto di vista alimentare che ambientale non possiamo esimerci dall’approfondire la scienza della vita. Unica scusante che ha l’opinione pubblica nell’essere titubante è che i risultati della ricerca e soprattutto l’accumularsi delle conoscenze rendono non sempre facile la loro assimilazione e apprendimento da parte della società civile, specialmente se vive nell’agiatezza.

1. Il sequenziamento dei genomi delle piante e  le applicazioni allo studio della diversità.

Per  spiegare ciò vorrei partire da una storiella: Un professore intelligentissimo e geniale, ma bruttissimo d’aspetto ricevette da un’attricetta bellissima un proposta di matrimonio, motavata dal fatto che i figli che sarebbero nati sarebbero stati intelligenti come il padre e belli come la madre; al che il professore rispose declinando l’invito e adducendo a motivo che potevano anche nascere figli “intelligenti” come la madre e “bruttissimi” come il padre! Qual è la morale di questa storiella? Che in selezione vegetale, oggi, seppure dopo 100 anni di progressi enormi è retto dal solo caso, molto lavoro segue le regole della lotteria. Ormai ciò che aveva un ancoraggio concreto con gli obiettivi del progresso l’abbiamo ripreso dov’era e riunito nelle piante coltivate. Vale adire abbiamo sfruttato la variabilità genetica palese, ma ben poco abbiamo fatto a livello di variabilità non palese. Se vogliamo progredire dobbiamo attaccarci a questa e crearne di nuova, altrimenti abbiamo raggiunto il limite soprattutto economico della ricerca.

Il sequenzaggio del genoma (cioè dell’insieme dei caratteri di un vivente) apre le porte per svelare questi arcani. Ad esempio il sequenzaggio del genoma delle graminacee (riso, mais e sorgo) hanno dimostrato che l’ordine dei geni all’interno delle diverse graminacee è stato grosso modo mantenuto nella differenziazione. Ciò significa che all’interno di una medesima famiglia botanica e possibile farne un modello.

Altro aspetto molto interessante delle ricerche genomiche, è individuare  marcatori lungo tutto il cromosoma, in modo da avere un reperto per i geni che vi sono associati. E’ evidente che con questo si è attaccata la barriera della casualità dell’agire in selezione.

Altra applicazione importante è l’individuazione degli ARNm; significa aprire la strada alla transcrittomica, cioè al sapere che molecole si formano e passare ad una visione quantitativa dei caratteri, cioè il determinismo quantitativo dei caratteri che è alla base della produzione alimentare e della scelta dei parentali ibridi.

2. Modifica dell’espressione del genoma e creazione di nuove varietà vegetali

Rispetto ai metodi ormai classici, un progresso è stato quello di poter analizzare il fenotipo delle piante, cioè qual è la base genetica che da quel particolare aspetto. Ecco che allora si apre la via  alla ricerca di un maggiore adattamento al clima, all’estensione delle zone di coltivazione di una specie (zone aride, zone saline), trovare resistenze ai numerosi bioaggressori delle piante, ridurre le esigenze nutritive, ma conservando gli stessi livelli produttivi e non usare la scorciatoia delle decrescita produttiva, strategia questa totalmente egoistica.

In altri termini quello già raggiunto fino ad ora di progresso genetico e produttivo dovrà essere continuato, ma ad una velocità di creazione nuova e molto molto più accelerata.

3. Bioproduzione di medicine attraverso le piante

Ciò che viene fatto ora e che si tralascia di discutere da parte dei no-OGM, in quanto non troverebbe buon ascolto da aparte dell’opinione pubblica essendo più direttamente interessata alla ricerca, è la produzione di medicine attraverso microorganismi modificati e degli animali modificati geneticamente, cosa che diverrà molto più economica  e più pratica con delle piante modificate, perché offre vantaggi in termini di efficacia, di costi, di rapidità, di flessibilità nella produzione.

Dunque bando alle ciance, le biotecnologie vegetali s’iscrivono con pieno diritto nella logica dello sviluppo durevole. La precisione d’intervento che ci è permessa  va incontro ai bisogni ambientali di domani che sono quelle di produrre con mezzi rinnovabili. Qualsiasi decisione di eliminazione di sostanze usate oggi in agricoltura che vadano nel senso dell’alimentazione o della protezione delle piante non si può fare senza anche l’apporto delle biotecnologie.

Il progresso scientifico  e tecnico che si otterrà andrà in favore di una nuova rivoluzione verde che si estrinsecherà non solo nell’aumento di cibo “tout court”, ma permetterà all’uomo di meglio controllare la sua salute,  la sua alimentazione, il suo spazio agricolo e  preserverà l’ambiente.

Io non vivrò quest’epoca, sono troppo vecchio, ma coloro che si prendono la responsabilità di ostacolare il progresso responsabile, se sono vecchi, saranno ritenuti responsabili di una visione egoistica  e per nulla lungimirante, mentre se sono giovani ne pagheranno direttamente delle conseguenze molto care. Ogni uomo è arbitro del suo destino ma se davanti ha la strada aperta e non la percorre con agire responsabile diviene un arbitro fesso!

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2 commenti leave one →
  1. Paolo permalink
    24 maggio 2012 15:55

    A proposito di bio o non bio, per chi sa il tedesco e’ uscito su Focus un articolo sugli agricoltori bio pentiti:
    http://www.focus.de/wissen/technik/tid-25909/forschung-und-technik-medizin-die-bio-aussteiger_aid_743729.html

  2. Antonio permalink
    24 maggio 2012 17:56

    il professire in questione era Einstein!!

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