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	<title>La Valle del Siele</title>
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	<description>Appunti dalla frontiera. Agricoltura, mercato, scienze, sviluppo</description>
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		<title>Il gabanellum</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 19:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Breve digest sulle performances giornalistiche di Milena Gabanelli, fresca di investitura a candidato Presidente della Repubblica da parte del mitologico popolo della rete, ormai in grado di ungere quasi quanto il Signore. Dario Bressanini e Amedeo Balbi si interrogano sul rapporto assai controverso tra Report e il metodo scientifico (o almeno tra Report e il [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7421&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Breve <em>digest</em> sulle performances giornalistiche di Milena Gabanelli, fresca di investitura a candidato Presidente della Repubblica da parte del mitologico popolo della rete, ormai in grado di ungere quasi quanto il Signore.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/dice-report/215103/" target="_blank">Dario Bressanini</a> e <a href="http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/05/04/il-senso-di-report-per-la-scienza/" target="_blank">Amedeo Balbi</a> si interrogano sul rapporto assai controverso tra Report e il metodo scientifico (o almeno tra Report e il controllo delle fonti), citando i celebri servizi su biotecnologie, aspartame e onde elettromagnetiche. Poi, ed è una lettura caldamente consigliata, <a href="http://phastidio.net/2012/05/03/relazioni-con-i-media-istruzioni-per-luso/" target="_blank">Mario Seminerio</a> arriva al nocciolo della questione che, beninteso, non riguarda solo Milena Gabanelli ma l&#8217;intero panorama del giornalismo, soprattutto televisivo, e del pubblico che vi si abbevera. Quando si costruiscono servizi al solo scopo di dimostrare tesi precostituite, la complessità e la competenza sono gradite solo se funzionali all&#8217;obbietivo, e quindi può capitare di trovarsi entusiasticamente d&#8217;accordo così come può capitare di rimanere a bocca aperta non appena si possiedono gli strumenti minimi per non bersi ogni minchiata, sia che si tratti di dolcificanti che di debiti sovrani.</p>
<br />  <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7421&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">persentitodire</media:title>
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		<title>Spesa in cibo, reddito e vulnerabilità alimentare</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 10:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NoiseFromAmerika &#8211; 16/03/2012 L&#8217;Economist, alcuni giorni fa, ha pubblicato un grafico che mostra quanta parte di reddito familiare viene utilizzata per il cibo in diversi paesi del mondo. Come sottolinea il testo che accompagna la tabella, ci sono eccezioni alla regola, e potremmo chiederci quali origini (e anche quali conseguenze, di questi tempi) abbia la [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7409&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://noisefromamerika.org/articolo/spesa-cibo-reddito-vulnerabilita-alimentare" target="_blank">NoiseFromAmerika</a> &#8211; 16/03/2012</p></blockquote>
<p>L&#8217;<a href="http://www.economist.com/blogs/graphicdetail/2013/03/daily-chart-5?fsrc=scn%2Ftw_ec%2Fthought_for_food">Economist</a>, alcuni giorni fa, ha pubblicato un grafico che mostra quanta parte di reddito familiare viene utilizzata per il cibo in diversi paesi del mondo. Come sottolinea il testo che accompagna la tabella, ci sono eccezioni alla regola, e potremmo chiederci quali origini (e anche quali conseguenze, di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/12/ungheria-modifiche-liberticide-alla-costituzione-lue-preoccupata/527960/" target="_blank">questi tempi</a>) abbia la propensione degli ungheresi verso l&#8217;alcol e il tabacco. In ogni caso la regolarità è che più alto è il reddito, minore è la porzione di esso che viene speso per il cibo.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://lavalledelsiele.files.wordpress.com/2013/03/econofood.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7414" alt="econofood" src="http://lavalledelsiele.files.wordpress.com/2013/03/econofood.png?w=600"   /></a></p>
<p><span id="more-7409"></span></p>
<p>E fin qui siamo nel campo dell&#8217;ovvio: il portafoglio delle persone ha una estensione illimitata, mentre lo stesso non si può dire del loro stomaco, e una volta riempita la pancia il reddito delle famiglie dei paesi più sviluppati può essere usato per altre attività. La <em>chart</em> dell&#8217;Economist mi ha fatto però venire in mente un altro grafico, in verità piuttosto simile (anche qui la fonte dei dati è l&#8217;USDA), che avevo scovato l&#8217;estate di due anni fa sul <a href="http://www.lei.dlo.nl/publicaties/PDF/2011/2011-035.pdf" target="_blank">rapporto LEI di Wageningen UR</a> dal titolo “<em>Price and prejudice: Why are food prices so high?</em>“.</p>
<p>Lo studio si interrogava sulle ragioni dei picchi dei prezzi delle materie prime agricole, all&#8217;origine di gravi crisi alimentari. È una lettura che raccomando, dato che contribuisce efficacemente a sfatare il mito secondo il quale sarebbe la speculazione finanziaria sui futures delle <em>soft commodities</em> a orientare al rialzo i prezzi e non piuttosto l&#8217;aumento esponenziale della domanda asiatica amplificata dalla contrazione delle scorte e dalle politiche protezionistiche (o di contenimento dell&#8217;offerta) di molti paesi esportatori, spesso spaventati dalla prospettiva di veder crescere l&#8217;inflazione interna.</p>
<p>Il rapporto evidenziava come proprio nella diversa incidenza della spesa alimentare sul reddito alimentare sia la chiave della maggiore o minore vulnerabilità di un paese alla volatilità dei prezzi delle materie prime agricole, e quindi alle crisi alimentari:</p>
<blockquote><p><strong>Le famiglie nei paesi ricchi spendono circa il 10% del loro budget in cibo, ma solo il 20% del prezzo del cibo proviene dalla materia prima</strong>. Il resto proviene dal marketing, dal confezionamento, dal trasporto e dagli utili di chi porta il cibo dalla fattoria al negozio. Invece nei paesi in via di sviluppo la gente spende mediamente per il cibo ben più del 10% del bilancio familiare, laddove le famiglie più povere arrivano a spendere tra il 50% e l’80% dei loro redditi. <strong>Qui solo una piccola porzione va ai processi di commercializzazione e confezionamento: la maggior parte delle famiglie acquistano cibo non trasformato</strong>, divenendo più vulnerabili agli aumenti di prezzo dei generi alimentari.</p></blockquote>
<p>I neretti sono miei, così come la traduzione grossolana. E ho sottolineato quei passaggi perché, oltre a raccontarci della diversa incidenza della spesa per il cibo nel reddito familiare, evidenziano una cosa in più, ovvero come tutti i processi intermedi di una filiera agroalimentare complessa contribuiscano a ridurre ancora di più la vulnerabilità delle famiglie alla volatilità dei prezzi: in paesi in cui si è costretti a dedicare un&#8217;ampia porzione del proprio reddito al cibo, e di questa una fetta abbondante va in cibo non trasformato e in materia prima grezza (si pensi al riso), è molto facile che significative oscillazioni di prezzo spossano trasformarsi in vere e proprie catastrofi umanitarie.</p>
<p>E la ben nota inelasticità dei prezzi del cibo contribuisce a complicare le cose. L’USDA fornisce delle <a href="http://www.ers.usda.gov/Data/InternationalFoodDemand/" target="_blank">stime per l’elasticità dei prezzi:</a> per gli Stati Uniti, l’elasticità della domanda rispetto al prezzo di pane e cereali è -0,04, il che vuol dire che sarebbe necessario un aumento di prezzo del 25 per cento per indurre un calo di appena l’1 per cento nei consumi. Tra la stagione 2008/09 e 2010/11 alcuni estremi metereologici hanno indotto cali nella produzione globale di cereali attorno al 3 per cento. Nulla di catastrofico in sé, ma in un quadro di generale aumento della domanda e contrazione delle scorte, i prezzi sono semplicemente raddoppiati.</p>
<p>In quegli anni, dalle nostre parti solo gli agricoltori si sono accorti che qualcosa stava cambiando, dato che hanno potuto vendere a prezzi mai visti prima. I consumatori per lo più non hanno percepito una grossa differenza nella spesa per il cibo, e questo lo dobbiamo proprio alla scarsa incidenza della materia prima grezza e del cibo non trasformato sul totale della spesa familiare. Nel frattempo, abbiamo potuto vedere in televisione gli effetti degli aumenti di prezzo del cibo su economie meno sviluppate, effetti che in qualche caso, come in alcuni paesi africani affacciati sul Mediterraneo, sono stati il detonatore di rivolte popolari e veri e propri cambi di regime.</p>
<p>Tutto questo, guarda un po&#8217;, aggiunge motivi per essere scettici sul mito della decrescita, trasformato da minoritaria ossessione <em>radical chic</em> a vero e proprio programma di governo di un partito che ha raggiunto all&#8217;incirca il 25 per cento dei consensi alle ultime elezioni. E quando si parla di accorciamento delle filiere, di km zero, di agricoltura di sussistenza, si parla di politiche che ormai a buon diritto sono state acquisite e fatte proprie da tempo da uno schieramento molto più ampio ed eterogeneo di quello che fa riferimento al M5S, almeno a livello &#8220;ideologico&#8221;. Se già la riduzione dei redditi ci condurrebbe tra quelli costretti a destinare al cibo una fetta maggiore del proprio reddito disponibile rispetto a quella che vi destiniamo oggi, politiche agricole come quelle care ai &#8220;decrescenti&#8221; di ogni colore non farebbero che aggravare la situazione, con tutte le <em>unintended consequences</em> del caso in termini di esposizione alla volatilità dei prezzi e di vulnerabilità alle crisi alimentari.</p>
<br />  <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7409&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Se mio nonno aveva tre palle&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 17:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; era un flipper. Se il Centro destra non avesse consentito alla Lega di non far pagare le multe per lo spafonamento delle quote latte non ci sarebbe stato bisogno di mettere l’IMU Parola (piuttosto superficiale, e ci dispiace) di Matteo Renzi. Ci sentiremmo di aggiungere, come fa Milena Gabanelli al minuto 9,50 di questo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7401&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; era un flipper.</p>
<blockquote><p>Se il Centro destra non avesse consentito alla Lega di non far pagare le multe per lo spafonamento delle quote latte non ci sarebbe stato bisogno di mettere l’IMU</p></blockquote>
<p>Parola (piuttosto superficiale, e ci dispiace) di <a href="http://www.agricolae.eu/quote-latte-renzi-se-pagate-niente-imu/" target="_blank">Matteo Renzi</a>. Ci sentiremmo di aggiungere, come fa Milena Gabanelli al minuto 9,50 di <a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-609f3571-c3a0-4d5d-9c9c-c687f14fad64.html" target="_blank">questo servizio</a> che consiglierei di vedere per intero, che &#8220;<em>se ci sono stati degli errori, paradossalmente, potremmo chiedere indietro all&#8217;Europa 4 miliardi e 400 milioni di multe pagate</em>&#8220;. Ovvero più del gettito della stessa IMU. Degli errori in questione, sui quali ci si ostina a non voler far luce, abbiamo parlato abbondantemente, <a href="http://lavalledelsiele.com/2011/09/19/quote-latte-ma-le-multe-ce-le-meritiamo-o-no/" target="_blank">qui</a>, <a href="http://lavalledelsiele.com/2011/09/28/faq-sulle-quote-latte/" target="_blank">quo</a> e <a href="http://lavalledelsiele.com/2012/04/24/un-ministero-da-bere/" target="_blank">qua</a>.</p>
<p>Chissà poi, se vogliamo continuare al gioco del &#8220;se fosse&#8221;, quanto avremmo guadagnato in efficienza se a occuparsi di erogazioni in agricoltura e gestione delle anagrafi bovine ci fossero stati funzionari assunti in base a criteri meritocratici con <a href="http://lavalledelsiele.com/2012/02/24/quanto-costa-liberarsi-di-un-mandarino-di-stato/" target="_blank">contratti</a> che non espongano l&#8217;ente che li ha sottoscritti all&#8217;accusa di danno erariale.</p>
<p>E anche consiglieri migliori di <a href="http://www.ernestocarbone.it/" target="_blank">quelli che hai</a>, Matteo, su questioni complesse come questa, non guasterebbero.</p>
<br />  <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7401&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cose che non servono a niente &#8211; 9</title>
		<link>http://lavalledelsiele.com/2013/03/04/cose-che-non-servono-a-niente-9/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 11:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
				<category><![CDATA[brainstorming]]></category>
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		<description><![CDATA[Ma che almeno li tengono impegnati, e di questi tempi è tanta roba. Italia Nostra, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e ANCI hanno sottoscritto un nuovo protocollo di intesa per il “Progetto nazionale orti urbani”. L’accordo è stato sottoscritto a Padova presso l’Orto annesso alla Scuola Secondaria di primo grado “Giovanni Maria Falconetto”. [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7396&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che almeno <a href="http://www.aiol.it/contenuti/attualita/attivit%C3%A0-ministero/orti-urbani-firmata-intesa-mipaaf-italia-nostra-e-anci" target="_blank">li tengono impegnati</a>, e di questi tempi è tanta roba.</p>
<blockquote><p>Italia Nostra, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e ANCI hanno sottoscritto un nuovo protocollo di intesa per il “Progetto nazionale orti urbani”. L’accordo è stato sottoscritto a Padova presso l’Orto annesso alla Scuola Secondaria di primo grado “Giovanni Maria Falconetto”.</p>
<p>La firma del protocollo è avvenuta il 20 febbraio proprio nell’area antistante un orto che verrà assegnato ai cittadini del luogo. Il progetto intende riqualificare spazi abbandonati o degradati entro le città metropolitane per destinarli con gli orti ad occasioni di socializzazione tra i cittadini orticoltori, di consumo a Km zero di prodotti delle terra con innegabili vantaggi anche di risparmi economici specie in tempi di crisi come questi.</p></blockquote>
<p>Innegabili vantaggi. Risparmi economici. Chissà chi si sta facendo carico di rendicontarli.</p>
<br />  <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7396&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le &#8220;Shivanomics&#8221; e il ripudio della realtà</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 21:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vandana Shiva (la conosciamo bene) è un&#8217;attivista ecologista indiana, nonché vicepresidente di Slow Food. A gennaio, sul Guardian, ha avuto l&#8217;opportunità di raccontarci la sua visione dell&#8217;economia, dettagliata in una sorta di manifesto programmatico. Dato che oggi viene ventilata la possibilità dell&#8217;elezione del presidente di Slow Food Carlo Petrini alla Presidenza della Repubblica (non è [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7389&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vandana Shiva (la conosciamo bene) è un&#8217;attivista ecologista indiana, nonché vicepresidente di Slow Food. A gennaio, sul Guardian, ha avuto l&#8217;opportunità di raccontarci la sua <a href="http://www.guardian.co.uk/sustainable-business/blog/vandana-shiva-futoronomics-food" target="_blank">visione dell&#8217;economia</a>, dettagliata in una sorta di manifesto programmatico. Dato che oggi <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/28/lamaca.html?ref=search" target="_blank">viene ventilata</a> la possibilità dell&#8217;elezione del presidente di Slow Food Carlo Petrini alla Presidenza della Repubblica (non è uno scherzo, nulla in questo paese sembra essere più uno scherzo), può essere utile dare un&#8217;occhiata a tale manifesto, e farsi un&#8217;idea della visione del mondo della quale si fa autorevole portatore.</p>
<p><span id="more-7389"></span></p>
<blockquote><p>La crisi economica, la crisi ecologica e la crisi alimentare sono il riflesso di un paradigma economico superato e fossilizzato  &#8211; un paradigma che nasce dalla mobilitazione di risorse per la guerra attraverso la categoria di &#8216;crescita&#8217;, e uno che ha le sue radici nell&#8217; età dei combustibili fossili e del petrolio. E&#8217; fossilizzato sia perché è obsoleto, sia perché è un prodotto dell&#8217;età dei combustibili fossili. Abbiamo bisogno di andare al di là di questo paradigma fossilizzato se vogliamo affrontare l&#8217;attuale crisi economica ed ecologica.</p></blockquote>
<p>Superare con le suggestioni linguistiche la carenza di argomenti è moda assai diffusa: combustibili fossili = economia fossilizzata. Non vuol dire nulla, ma suona bene. Potremmo dire quindi che nell&#8217;età della pietra c&#8217;era un&#8217;economia pietrificata, e in quella del bronzo un&#8217;economia abbronzata. Poi c&#8217;è la categoria di &#8220;crescita&#8221; che mobiliterebbe risorse per la guerra, e il senso di questa frase sfugge. E&#8217; l&#8217;uso della categoria di &#8220;crescita&#8221; che mobiliterebbe risorse per la guerra? Come, di grazia? O la crescita stessa? Quali guerre, in particolare?</p>
<blockquote><p>Economia ed ecologia hanno la stessa radice, oikos, un&#8217;antica parola greca che significa &#8216;casa&#8217; &#8211; sia la nostra casa planetaria, la Terra, che la casa in cui viviamo la nostra vita quotidiana in famiglia e nella comunità.</p>
<p>Ma l&#8217;economia ha deviato dall&#8217;ecologia, ha dimenticato la casa e si è focalizzata sul mercato. Un limite produttivo artificale è stato creato per misurare il Prodotto Interno Lordo (PIL). Questo limite produttivo definisce il lavoro e la produzione di sussistenza come non-produzione e non-lavoro, assumendo che se produci ciò che consumi, in realtà non produci. In un colpo solo, il lavoro della Natura nella fornitura di beni e servizi è scomparso. La produzione e il lavoro delle economie di sussistenza sono scomparsi e il lavoro delle donne, in particolare, è scomparso.</p></blockquote>
<p>Ciò che ci sembra scomparso in un colpo solo, in realtà, sembra essere la logica. Al di là delle solite suggestioni linguistiche su prefissi e suffissi, quel che lascia a bocca aperta è la celebrazione dell&#8217;economia di sussistenza, nella quale si dovrebbe potere essere autosufficienti e felici producendo in casa ciò di cui si ha bisogno, dal cibo all&#8217;energia e non so che altro. Fantastico. Oltretutto, il fatto che il PIL non tenga conto del valore dei beni e servizi destinati all&#8217;autoconsumo, così come, secondo definizione, di quello dei beni e servizi consumati o trasformati dai produttori durante il processo produttivo, non dovrebbe meravigliare nessuno, e non toglie e non aggiunge nulla alla validità dell&#8217;indicatore.</p>
<p>Per raggiungere un certo livello di reddito, necessario a garantire pane e companatico a sé e alla sua famiglia, un calzolaio deve vendere un certo numero di scarpe. Per ottenere lo stesso risultato, un agricoltore deve vendere una certa quantità di prodotti della sua azienda. Se però l&#8217;agricoltore decide di trattenere in casa una parte della produzione per l&#8217;autoconsumo, e di mettere sul mercato solo il rimanente, alla fine dell&#8217;anno avrà guadagnato meno, ma avrà anche speso meno, facendo tornare i conti.</p>
<p>Certo, la signora Shiva dovrebbe rassegnarsi all&#8217;idea che il calzolaio potrà disporre del suo reddito con maggiore libertà di quanto non possa fare un contadino in un&#8217;economia di sussistenza, e che forse anche il contadino potrebbe disporre di maggiori opportunità dedicandosi alla produzione di ciò che chiede il mercato piuttosto che dedicandosi, in maniera scarsamente efficiente, a produrre solo ciò che gli basta per sopravvivere in una condizione di indigenza. Ovvero, che anche l&#8217;agricoltore avrà più opportunità di essere felice se potrà dedicare risorse anche alla meccanizzazione della sua azienda, che gli restituirà tempo libero, all&#8217;istruzione dei figli, che li liberà dalla servitù di una vita senza altra opportunità che il lavoro dei campi&#8230; Sul &#8220;<em>lavoro della Natura nella fornitura di beni e servizi</em>&#8220;, invece, stendiamo un velo pietoso, oltre che un buon numero di punti interrogativi.</p>
<blockquote><p>Questa falsa misura fossile di produttività è alla radice delle molteplici crisi che abbiamo di fronte nell&#8217;alimentazione e nell&#8217;agricoltura. E&#8217; alla radice della fame e della malnutrizione, perché mentre le merci crescono, il cibo e la nutrizione sono scomparsi dal sistema di produzione agricola. &#8216;Yield&#8217; (raccolto) misura la produzione di un prodotto unico, non la produzione di alimenti e di nutrizione.</p>
<p>E&#8217; alla radice della crisi agricola. Quando i costi degli inputs produttivi continuano ad aumentare, ma non vengono conteggiati quando si misura la produttività, i piccoli agricoltori marginali sono spinti in un modello di agricoltura ad alto costo che si traduce in debito e, in casi estremi, nell&#8217;epidemia di suicidi degli agricoltori alla quale abbiamo assistito.</p>
<p>E&#8217; alla radice della crisi di occupazione. Quando le persone sono sostituitei da schiavi energetici a causa di una falsa misura di produttività, la distruzione dei mezzi di sussistenza e del lavoro è il risultato inevitabile.</p>
<p>E&#8217; anche alla radice della crisi ecologica. Quando gli inputs di risorse naturali, combustibili fossili e di sostanze chimiche auemntano, ma non vengono contate, più acqua e terra si sprecano, le sostanze chimiche più tossiche vengono utilizzate, e più combustibili fossili del necessario. In termini di produttività, l&#8217;agricoltura chimica e industriale è altamente inefficiente. Essa utilizza 10 unità di energia per produrre una sola unità di cibo. E&#8217; responsabile er il 75% dell&#8217;utilizzo di acqua, per il 75% della scomparsa della diversità delle specie, per il 75% del degrado del suolo e del territorio e per il 40% di tutte le emissioni di gas serra, che stanno destabilizzando il clima.</p></blockquote>
<p>Qui siamo nell&#8217;ambito delle balle, anche se ben nascoste in una sequenza di frasi senza senso. Per cui, senza troppo preoccuparci di rintracciare un filo logico dove chiaramente questo filo non c&#8217;è (cosa vuol dire che il cibo è scomparso dal sistema di produzione agricola? Cosa si produce nelle aziende agricole grandi o piccole che siano, asciugacapelli?) ci accontentiamo di dire che il progresso tecnologico riduce sensibilmente l&#8217;uso di acqua, di sostanze chimiche e di combustibili fossili, e questo per una banalissima ragione: l&#8217;acqua, gli agrofarmaci e il gasolio costano, e nessuno si diverte a sprecarne.</p>
<p>Varietà resistenti agli stress idrici, unite a tecnologie in grado di concentrare l&#8217;uso di acqua solo dove serve, molecole in grado di degradarsi più rapidamente, unite a varietà resistenti ai parassiti, motori di nuova concezione, uniti ad attrezzature in grado di svolgere più operazioni colturali in un solo passaggio, sono solo degli esempi dell&#8217;agricoltura e del modello di sviluppo che alla signora Shiva fanno orrore.</p>
<p>Il velo pietoso, in questo caso, lo stendiamo sulle cifre sparate a capocchia, secondo le quali l&#8217;agricoltura orientata al mercato e al profitto sarebbe responsabile del 75% di un po&#8217; di tutto. Per non parlare delle 10 unità di energia necessarie per produrre una unità di cibo. Cosa sarebbere queste unità? Non staremo mischiando mele e pere? Mi servono cinque unità da un euro per acquistare un solo pacchetto di sigarette, ma se uso una unità da 10 euro il tabaccaio mi dà anche il resto, magari in 10 unità da 50 cents: un affare, calcolato secondo le categorie interpretative delle &#8220;Shivanomics&#8221;.</p>
<blockquote><p>Abbiamo bisogno di passare da questi indicatori falsi e fossilizzati agli indicatori reali che riflettono la vera salute della natura e il benessere reale dell&#8217;economia</p></blockquote>
<p>Insomma, se la realtà non ci piace, cambiamo unità di misura e risolveremo tutto. A leggere Vandana Shiva, sembra che i consumatori del pianeta Terra facciano la spesa dopo aver fatto l&#8217;analisi delle previsioni trimestrali del PIL, e che se cambiassimo gli indicatori del benessere cambieremmo in una volta sola anche aspirazioni e gusti alimentari. Dite alla gente che con più soldi in tasca si sta peggio, vedrete che tutti correranno a disfarsi dei loro beni.</p>
<p>Ovviamente tutto è misurabile, non solo il Prodotto Interno Lordo di un paese o del pianeta. Ci sono ottimi indicatori della qualità della vita che rendono l&#8217;idea dei progressi fatti dall&#8217;umanità negli ultimi 50 anni. Per esempio, in <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OwII-dwh-bk" target="_blank">questa efficace animazione</a> prodotta da <a href="http://www.gapminder.org/" target="_blank">gapminder.org</a> si parla di mortalità infantile. Può bastare?</p>
<ul>
<li><em>P.S.: invece sulle menzogne di Vandana Shiva sui suicidi dei contadini indiani, può bastare <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/28/suicidi-cotone-trilussa/243218/" target="_blank">questo post</a> di Dario Bressanini. Anche in questo caso, basta mettere qualche cifra (reale) una dietro l&#8217;altra, e tirare le somme. Sempre che le si voglia tirare o che si sia in grado di farlo, ma questo è un altro discorso.</em></li>
</ul>
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		<title>So God made a Farmer</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 14:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho avuto poco tempo per il blog in queste ultime settimane, e mi scuserete se interrompo il silenzio con un post, forse, banale. Ma lo spot della Dodge mandato in onda durante l&#8217;ultimo Superbowl merita di essere visto e rivisto. Gronda retorica, certo, e luoghi comuni. Ma colpisce al cuore chiunque abbia speso giornate affondando [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7380&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto poco tempo per il blog in queste ultime settimane, e mi scuserete se interrompo il silenzio con un post, forse, banale. Ma lo spot della Dodge mandato in onda durante l&#8217;ultimo Superbowl merita di essere visto e rivisto.</p>
<p>Gronda retorica, certo, e luoghi comuni. Ma colpisce al cuore chiunque abbia speso giornate affondando i piedi nel fango d&#8217;inverno e respirando polvere d&#8217;estate, misurando il tempo non in ore e minuti, ma in anni e stagioni, una dopo l&#8217;altra. Per la cronaca, la voce è quella dello speaker radiofonico Paul Harvey, e il testo è quello del <a href="http://www.theatlantic.com/politics/archive/2013/02/paul-harveys-1978-so-god-made-a-farmer-speech/272816/" target="_blank">celebre discorso</a> che lui stesso tenne nel 1978 alla Future Farmer of America convention.</p>
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		<title>L&#8217;agricoltura che ci piace</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 10:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che segue è il testo dell&#8217;approfondimento programmatico sull&#8217;agricoltura di Fare per Fermare il Declino, al quale abbiamo dato un contributo significativo, pubblicato ieri sul sito del movimento guidato da Oscar Giannino. Più che come un documento definitivo, il testo va inteso come una bozza per la crescita del settore agricolo italiano e l&#8217;inizio, speriamo, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7376&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che segue è il testo dell&#8217;approfondimento programmatico sull&#8217;agricoltura di Fare per Fermare il Declino, al quale abbiamo dato un contributo significativo, <a href="http://www.fermareildeclino.it/fare/approfondimento-agricoltura" target="_blank">pubblicato ieri</a> sul sito del movimento guidato da Oscar Giannino. Più che come un documento definitivo, il testo va inteso come una bozza per la crescita del settore agricolo italiano e l&#8217;inizio, speriamo, di un percorso di elaborazione programmatica che rimetta l&#8217;impresa agricola al centro di una scena finora occupata solo dai sussidi pubblici e dall&#8217;intermediazione politica e corporativa, oltre che da lughi comuni assai duri a morire.</p>
<p>Come abbiamo sempre detto, fin dalla presentazione di questo blog, &#8220;<em>l’agricoltura che ci piace è un’agricoltura libera. Libera prima di tutto dai luoghi comuni che, nell’indifferenza generale e con l’accondiscendenza dei mezzi di informazione, orientano le politiche di spesa e di intervento pubblico, libera dai sussidi, libera di svilupparsi attraverso l’innovazione e il mercato. E libera di parlare di sé senza piangersi addosso</em>&#8220;. E&#8217; la stessa agricoltura che piace a <a href="http://www.fermareildeclino.it/" target="_blank">Fare per Fermare il Declino</a>.</p>
<p><span id="more-7376"></span></p>
<blockquote>
<ul>
<li>La superficie media dell’impresa agricola italiana è di 7,9 ettari a fronte dei  53 di quella francese, i 56 di quella tedesca, i 65 di quella danese, i 79 di quella del Regno Unito e i 152 di quella Ceca. E’ la fotografia di un sistema produttivo che sconta inefficienze decennali, frutto prima di tutto di una eccessiva frammentazione fondiaria e di un utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune finalizzato prevalentemente a sostenere lo status quo piuttosto che a superare le cause profonde di queste inefficienze.</li>
</ul>
<ul>
<li>E’ necessario rimuovere tutti gli ostacoli, prevalentemente di natura burocratica, che ostacolano l’accorpamento fondiario, e riformulare il sistema di erogazione degli aiuti diretti della PAC secondo criteri che incentivino la piccola impresa a cercare forme innovative di aggregazione dell’offerta fin dalle fasi di produzione. Va ripristinata la norma, abrogata dal Governo Monti, che consentiva anche alle società di capitali di poter optare per la tassazione su base catastale.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il sostegno al reddito dovrebbe essere ripensato come una forma di welfare a termine, teso ad accompagnare l’impresa improduttiva senza traumi fuori dal mercato, piuttosto che un sistema di erogazione ed intermediazione di microrendite, e un modo per sostenere in eterno attività produttive inefficienti e decotte.</li>
</ul>
<ul>
<li>La tassazione patrimoniale sui terreni e fabbricati rurali deve essere oggetto di una profonda riforma, che includa in un’unica voce anche i contributi generali di bonifica, e che consideri la vocazione strumentale dei fabbricati rurali. Gli aumenti sconsiderati dell’IMU agricola vanno rivisti, così come vanno superati gli astrusi regimi di deroghe ed esenzioni su base territoriale. I consorzi di bonifica vanno sottoposti a una severa valutazione delle performances, che preveda la possibilità di soppressione di quegli enti che non rispettino elementari rapporti tra costi per i contribuenti e benefici per la collettività.</li>
</ul>
<ul>
<li>I criteri attraverso i quali vengono erogati gli aiuti allo sviluppo, attraverso i Piani di Sviluppo Rurale redatti dalle regioni, devono essere fondati su una rigorosa analisi scientifica che riconosca il contributo positivo dell’innovazione tecnologica e dell’intensificazione agricola per la biodiversità e la salvaguardia ambientale. Oggi una grossa fetta di questi aiuti vengono elargiti a realtà associative, consortili, sindacali, politiche, nonché agli stessi enti locali, che non hanno nulla a che fare con l’agricoltura. Un modo attraverso il quale la politica, mediante la PAC, contribuisce a finanziare sé stessa e uno spreco di risorse al quale va posto rimedio al più presto.</li>
</ul>
<ul>
<li>Non si può continuare a negare, alle imprese agricole italiane, il diritto di avvalersi delle tecnologie che migliorano le rese unitarie o garantiscono rese analoghe con minori imputs produttivi. Il bando all’uso delle varietà geneticamente modificate iscritte al catalogo comune europeo, per le quali nessuna evidenza scientifica ha mai dimostrato pericoli per la salute umana e per l’ambiente, deve essere rimosso. Allo stesso tempo va rimosso l’anacronistico bando alla ricerca in campo aperto sulle biotecnologie agrarie, che potrebbe rappresentare un fondamentale strumento per il recupero e la difesa di importanti varietà tradizionali italiane.</li>
</ul>
<ul>
<li>Anche le norme che impongono agli agricoltori limiti all’utilizzo di semente autoprodotta sono in contraddizione con i più elementari principi di libertà di impresa, e vanno superate.</li>
</ul>
<ul>
<li>I consorzi che tutelano le Denominazioni di Origine hanno lo scopo di garantire al consumatore che un determinato prodotto provenga da un determinato luogo e sia stato fatto secondo un determinato disciplinare di produzione. Qualsiasi altra funzione, pur riconosciuta dalla legge, di controllo dell’offerta e di stabilizzazione del mercato rappresenta una violazione dei principi della libera concorrenza, oltre a un disincentivo agli investimenti proprio nei settori a più alto valore aggiunto. La fine del sistema di contingentazione delle superfici viticole e la liberalizzazione dei diritti di reimpianto dei vigneti, prevista per il 2015, va vista come un’opportunità di sviluppo e di rilancio per il settore vinicolo italiano.</li>
</ul>
<ul>
<li>Una riforma strutturale delle norme che regolano l’attività venatoria, in un senso più rispettoso dei diritti di proprietà, potrebbe condurre a nuove opportunità di reddito per l’impresa agricola, a una maggiore salvaguardia della fauna selvatica e a consistenti risparmi per lo Stato e gli Enti Locali.</li>
</ul>
<ul>
<li>L’art. 62 del decreto liberalizzazioni, che impone una contrattualizzazione forzata di tutte le transazioni commerciali che abbiano come oggetto prodotti agroalimentari, costituisce un’intollerabile intromissione dell’autorità pubblica nei rapporti tra soggetti privati. Se l’intenzione dichiarata del decreto, che impone un termine massimo di 30 giorni per il pagamento di prodotti deperibili e 60 per tutti gli altri, sarebbe quella di riequilibrare il peso del piccolo produttore di fronte alla GDO, si può dire che l’obbiettivo viene mancato clamorosamente. In primo luogo perché quello che non si riflette sui tempi di pagamento si rifletterà inevitabilmente sul prezzo o sulla scelta di diversi fornitori, specialmente esteri. In secondo luogo perché i primi a fare le spese di questo sistema sono proprio gli agricoltori, che non possono più liberamente scegliere di pagare “a raccolto” i loro fornitori, finendo costretti a dover ricorrere al credito (in un periodo di feroce stretta creditizia) per finanziare gli acquisti.</li>
</ul>
<ul>
<li>Numerose evidenze supportate dalle risultanze di indagini investigative hanno portato alla luce tali e tante incongruenze nella gestione delle anagrafi bovine e dell’intero sistema di gestione delle quote latte e delle erogazioni in agricoltura, da suggerire la possibilità, tutt’altro che remota, che l’Italia non abbia mai sforato la quota nazionale ad essa assegnata, e che di conseguenza i prelievi sugli allevatori siano di fatto illegittimi. Qualsiasi decisione in merito alla riscossione dei tributi agli allevatori deve essere subordinata alla piena chiarezza su queste vicende.</li>
</ul>
</blockquote>
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		<title>The &#8216;genius&#8217; &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 08:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non pago di essere passato alla storia come il partito che aveva presentato una interrogazione parlamentare sul signoraggio e una sulle scie chimiche, l&#8217;IDV ha presentato il 20 dicembre una interrogazione a risposta scritta in cui si chiede, non è uno scherzo, se l’Italia disponga e dove di eventuali strutture delle Forze armate o di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7373&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non pago di essere <a href="http://lavalledelsiele.com/2011/06/04/the-genius/" target="_blank">passato alla storia</a> come il partito che aveva presentato una interrogazione parlamentare sul <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=39707&amp;stile=6" target="_blank">signoraggio</a> e una sulle <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=3573&amp;stile=6" target="_blank">scie chimiche</a>, l&#8217;IDV ha presentato il 20 dicembre una <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=64706&amp;stile=6&amp;highLight=1" target="_blank">interrogazione a risposta scritta</a> in cui si chiede, non è uno scherzo,</p>
<blockquote><p>se l’Italia disponga e dove di eventuali strutture delle Forze armate o di altri Corpi dello Stato dediti allo studio del fenomeno ufologico, se siano stati prodotti documenti e relazioni riservati in ambito nazionale o Nato, se infine in Italia si possa prevedere la creazione di una struttura dedicata munita dei requisiti di trasparenza pubblica</p></blockquote>
<p>Il resto dell&#8217;interrogazione ce lo risparmiamo, chi vuole può consultare l&#8217;originale, in cui si parla di  guerra fredda, di Gorbaciov, Carter e Churchill, di dischi volanti e dell&#8217;immancabile &#8220;area 51&#8243;. Una sceneggiatura molto originale, peraltro.</p>
<p>Almeno questa volta Antonio di Pietro ha evitato di prestare la sua faccia a questo capolavoro, lasciando che la gloria ricadesse per intero sulle spalle di Giuseppe Vatinno e Francesco Barbato, che arrivati a fine legislatura meritavano evidentemente il loro quarto d&#8217;ora di celebrità.</p>
<p>Grazie a <a href="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/01/07/aiuto-gli-ufo-in-parlamento/" target="_blank">Marco Cattaneo</a> per la segnalazione.</p>
<br />  <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7373&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">persentitodire</media:title>
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		<title>Top Ten del 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 10:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli articoli della Valle del Siele più letti del 2012. Quanto costa liberarsi di un mandarino di Stato #dontdestroyresearch, anche in Italia Michele ma che stai a dì? Cronaca fotografica dall’Occidente Medioevale OGM e tumori: non ci crede nessuno, tranne la politica Cos’è il Genio? Il vero biologico è tecnologico Ancora su Michele Serra e l’Impero della Carne (sic) Acqua e zucchero. E nient’altro [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7360&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli articoli della Valle del Siele più letti del 2012.</p>
<ol>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/02/24/quanto-costa-liberarsi-di-un-mandarino-di-stato/" target="_blank">Quanto costa liberarsi di un mandarino di Stato</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/06/07/dontdestroyresearch-anche-in-italia/" target="_blank">#dontdestroyresearch, anche in Italia</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/08/30/michele-ma-che-stai-a-di/" target="_blank">Michele ma che stai a dì?</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/06/13/cronaca-fotografica-dalloccidente-medioevale/" target="_blank">Cronaca fotografica dall’Occidente Medioevale</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/09/21/ogm-e-tumori-non-ci-crede-nessuno-tranne-la-politica/" target="_blank">OGM e tumori: non ci crede nessuno, tranne la politica</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/11/23/cose-il-genio/" target="_blank">Cos’è il Genio?</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/09/29/il-vero-biologico-e-tecnologico/" target="_blank">Il vero biologico è tecnologico</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/09/07/ancora-su-michele-serra-e-limpero-della-carne-sic/" target="_blank">Ancora su Michele Serra e l’Impero della Carne (sic)</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/08/04/acqua-e-zucchero-e-nientaltro/" target="_blank">Acqua e zucchero. E nient’altro</a></li>
<li><a href="http://lavalledelsiele.com/2012/11/21/sei-risposte-ancora-piu-facili/" target="_blank">Sei risposte ancora più facili</a></li>
</ol>
<p>Grazie a tutti voi per aver continuato a seguire questo blog anche quest&#8217;anno, facendolo crescere in contatti e apprezzamenti molto più di quanto non sarebbe mai stato lecito aspettarsi.</p>
<p>Mi scuso se negli ultimi tempi non sono riuscito ad aggiornare il blog con la frequenza consueta, a causa dei <a href="http://lavalledelsiele.com/2012/08/31/qualcosa-di-nuovo-2/" target="_blank">nuovi impegni</a> di cui forse avete letto.</p>
<p>Vi auguro il miglior 2013 possibile.</p>
<br />  <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7360&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">persentitodire</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Una forma di superstizione</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 19:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordano Masini</dc:creator>
				<category><![CDATA[people]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[rita levi montalcini]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Non saprei spiegare il perché della paura per gli Ogm. E&#8217; difficile dire come nasca la paura e come si può bloccare il timore di qualcosa che non si conosce. E&#8217; una forma di superstizione e va combattuta come tutte le cose inesistenti che possono essere più pericolose di quelle esistenti. Rita Levi Montalcini Torino, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7355&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Non saprei spiegare il perché della paura per gli Ogm. E&#8217; difficile dire come nasca la paura e come si può bloccare il timore di qualcosa che non si conosce. E&#8217; una forma di superstizione e va combattuta come tutte le cose inesistenti che possono essere più pericolose di quelle esistenti.</p>
<p><a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news_print.php?newsid=112411" target="_blank">Rita Levi Montalcini</a></p>
<p>Torino, 22 aprile 1909 – Roma, 30 dicembre 2012</p></blockquote>
<br />  <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lavalledelsiele.com&#038;blog=11280835&#038;post=7355&#038;subd=lavalledelsiele&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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