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Un Ministero da bere

24 aprile 2012

Luigi Chiarello, su Italia Oggi, torna sulla vicenda delle quote latte, pubblicando alcune dichiarazioni di Giuseppe Ambrosio, ex capo di gabinetto dei ministri delle politiche agricole Zaia e Galan, raccolte dal colonnello dei carabinieri Marco Paolo Mantile e depositate agli atti di un processo al tribunale di Roma, la cui udienza preliminare è prevista per ottobre.

Mantile, ricorderete, aveva svolto un’indagine che aveva portato alla luce tali e tante incongruenze nella gestione delle anagrafi bovine e dell’intero sistema di gestione delle quote, da suggerire la possibilità, tutt’altro che remota, che l’Italia non avesse mai sforato la quota nazionale ad essa assegnata, e che di conseguenza i prelievi sugli allevatori siano di fatto illegittimi.

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L’Earth Day è un pessimo affare per la Terra

24 aprile 2012

Libertiamo – 24/04/2012

Domenica scorsa si è celebrata, ovunque nel mondo, la Giornata della Terra. I giornali italiani hanno approfittato dell’occasione per spammare un po’ di luoghi comuni a buon mercato (il top è stato raggiunto senz’altro dalla Stampa con gli interventi dei soliti Jeremy Rifkin e Vandana Shiva), mentre il Corriere della Sera ha affidato alla penna di Fulco Pratesi l’onere di provvedere alla dose di greenwashing adeguata alla solennità dell’occasione.

Le dieci “azioni concrete” suggerite dal fondatore del WWF Italia per salvare la Terra si concentrano sul mondo dell’alimentazione, “un settore in cui si può contribuire alla sostenibilità globale”. Sinceramente, su alcune delle voci elencate da Pratesi non possiamo che concordare: cercare di ridurre gli sprechi è senz’altro cosa buona e giusta, così come lo sono il consumo di prodotti di stagione e di acqua del rubinetto. I punti che invece lasciano piuttosto perplessi sono il primo (“Acquista prodotti locali”), il terzo (“diminuisci i consumi di carne”), il quinto (“privilegia i prodotti biologici”) e l’ottavo (“Preferisci i cibi semplici della nostra insuperabile gastronomia tradizionale”). Vediamo perché.

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“E se fosse colpa” dei luoghi comuni?

23 aprile 2012

Ragguardevole la sintesi di disinformazione e pressappochismo contenuta nell’articoloCeliachia: e se fosse colpa degli OGM?” pubblicato alcuni giorni or sono da Panorama. Il tema, l’ipotesi da tempo ventilata e mai dimostrata del legame tra celiachia e diffusione della varietà di grano duro Creso.

E dato che far confusione in tema sembra essere più facile che portare chiarezza, cominciamo col ricordare che il Creso non è un OGM. Ovvero, non è una pianta il cui codice genetico è stato modificato mediante la tecnica del DNA ricombinante, e che quindi non ha subito tutti quei controlli ai quali invece gli OGM devono essere sottoposti prima di poter essere commercializzati. Il Creso è stato ottenuto nel 1974 sottoponendo la celebre varietà “Cappelli” ad irragiamento con raggi gamma, una tecnica che è stata usata (ed è ancora usata)  per produrre molte varietà alimentari convenzionali.

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Un corso di formazione non si nega a nessuno – 2

18 aprile 2012

Giorni fa vi avevamo dato l’entusiasmante notizia dell’obbligo di frequentare appositi corsi, con tanto di aggiornamento periodico, per conseguire l’abilitazione a guidare diverse tipologie di macchine operatrici, fra cui trattori e macchine agricole semoventi.

Un’autentica manna per tutte quelle società parassitarie nate tra le pieghe delle sottane delle nuove normative sulla sicurezza sul lavoro, nonché per tutti gli enti pubblici e le organizzazioni sindacali abilitate ad effettuare i corsi.

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Paura degli OGM? Parliamone a Milano

17 aprile 2012

Giovedì mattina Federico Baglioni, lo studente di Biotecnologie Molecolari e Bioinformatica che avete già potuto leggere su queste pagine (qui e qua), sarà ospite dell’Istituto Bruno Leoni come autore Policy Breakfast.

L’incontro, al quale sarà presente anche il sottoscritto, si terrà alle 8,45 circa del mattino in Piazza Castello 23 a Milano, e sarà possibile seguirlo sulla twitcam dell’IBL. Qui l’invito all’evento su Facebook.

E reciprocità sia

15 aprile 2012

140 caratteri del professor Calestous Juma sono più che sufficienti a spazzare via tutte le farneticazioni europee sulla reciprocità, dalle pericolose suggestioni neopoujadiste di Nicolas Sarkozy alle grottesche rivendicazioni dei forconi siciliani, passando per tutti coloro i quali pretenderebbero di bilanciare a suon di tariffe le differenze di costo del lavoro tra la grassa Europa e i paesi in via di sviluppo:

UK has 883 tractors per 1000 farm workers, compared to 2 tractors per 1000 farm workers in Africa

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Sviluppo vs chiacchiere – 2

11 aprile 2012

Il politologo americano Robert Paalberg, professore al Wellesley College ed associato ad Harvard, oltre che membro dell’Agriculture and Natural Resources at the U.S. National Research Council e consulente per l’Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID), è tornato sugli argomenti che lo hanno reso in passato tanto inviso agli ambientalisti militanti, in una conferenza tenuta il 15 marzo scorso alla Johns Hopkins University’s School of Advanced International Studies di Washington.

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Il piccolo farmer d’Inghilterra

7 aprile 2012

Sembra che la pubblicazione dell’ultima fatica letteraria del principe Carlo d’Inghilterra, 46 pagine dal titolo “The prince’s speech on the future of food” (trattasi di un celebre discorso tenuto alla Georgetown University di Washington nel maggio 2011) stia scatenando svenimenti e strozzati gridolini di piacere (un campionario dei quali potete trovarlo qui) tra gli appassionati della decrescita e del localismo alimentare, soprattutto negli Stati Uniti.

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Caro Buiatti, per la precisione…

6 aprile 2012

Federico Baglioni, lo studente di Biotecnologie Molecolari e Bioinformatica che aveva risposto, anche da queste pagine, alla lettera del prof. Giannattasio sul Corriere della Sera, ha preso nuovamente carta e penna, rivolgendosi questa volta al prof. Marcello Buiatti, uno di quelli che, essendo contrario agli OGM, in televisione ci va piuttosto spesso, e che riesce a conquistarsi frequenti quarti d’ora di celebrità grazie ad affermazioni sconcertanti come quelle che Baglioni ha preso in esame in questa occasione. Anche in questo caso pubblichiamo per intero sulla Valle il suo articolo (sarebbe davvero un peccato selezionarne solo alcune parti per qualche citazione), e vi consigliamo vivamente di aggiungere il suo blog alla lista delle vostre letture.

Caro prof. Marcello Buiatti,

le confesso che ci sono alcune cose che lei ha detto durante la trasmissione Ambiente Italia dedicata agli OGM che mi hanno lasciato perplesso. A partire da questa:

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OGM, etichette e lo “scenario cinese”

5 aprile 2012

Biofortified pubblica un interessante riflessione di Steve Savage sui problemi legati all’etichettatura dei prodotti alimentari contenenti OGM, che dimostra come la cosa (chi l’avrebbe mai detto?) sia più facile a dirsi che a farsi:

Vi è un ampio spettro di colture alimentari e bevande: ad alto valore aggiunto, a basso valore, merci alla rinfusa… Le uve da vino sono una coltura ad alto valore aggiunto per le quali l’identità è preservata. Il clima e il suolo sono importanti per la qualità del vino, e così la regione d’origine esatta, la varietà e persino i vigneti vengono accuratamente identificati con le uve dopo la raccolta, e grande attenzione viene fatta a non mescolarle con uve di valore minore o diverso. Il mais si trova esattamente all’estremità opposta dello spettro. Per la maggior parte degli usi, il mais è semplicemente mais e in genere non importa da dove viene. E’ gestito in grandi quantità (treni merci, chiatte giganti …) ed è mescolato con mais proveniente da molte fonti. Se viene macinato il prodotto che ne risulta viene mescolato con altri, ad ancor più basso margine e ad alto volume.

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Chi l’avrebbe mai detto, eh?

4 aprile 2012

Per iniziare a tagliare la spesa non bisogna aspettare la spending review

4 aprile 2012

Libertiamo – 04/04/2012

Ormai diamo tutti per scontato che la riduzione della spesa pubblica debba necessariamente compiersi solo alla fine di un accurato processo di analisi e revisione dei bilanci delle pubbliche amministrazioni, la famosa “spending review”, rischiando di dimenticare che esistono dinamiche grazie alle quali la spesa si gonfia automaticamente e inesorabilmente a prescindere dal modo in cui questo o quell’ente utilizza i suoi (nostri) soldi.

Una di queste, tanto per fare un esempio, è l’avanzamento automatico (di fatto, anche se teoricamente non più di diritto) per scatti di anzianità delle carriere della pubblica amministrazione. Avanzamento automatico che fa sì – non occorre un diploma da ragioniere per accorgersene – che ogni anno siano necessari più soldi per pagare un monte stipendi che con il tempo cresce a prescindere da qualsiasi valutazione sulla produttività di ogni dipendente pubblico. Anzi, la produttività viene necessariamente sacrificata, dato che in questo quadro i tagli ai budget delle pubbliche amministrazioni, se non possono incidere sulle retribuzioni, non possono che incidere sull’offerta di servizi.

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Un corso di formazione non si nega a nessuno

3 aprile 2012

Chicago Blog - 03/04/2012

Ennesima trovata dell’Ufficio Complicazione Affari Semplici, impersonificato per l’occasione dalla Conferenza Stato-Regioni:

Il presente accordo costituisce attuazione dell’articolo 73, comma 5 del D.Lgs. n. 81/2008, ove si demanda alla Conferenza Stato, Regioni e Province autonome l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, ivi compresi i soggetti di cui all’articolo 21, comma 1 del D.Lgs. n. 81/2008, e delle modalità per il riconoscimento di tale abilitazione nonché la individuazione dei soggetti formatori, della durata, degli indirizzi e dei requisiti minimi di validità della formazione.

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La correttezza scientifica prima di tutto. Uno studente risponde al Corriere

2 aprile 2012

Giorni fa il Corriere della Sera ha pubblicato un intervento di Matteo Giannattasio sulle biotecnologie, intervento che rende perfettamente la misura dell’approssimazione e del pressappochismo con il quale i principali mezzi di informazione trattano gli argomenti scientifici.

La risposta migliore, la più completa e argomentata, l’ha data Federico Baglioni, studente di Biotecnologie Molecolari e Bioinformatica a Milano, in una lettera che oggi riceviamo e pubblichiamo più che volentieri in contemporanea con Dario Bressanini sul Fatto Quotidiano e con Marco Cattaneo su Le Scienze. Buona lettura.

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Latte crudo, cervelli bolliti

28 marzo 2012

Se proprio stamattina ci siamo occupati del modo in cui le associazioni ambientaliste influenzino la percezione comune del rischio, ecco che in serata arriva uno splendido esempio fresco di stalla. Lo segnala Anna Meldolesi:

(ASCA) – Roma, 28 mar – ”Il latte crudo va sempre bollito”. E’ l’invito rivolto ai cittadini dal ministero della Salute che ha inviato alla Federazione italiana medici di medicina generale e alle Federazioni mediche e Societa’ scientifiche di pediatria e neonatologia una comunicazione per segnalare alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (Seu) associati a infezione da E. coli produttore di verocitotossina (Vtec) in pazienti di eta’ pediatrica, probabilmente acquisite attraverso il consumo di latte crudo (non pastorizzato) contaminato.

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