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Policy Papers

Il rilancio della ricerca biotech per l’agricoltura italiana: una sfida per la crescita e l’innovazione

Un paper per Libertiamo di Piercamillo Falasca, Lucio Scudiero e Giordano Masini

La ricerca è il passepartout per il mondo di ciò che è possibile, ma sconosciuto. Senza di essa nessun paese ha futuro. L’equazione vale sempre, per chiunque e in qualunque campo. Incluso quello delle biotecnologie, rispetto alle quali dieci anni fa l’Italia era più vicina al futuro di quanto lo sia oggi. Quello della ricerca italiana sugli ogm sembra il revival di un film già visto. Un paese avanzato, all’avanguardia in un certo settore della tecnica, del sapere o della scienza che a un certo punto, rapito dall’isteria, comincia a bruciare opportunità. E’ accaduto col nucleare, ci siamo ripetuti con gli organismi geneticamente modificati.

Al tema della ricerca biotecnologica Libertiamo dedica il primo numero de “Le bozze di Libertiamo”, con un focus dal titolo “Il rilancio della ricerca biotech per l’agricoltura italiana: una sfida per la crescita e l’innovazione”, da scaricare, in formato PDF, in fondo alla pagina.

E’ un fatto che l’agricoltura italiana sia in grave difficoltà. I redditi agricoli, tra il 2000 e il 2009, sono crollati del 35,8 per cento, nonostante – forse a proprio a causa - dei sussidi pubblici che da decenni ormai irrorano di risorse il settore, producendo però inefficienze e inibendo la propensione all’innovazione. La resa dei terreni agricoli è bassa, i prodotti biologici costituiscono necessariamente una nicchia di mercato, e l’agricoltura di larga scala non può fare a meno di pesticidi.

All’intransigente rigore retorico anti-ogm di gran parte della politica italiana ed europea si contrappone perciò una realtà ibrida e complessa.
L’Italia ha bisogno di trovare un modello di sviluppo agricolo che sia capace di superare i deficit economici e quantitativi di quello attuale. La ricerca e la sperimentazione sugli ogm servono anche a questo, oltre che a chiarire gli effetti del loro impiego sulla salute dell’uomo.

E’ quindi opportuno che il Governo eviti una chiusura ideologica e superstiziosa sugli ogm e renda possibile in Italia una ricerca rigorosa sulle tecniche di modificazione genetica, in grado di incrementare, senza rischi per la salute e l’ambiente, la quantità e la qualità delle produzioni. Lo sviluppo tecnologico non è un nemico dell’agricoltura italiana, ma una possibile leva strategica, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello economico.

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