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Il pollo di Cochabamba

22 aprile 2010

Alla climafiction di Copenhagen era stato Hugo Chavez a intrattenere la platea. Avevamo già parlato del suo intervento, nel resoconto di Carl Beisner:

Chavez, che ovviamente ha parlato 25 minuti invece dei 5 consentiti (immagino che dia per scontato che il tempo possa essere redistribuito come il denaro), ha detto all’assemblea che il processo a Copenhagen “non è democratico, non è inclusivo, ma non è che la realtà del nostro mondo; il mondo è infatti una dittatura imperiale… abbasso le dittature imperiali”.

L’assemblea ha applaudito vigorosamente. Poi è andato avanti dicendo che c’era “un silenzioso e terribile spettro che si aggira nella sala”, il capitalismo. L’assemblea ha applaudito ancora più forte. Ma quando ha concluso affermando “la nostra rivoluzione cerca di aiutare tutta la gente… Il socialismo, l’altro spettro che probabilmente vaga per questa sala, è la risposta per salvare il pianeta, il capitalismo è la strada per l’inferno… Combattiamo il capitalismo e facciamo che ci obbedisca”, la folla dei delegati – senza dubbio tutti funzionari pubblici sobri, obiettivi, imparziali – gli hanno tributato una standing ovation.

Ora è la volta del cugino stupido alleato storico di Chavez, il presidente boliviano Evo Morales, che infiamma i convenuti a Cochabamba, dove ha convocato tutti i disperati della terra in cerca di alibi a buon mercato per i loro fallimenti, gridando

Abbiamo di fronte a noi solo due strade: la Pachamama (Madre Terra, in aimara) o la morte. E quindi o muore il capitalismo o muore la madre Terra, o vive il capitalismo o vive la Madre Terra!

proseguendo poi sostenendo che i polli d’allevamento portano all’omosessualità e che gli Ogm in 50 anni ci renderanno tutti calvi.

Per fortuna un conto sono le chiacchiere sui polli e per i polli e un’altro sono i fatti, come sanno bene in Sudamerica. La Bolivia, infatti, è l’ultimo paese del continente ad aver ammesso le biotecnologie applicate all’agricoltura, ma nel 2008 aveva già seminato 600.000 ettari di soia Ht (herbicide tolerant), saliti a 800.000 nel 2009. Una superficie di tutto rispetto, che permette a Morales di conquistare per il suo paese la decima posizione tra i paesi che coltivano Ogm. Forse sarà d’accordo con qualche produttore di parrucche…

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One Comment leave one →
  1. 22 aprile 2010 11:20

    Stavolta ci hai bruciato tu… ma stiamo pensanto a questo punto di chiudere i battenti. C’è qualcuno che finalmente fa il “non nostro” lavoro! 😉

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