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La lista di Nezzo

17 maggio 2010

Giuseppe Nezzo è uno di quei personaggi che incarnano la perversa commistione tra politica agricola, istituzioni e confederazioni sindacali. E’ stato infatti direttore della Coldiretti Veneto, e dopo essersi occupato di agricoltura da dirigente regionale in Veneto, oggi siede al Ministero delle Politiche Agricole come Capo del Dipartimento delle politiche di sviluppo economico e rurale, nominato dall’ex ministro Luca Zaia. Il 5 maggio ha mandato agli assessorati all’agricoltura delle regioni una lettera in cui chiede che vengano effettuati controlli sulle aziende agricole che hanno fatto richiesta di autorizzazione alla coltivazione di mais Ogm:

Da notizie di stampa si è appreso che il segretario della cooperativa Futuragra ha dichiarato che, in località Vivaro, in provincia di Pordenone, si effettuerà comunque una semina dimostrativa di mais geneticamente modificato. In relazione a ciò si chiede a codeste regioni di esaminare l’opportunità di attivare un programma di controlli, ognuno per il territorio di propria competenza, volti alla verifica del rispetto, da parte delle aziende interessate alla messa in coltura di mais Gm, delle prescrizioni contenute del decreto legislativo 212/2001 e in particolare dell’articolo 1 comma 5 relativo alle sanzioni per chi mette in coltura varietà geneticamente modificate senza l’autorizzazione di cui al comma 2. Allo scopo di facilitare l’individuazione degli interessati si trasmette con la presente via e-mail, l’elenco delle aziende, ripartito per regione, che hanno formulato richiesta di autorizzazione alla coltivazione di mais geneticamente modificato, contenente l’evento Mon810. Si rimane in attesa di cortese cenno di adempimento a quanto richiesto.

Non occorre tanta premura, egregio solerte baciapile, e anche questo atteggiamento intimidatorio pare decisamente fuori luogo. Se siete alla ricerca di Organismi Geneticamente Modificati, sapete benissimo dove andare a cercarli: nei mangimifici italiani, nelle mangiatoie delle stalle e dei consorzi agrari, compresi quelli di Coldiretti, negli scaffali dei supermercati e nelle confezioni di prodotti certificati, e tutto a norma di legge. Gli agricoltori italiani già pagano un prezzo sufficientemente alto alla vostra ignoranza e alle vostre fissazioni ideologiche, e le loro aziende già subiscono in maniera catastrofica gli effetti delle vostre politiche demenziali per poter sopportare ulteriori intimidazioni e vessazioni.

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2 commenti leave one →
  1. 17 maggio 2010 16:14

    Ricorda il tono del blocco delle sperimentazioni pubbliche da parte di Alemanno.

    L’aggiunta della lista di proscrizione però rannuvola ulteriormente il cielo.

Trackbacks

  1. Ma guarda quanti siamo… « La Valle del Siele

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