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Tutto fa brodo

28 maggio 2010

L’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel settore Agricolo e forestale – in questo caso in Toscana, ma ce ne è uno per regione) è uno di quegli enti inutili che mangiano soldi pubblici per progetti inutili e che verranno probabilmente abrogati dalla prima manovra economica decente della storia repubblicana. In attesa del lieto evento (che comunque sembra essere lontano) leggo il seguente comunicato:

(AGI) – Firenze, 28 mag. – “L’agricoltura biologica e attenta alla biodiversita’ – ha detto Maria Grazia Mammuccini, direttore Arsia – “cattura” percentuali di gas serra cinque volte superiori a quelle che proporzionalmente possono essere immagazzinate nei nostri boschi. E’ quindi parte essenziale di un insieme di pratiche complessive che la nostra agricoltura puo’ compiere nella stessa direzione e che vanno dalla produzione di energia rinnovabile attraverso le biomasse, alla valorizzazione di pratiche colturali ecocompatibili, sino allo sviluppo di azioni di filiera corta, capaci di eliminare un’altra fonte di emissione di gas serra rappresentata dai trasporti”

Naturalmente il sito di Arsia non porta alcun dato a sostegno delle tesi sostenute, a parte un PDF con il programma dell’incontro, per cui non è dato sapere su che basi si afferma che l’agricoltura biologica cattura più gas serra dei boschi e cosa significhi in questo caso la parola “proporzionalmente”. Sappiamo che il WWF ha pubblicato uno studio sufficientemente ricco di imprecisioni in materia, del quale si è occupato recentemente Climate Monitor, mentre la storia della filiera corta che riduce le emissioni dei trasporti è ormai una notoria baggianata, se si esclude l’ipotesi che gli alimenti arrivino nelle nostre case trasportati dal vento.

Proseguendo la lettura dell’agenzia, però, le cose assumono un contorno più chiaro e definito:

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i contenuti di un progetto che Arsia ha promosso proprio in quest’ambito con l’obiettivo di definire e promuovere modelli di coltivazione, trasformazione e distribuzione a bassa emissione di anidride carbonica e la messa a punto di una strategia informativa capace di rendere consapevole il consumatore dell’impatto ambientale in termini di gas serra che possono avere le diverse tecnologie impegnate per la realizzazione delle produzioni agro-alimentari. In questo senso il progetto servira’ anche a individuare un sistema di etichettatura dei prodotti concretamente applicabile che informi il consumatore sull’entita’ di CO2 connessa al ciclo produttivo e distributivo dei singoli prodotti agroalimentari, a partire da quelli destinati al consumo fresco. Il progetto, della durata di 24 mesi, ha avuto inizio verso la fine del 2009. Non solo: della relazione tra agricoltura biologica e cambiamenti climatici si occupera’ presto anche un tavolo di coordinamento nazionale che metta insieme tutti i soggetti tecnici e scientifici per condividere le conoscenze e definire un quadro di proposte che dal livello nazionale potrebbero raccordarsi a quello internazionale. Il tavolo sara’ istituito formalmente a partire dal prossimo autunno.

Ovvero, c’è un casino di soldi (pubblici) da buttare, parecchi li abbiamo già buttati nel progetto in corso, altri li possiamo buttare via a partire dal prossimo autunno insieme a un sacco di altri soggetti tecnici e scientifici che altrimenti non troverebbero alcuna ragione di esistere.

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5 commenti leave one →
  1. ganavion permalink
    29 maggio 2010 18:35

    L’agricoltura biologica emette davvero meno CO2, rispetto ad altre agricolture (come la coltivazione degli OGM, per esempio) che sono a maggiore densità di prodotto, ma, proprio per questa ragione (la maggiore produzione viene proprio a spese -anche – di CO2) assorbe anche meno CO2. Ma dato che nelle 24 ore la quantità emessa è nettamente inferiore a quella assorbita, ne deriva che in totale, l’agricoltura biologica assorbe meno CO2 delle altre, e quindi DOVREBBE ESSERE PENALIZZATA e non aiutata, SE si considera la CO2 un problema.
    Si ricordi che le foreste sono i polmoni della Terra, e emettono (poca) CO2 di notte, quando il loro metabolismo è ai minimi (una specie di sonno) mentre assorbono moltissima CO2 di giorno (fotosintesi clorofilliana: 6 molecole di acqua + 6 molecole di CO2 + energia solare danno una molecola di glucosio – essenziale per la pianta – e ossigeno che viene rilasciato nell’aria a beneficio dell’ambiente). L’agricoltura biologica è come se fosse una foresta con pochi alberi, rispetto alle altre agricolture che hanno più alberi. Ecco perché l’agricoltura biologica non può portar vanto, ma biasimo, per il suo rapporto con la CO2.
    Secondo me.

  2. Piero Iannelli permalink
    4 giugno 2010 03:32

    Il problema è impostato male..

    NON ESISTE IL RISCALDAMENTO GLOBALE..

    La co2 comunque non sarebbe colpevole..di provocarlo.

    Tutto il resto è noia. Molto più interessante questo art. riguardo la carne umana da usare in scatolette per cani e gatti.
    Si avete capito perfettamente… : CARNE UMANA per CANI in scatolette..:

    http://www.wikio.it/article/wwf-leonardo-caprio-salvare-tigri-fucilate-191870930

  3. Giordano Masini permalink*
    4 giugno 2010 06:23

    @ Piero, avevo sentito di quell’idea. Pratesi aveva anche parlato di smaltire i cadaveri dandoli in pasto agli avvoltoi. Sono le follie di un ambientalismo estremo. I folli che danno vento alla bocca ci sono sempre stati, così come chi dà loro credito… Il problema che volevo evidenziare nell’articolo è invece come, da ipotesi che hanno scarso valore scientifico come quella della CO2 e l’agricoltura biologica, sorge una solida “filiera” di finanziamenti pubblici. Il canale principale di queste sovvenzioni è la PAC, Politica Agricola Comune, attraverso i cosiddetti Piani di Sviluppo Rurale, a cui non attingono solo le aziende agricole, ma anche enti pubblici, consorzi di tutela, sindacati, associazioni, istituzioni scientifiche. Basta dare una spruzzata di “green” ad un progetto e viene finanziato, soprattutto se c’è una istituzione pubblica di mezzo. Un nuovo, e ormai insostituibile strumento di finanziamento della politica dalla politica

  4. ganavion permalink
    4 giugno 2010 07:39

    @Piero: caro Piero, sono ben d’accordo con te che la CO2 sia innocente, ma qui si voleva far notare come, ammettendo per assurdo che lo fosse, la pretesa che il biologico avrebbe dei vantaggi perché emetterebbe poco, è COMUNQUE falsa.
    Stiamo cercando di far capire alla gente che la CO2 non è responsabile delle catastrofi che ci attenderebbero, e questo è un lavoro duro, visto che la pubblicità degli allupisti (da: “al lupo, al lupo!”) ha fatto presa.
    Nel frattempo vale la pena di far notare come comunque non ci sia coerenza in queste affermazioni ridicole che vorrebbero qualificare il biologico come qualcosa che farebbe diminuire la percentuale in atmosfera della CO2.
    Di cose senza senso o semplicemente false, o comunque arbitrarie ne stanno dicendo a ruota libera. Dai un’occhiata qui a tutto quello (e allegramente al contrario di tutto) che si sono inventati, senza alcuna base logica, per farsi belli e ottenere finanziamenti, che vengono elargiti a quelli che dicono che è colpa dell’AGW.
    http://www.numberwatch.co.uk/warmlist.htm
    Ormai hanno il (presunto) colpevole a cui affibbiare qualsiasi accusa nella sicurezza che giudici strabici gli daranno ragione senza andar a verificare se quello che raccontano abbia senso.
    In questo scenario, fargli notare le contraddizioni e le menzogne che dicono, è comunque utile a riportare il discorso su un livello di maggiore serietà.
    Secondo me.

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