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Charles d´Eurabia e il metodo scientifico

18 giugno 2010

Scuserete il lungo copiaeincolla, ma Christopher Hitchens ha trovato le parole migliori per descrivere le più recenti manifestazioni del principecarlo-pensiero, e le sue ultime, tutt´altro che innocenti, evoluzioni.

Discutendo di uno dei suoi argomenti preferiti, l’ambiente, ha annunciato che il principale problema sorge da «una crisi interiore e profonda dell’anima» e che la de-animazione dell’umanità risale probabilmente a Galileo. Nella sua opinione, il materialismo e il consumismo rappresentano uno squilibrio, «dove il pensiero meccanicista è predominante» e che «risale almeno all’asserzione di Galileo che non c’è nulla in natura se non quantità e movimento». Ha descritto la visione scientifica come un affronto a tutte le «sacre tradizioni» del mondo. Poi, il climax. Il risultato è che la natura è ormai considerata un oggetto – lei è diventata essa – e ci siamo concentrati sull’aspetto materiale della realtà, secondo lo schema di Galileo. Sappiamo da tempo che le vele vuote del principe Carlo sono armate in modo da gonfiarsi a ogni soffio di vento di eccentricità e banalità. Ha avuto un’infatuazione per il finto antropologo Laurens van der Post. Si è lasciato rapire dal fascino della medicina omeopatica. Da fonti attendibili, pare abbia detto che le piante crescano meglio se si parla loro in modo dolce e incoraggiante.

Ma quest’ultima uscita lo promuove da avvocato dell’idiozia innocua a sostenitore dell’idiozia più inquietante. Siamo fortemente debitori a Galileo per averci emancipato tutti dalla stupida credenza in un sistema centrato sulla terra o sull’uomo (per non dire su Dio). Ci ha letteralmente insegnato quale era il nostro posto e ci ha permesso di andare avanti e fare progressi straordinari nell’ambito della conoscenza. Nessuna di queste scoperte liberatorie ha richiesto una qualche opinione circa un’anima. Questo credo è al meglio opzionale. Nulla di tutto questo avrebbe grande importanza, se non consideriamo il luogo dove Carlo ha pronunciato questa accozzaglia di idiozie. Che è stata rilasciata di fronte al pubblico del Centro per gli studi islamici dell’Università di Oxford, un’istituzione di cui è patrono. Né è questa la sua unica incursione nell’islamofilia. Insieme alla famiglia reale saudita, ha promosso la moschea di Londra Nord che ha ospitato e incubato Richard «Shoe Bomber» Reid, Abu Hamza al-Masri, famoso per avere uncini al posto delle mani, e tanti altri avventori sgraditi.

Mai come oggi è il caso di ripetercelo: lunga, lunghissima vita alla Regina!

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