Skip to content

Ogm e ricerca pubblica: un caso in Uganda

23 giugno 2010

Dall’Uganda arriva una nuova conferma di come la ricerca pubblica biotech può dare risposte alle necessità dell’agricoltura anche laddove l’ interesse delle grandi multinazionali non può arrivare.

Kampala, 23 giu. (Adnkronos) – Una banana geneticamente modificata che promette di ‘non ammalarsi’. Il frutto Ogm è stato sviluppato da un gruppo di scienziati in Uganda, dove le banane sono la prima voce dell’export, nonché la principale coltura non cerealicola con il 70% della popolazione dipendente da questo alimento di base. Dal 2001 sono andati persi raccolti di banane per oltre 200 milioni di dollari a causa dello Xanthomonas wilt (BXW), un batterio che ha fatto ‘strage’ di piante anche in altri paesi dell’Africa, quali Burundi, Congo, Kenya, Rwanda e Tanzania.

Gli scienziati hanno modificato la pianta inserendo due geni derivati dal peperoncino dolce ‘Capsicum annuum’, osservando così una resistenza alle malattie causate dal batterio Xanthomonas. La prima autrice dello studio, Leena Tripathi, biotecnologa dell’International Institute of Tropical Agriculture in Nigeria, con sede in Uganda sostiene che “dopo oltre cinque anni di ricerca siamo riusciti a inserire i geni nella East African highland banana, una varietà usata per cucinare, come dessert e per la produzione di birra. Da qui abbiamo sviluppato delle linee resistenti che hanno dimostrato in laboratorio di non essere attaccate dal batterio al quale erano esposte. Ovviamente -conclude – ora dobbiamo ancora avere conferma di questi risultati in test sul campo”. Se anche i test sul campo dimostreranno la resistenza al batterio, l’assenza di una legge sugli Ogm in Uganda potrebbe però ostacolare l’accesso degli agricoltori alla tecnologia.

La storia ricorda quella, più celebre, della papaya delle Hawaii, un prodotto tipico che negli anni ’90 stava letteralmente sparendo a causa dell’attacco dal virus PRSV, e che è stato salvato grazie alla ricerca finanziata dall’USDA, il Ministero dell’Agricoltura statunitense, che ha prodotto una varietà della stessa papaya resistente alla patologia (la storia completa la trovate qui).

Mentre le difficoltà che potrebero incontrare gli agricoltori Ugandesi ricorda quelle che incontrano gli oticoltori italiani che vorrebbero coltivare una varietà di pomodoro San Marzano Ogm (anche il San Marzano si sta estinguendo a causa di alcuni virus) ma non possono: la varietà resistente è già stata realizzata, ma non può essere coltivata.

Almeno in Uganda si possono fare sperimentazioni in campo, e la ricerca fa progressi. Da noi no.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: