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Strano, stiamo meglio di prima…

15 settembre 2010

Per chi come me è ancora vivo grazie alle pilloline per la pressione che deve prendere mattina e sera, e che solo pochi decenni fa non c’erano, questa non dovrebbe essere una notizia straordinaria. Eppure, se facciamo la tara del catastrofismo ecofondamentalista dominante, forse questa è la madre di tutte le notizie: oggi stiamo meglio di ieri, e ieri già stavamo meglio dell’altroieri.

Filippo Ricci su Repubblica (strano ma vero) racconta uno studio di Charles Kenny e verificato su Bioscience (grassetti nostri):

La World Bank ha appena segnalato che, trent’ anni fa, metà degli uomini viveva con meno di un dollaro al giorno. Oggi, solo un quarto. A livello mondiale, i redditi non sono mai stati così alti: in media, 10.600 dollari l’ anno, un quarto in più di dieci anni fa. Le classi medie si espandono: 1,3 miliardi di persone vivono, oggi, con più di 10 dollari al giorno. Quarant’ anni fa, il 34% dell’ umanità veniva classificata come “malnutrita”. Oggi, solo il 17%. Sempre tanti: un essere umano ogni sei. Un miliardo di uomini, donne, bambini vanno a dormire, stasera, tormentati dalla fame. Però, prima, erano uno su tre. C’ è, infatti, più cibo: fra il 2000 e il 2008 i raccolti di cereali, nei paesi in via di sviluppo, sono cresciuti ad un ritmo doppio della popolazione. Siamo, globalmente, più sani. Nonostante le paure suscitate dall’ aviaria e dalla suina, le pandemie sono in diminuzione. La quota di bambini vaccinati contro difterite, tosse convulsa e tetano è arrivata all’ 82%. Nell’ arco di otto anni, la mortalità infantile è caduta del 17% e, in media, l’ aspettativa di vita è cresciuta di due anni. Spendiamo meno soldi per le armi e moriamo di meno in guerra. In Africa, nel 2000 46 mila persone erano state uccise in battaglia. Nel 2008, solo 6 mila. Siamo anche più istruiti: nel mondo, quattro persone su cinque sanno leggere. Fra il 2000 e il 2007, i giovani che vanno all’ università sono aumentati dal 20 al 25 % del totale. E gli orizzonti della vita si ampliano: gli abbonamenti ai telefonini sono aumentati di sei volte negli ultimi dieci anni. Miliardi di persone non solo stanno meglio, ma sono in grado di dirselo per telefono. Si potrebbe fare di più, vero, però il progresso è innegabile. L’ indice di sviluppo umano, che l’ Onu calcola ogni anno, è un indicatore che tiene conto, contemporaneamente, della ricchezza pro capite, dell’ aspettativa di vita, dell’ alfabetizzazione, dell’ istruzione. È in costante ascesa da 35 anni, in ogni parte del mondo, Africa subsahariana compresa. (…) Neanche i disastri naturali sembrano piegarci. Dal 1975 ad oggi, il numero di persone colpite è aumentato e i contraccolpi economici di terremoti e inondazioni sono triplicati. Ma il numero di morti, globalmente, è diminuito. A quanto pare, «la capacità delle società di far fronte ai disastri naturali è cresciuta, grazie ai progressi tecnologici, ad una maggiore ricchezza, ad una migliore preparazione»

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  1. 15 settembre 2010 17:19

    Già. NONOSTANTE la politica, la società continua, per adesso, a progredire.
    Tra le varie asserzioni però, quella sui dollari l’anno è fuorviante. Bisogna calcolare la perdita di valore del dollaro durante gli anni. Quel che compravi dieci anni fa con un quarto dei dollari di adesso, è probabile che non lo compri più.

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