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L’impronta idrica agricola e zootecnica tra leggende e realtà. Prima parte

20 ottobre 2010

I media  e le istituzioni spesso fanno confusione tra acqua dolce e acqua potabile e tra consumo e utilizzo di acqua. Se durante l’utilizzo il prelievo riguarda acqua potabile che allo scarico diventa acqua non potabile, o peggio acqua inquinata, questo è da considerarsi un consumo di acqua potabile, che però non cambia il ciclo dell’acqua.

L’acqua dolce invece, non ha necessariamente le caratteristiche di potabilità, (ad es l’acqua dei fiumi o dei laghi)  ma è l’acqua disponibile alle piante terrestri. Quando viene prelevata e scaricata in mare è da considerarsi un consumo di acqua dolce. Il tipico esempio è il prelievo urbano che è l’azione di milioni di pompe che prelevano l’acqua dolce di falda e la pompano in mare, per dei secoli. Fanno eccezione gli acquedotti che prelevano da fonti superficiali come sorgenti e laghi.

Il consumo urbano potrebbe cambiare il ciclo dell’acqua perchè il prelievo dalle riserve idriche potrebbe essere maggiore del loro ripristino tramite il ciclo dell’acqua. La quota mancante nel bilancio tra prelievo e ripristino la si deve considerare un consumo perché l’acqua da dolce diventa salata, quindi non più disponibile alle piante terrestri.

fig. 1

Nello schema in fig 1 tratto dal sito della società nazionale svizzera delle acque è descritto il ciclo naturale dell’acqua tra evaporazioni, riflussi e precipitazioni, a questo va aggiunto il consumo dell’uomo, che aumenta il flusso di acqua dolce verso il mare.

Sulle alterazioni antropiche del ciclo dell’acqua cito la stessa fonte:

Solo l’11% delle precipitazioni su terra deriva dall’evaporazione dalla terraferma. La maggior parte viene addotta ai continenti dall’eccesso di vapore acqueo presente sopra gli oceani. La pioggia e le altre precipitazioni cadono irregolarmente dal punto di vista temporale e regionale. Alcune zone della Terra ne ricevono regolarmente enormi quantità nelle zone aride invece non piove praticamente mai.

La quantità di acqua per persona al giorno ripristinabile viene spesso utilizzata come metro per la disponibilità di acqua

Per la Svizzera questa quantità è di 6520 mc per l’Arabia saudita è 160 mc, in generale nei paesi con quantità di acqua ripristinabili inferiori a 1700 m3 vi è già scarsità di acqua. Sotto i 1000 m3 vi è una vera e propria carenza di acqua.

Israele ha a disposizione ogni anno un volume di acqua dolce di 2.2 km3 che significa circa 450 m3 per persona all’anno. Israele ha sviluppato accurati sistemi di irrigazione, la microirrigazione e l’irrigazione a goccioline. Per la produzione di frutta e verdura Israele riutilizza le acque di scarico…. La restante scarsità di acqua viene compensata dall’importazione di generi alimentari: cereali, soia e carne. I prodotti agricoli importati consentono di aumentare il consumo di acqua annuo da 450 m3 a 1080 m3 per persona.

Se ad una falda acquifera o ad un lago viene sottratta più acqua di quanta ne venga ripristinata tramite gli afflussi naturali (pioggia) queste riserve con il tempo si esauriscono.

In Israele sia i reflui urbani sia i reflui zootecnici sono riutilizzati in agricoltura previa sanificazione con varie tecniche: come fermentazione anaerobica (biogas), fermentazione aerobica (depurazione) e fitodepurazione con alghe dove gli israeliani sono all’avanguardia. Questo permette un uso più sostenibile delle scarse risorse idriche presenti in zona, e un recupero (in % diverse a seconda delle tecniche) dei minerali come azoto fosforo e potassio, (N,P,K,) contenuti nei reflui urbani e zootecnici riducendo l’utilizzo di concimi minerali di sintesi.

L’acqua di irrigazione è divisa a secondo delle fonti in superficiale o sotterranea, la comunità europea cerca di agevolare l’utilizzo di fonti superficiali, che a loro volta si potrebbero dividere in fonti da canali e bacini artificiali, e fonti naturali da bacini idrografici naturali che a differenza dei primi sono collegati con la falda.

In agricoltura e in zootecnia, l’acqua dolce è soprattutto utilizzata, non consumata, perchè l’acqua che non resta negli alimenti, (che va poi a far parte della nostra dieta) ritorna in falda o nei corsi superficiali, oppure evapora e quindi ritorna in breve tempo (24-48 h) nel ciclo dell’acqua. Anzi la maggior parte dell’acqua di irrigazione è acqua superficiale che da fossi, fiumi, laghi, dighe ecc viene pompata sui terreni e che in parte torna in falda anziché defluire in mare, quindi un arricchimento della falda, non un impoverimento.

Gli animalisti della LAV sostengono che l’acqua utilizzata negli allevamenti è comunque un consumo perché da acqua potabile diventa liquame, che contiene molta acqua, ma non potabile. Il ragionamento però non è corretto perché trattasi di acqua disponibile alle piante, che contiene i sali minerali azoto fosforo e potassio per nutrire le piante, nello stesso modo in cui l’acqua usata per l’agricoltura scioglie i sali dei concimi minerali di sintesi per renderli assorbibili dalle piante. Allora anche l’acqua di irrigazione dovrebbe essere considerata un consumo perché una volta arricchita di sali di azoto fosforo e potassio non è più potabile, in realtà sia la zootecnia sia l’agricoltura nel lungo periodo, non cambiano il ciclo dell’acqua e nemmeno la profondità di falda.

Se invece ci si riferisce ai prelievi estivi di acqua per l’irrigazione, questi potrebbero cambiare sia la portata dei fiumi, sia la profondità di falda, ma solo nel ciclo breve stagionale, perché poi l’acqua utilizzata nell’irrigazione torna sempre e comunque nei fiumi, o nella falda, quindi non si può considerare un consumo.

Questa considerazione non è corretta nelle zone considerate ad alto stress idrico (l’indice è il WSI), come le aree desertiche e semidesertiche del pianeta dove l’acqua evaporata con la traspirazione delle coltivazioni agricole e degli animali zootecnici, non è detto che vada a ripristinare le risorse idriche da dove l’acqua è stata prelevata, perché sono zone dove piove poco. Gli esempi più noti delle aree soggette a forti stress idrici dovuto all’uomo, sono il lago d’Aral, il lago Tchad, e il bacino del Giordano ecc..

Altri esempi di consumo di acqua riguardano quelle quote di acqua evaporata a causa dell’irrigazione o traspirata dagli animali che cadono:

  • come pioggia sul mare anziché sulla terra
  • come pioggia ma che poi che ruscella nei corsi d’acqua superficiali fino giungere al mare senza ripristinare la falda, questo a causa dell’urbanizzazione e dei periodi in cui i terreni agricoli sono nudi.

Il prelievo antropico corrisponde al depauperamento delle risorse idriche solo nel caso in cui il ripristino sia inferiore al prelievo cioè nelle zone ad alto stress idrico dove piove molto poco, perché, semplificando, l’acqua di ripristino prima riequilibria i livelli delle risorse idriche e poi defluisce nei bacini.

Continua qui.

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One Comment leave one →
  1. 11 marzo 2014 13:48

    Excelente trabalho, estou cursando Zootecnia e tem um professor que jura de pé junto que para se produzir um quilo de carne gasta se 37 mil litros de água.

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