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Rauscedo, la più piccola delle grandi capitali economiche

14 dicembre 2010

Questa tavola segnala le aree nelle quali è presente una impresa friulana. L’impresa o le imprese in questione si possono sicuramente definire multinazionali ed hanno sede nel comune di San Giorgio della Richinvelda, a pochi chilometri da Spilimbergo, in una frazione che si chiama Rauscedo.

Rauscedo ha una collocazione del tutto particolare nella pianura friulana sita com’è vicinissimo alla confluenza del Torrente Cellina nel Torrente Meduna ad ovest e non lontano dal corso del Tagliamento ad est. Il suo territorio è il tipico territorio dei magredi sia pure modificato dall’intervento umano che, faticosissimo nell’essere realizzato pure è rispettoso dell’ambiente naturale e del paesaggio. Ed infatti, come per i magredi allo stato naturale, il paesaggio è conforme, piatto, malinconico ravvivato dal verde delle vicine colline e dall’azzurrino delle non lontane montagne. La piccolissima dimensione non ha impedito a Rauscedo di divenire una capitale mondiale, centro del mondo per il vino e le coltivazioni vitivinicole.

Rauscedo è la patria delle “barbatelle” che sono piante di vite derivanti dall’innesto di vite americana con la vite europea. La cosa si rese necessaria quando, intorno alla metà del secolo XIX la fillossera si diffuse distruggendo quasi totalmente i vigneti europei. In Friuli, andarono irrimediabilmente persi quasi tutti i vitigni autoctoni e sopravvivono in misura ridottissima il “bacò” ed il “picolit” il “pignolo” e pochi altri solo per l’amore e la passione di alcuni viticoltori. Rauscedo è un esempio da manuale di come si possa ben conciliare un’attività economica di livello mondiale con la sostenibilità ecologica e con la tutela ambientale e paesaggistica ma senza manicheismi.

Le avventure, dicono le cronache forse un po’ romanzate, cominciano nel 1917 ed hanno come protagonista pionieristico Pietro d’Andrea, di professione ufficiale postale e viticoltore per passione. Per inciso i suoi discendenti gestiscono una meravigliosa, piccola osteria,”il favri” come si legge sulla stupenda insegna a bandiera di ferro battuto – ottimo cibo ed una bella selezione in cantina. Ebbene, Pietro era alle prese con la guerra, il fronte era vicino, e con la fillossera. Subito dopo Caporetto, la ritirata condusse verso il Piave migliaia di soldati italiani e, tra essi, un sergente, un piemontese di cui non si rammenta il nome, capitò a Rauscedo ove conobbe Pietro con il quale stabilì una solida amicizia. E per fortuna il giovane sottufficiale conosceva bene la fillossera e la tecnica degli innesti sicchè insegnò a Pietro tutto ciò che sapeva in argomento. Una curiosità: dopo l’innesto, le barbatelle andavano conservate al caldo. In assenza di legna, carbone o altri sistemi per creare calore, il risultato fu conseguito depositando le barbatelle nella stalla, sotto una coltre di “letame”.

Da allora l’attività vivaistica si diffonde, occupa quasi tutti i terreni del circondario e quasi tutti gli abitanti e si forma la prima di una generazioni di tecnici ed esperti appassionati di valore assoluto che, in cospicuo numero, si uniscono nella cooperativa che, a tutt’oggi attiva, è leader mondiale del suo settore. Nè mancano aziende private che, meno grandi, purtuttavia godono di grande fama di qualità. La dimensione crescente di alcune aziende non è andata sprecata ma ha rappresentato l’opportunità di forti investimenti per implementare la ricerca e l’innovazione in termini di miglioramenti qualitativi e di tecniche di coltivazione, il tutto finalizzato non tanto alle rese degli impianti quanto alla qualità e al rispetto delle caratteristiche organolettiche di ogni vitigno e quindi di ogni vino.

Molto di tutto questo si può apprendere andando nelle osterie, ma il “favri” è la più frequentata, dove moltissimi personaggi alla maniera friulana si incontrano e, al calore dell’osteria e dinanzi ad un buon calice di rosso, smussano la naturale riservatezza-rudezza friulana e si rivelano quali sono: affabili e cordiali. E così si può ascoltare che i vivaisti di Rauscedo parlano con la naturalezza della confidenza e dell’amicizia dei grandi personaggi del mondo del vino, coloro il cui nome è noto nel mondo per l’eccezionalità dei loro vini.

Rauscedo infatti è l’incubatore di alcuni tra i più grandi e celebrati vini di tutto il mondo. Ma questo non impedisce ad imprenditori che nel loro piccolo sono di caratura mondiale di indossare abiti da lavoro, di avere le mani dure e nodose, di parlare il dialetto e di sedersi al tavolo per godere delle conversazioni che l’osteria favorisce anche tra sconosciuti, dimostrando una volta di più quanto un buon bicchiere e la semplicità dei friulani siano ingredienti importanti dello star bene insieme in amicizia.

P.S. Per dare un’idea, segnalo il sito della Cooperativa Vivai di Rauscedo.

E di seguito una vista dal satellite di Rauscedo che ne evidenzia le piccole dimensioni e la sua collocazione tra fiumi e torrenti.

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