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A Capanna, ma che stai a di’?

7 febbraio 2011

Per non sembrare troppo ripetitivo, riunisco in questo post le risposte che negli ultimi giorni ho scritto alla penosa lettera che Mario Capanna ha spedito un po’ a tutti quelli (ma in particolare all’ANBI, Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani) che hanno avuto qualcosa da ridire sulla vicenda del progetto di ricerca GenEticaMente, del quale abbiamo già abbondantemente parlato e riparlato, pretendendo scuse formali e minacciando azioni legali in sede civile e penale.

L’argomento è già abbastanza sviscerato negli articoli di risposta, racconto della vicenda (almeno di come la vediamo noi), link e citazioni dei documenti oggetto del contendere, spiegazioni, che mi sembra superfluo tornarci sopra in questa sede.

Qui la risposta su noiseFromAmerika.

Qui la risposta su Libertiamo.

Qui la risposta dei nostri amici di Biotecnologie: Basta Bugie! ai quali l’ex capo dei Katanga deve essere particolarmente affezionato poiché pare che abbia cominciato con loro un desolante carteggio, mentre in questa sede la nostra risposta era già arrivata tra i commenti in calce a questo post.

Chiudo, spero definitivamente, con la citazione dell’ultima parte del commento che Michele Boldrin ha dedicato alla vicenda sulle pagine di noiseFromAmerika. Commento che mi sembra particolarmente appropriato:

Insomma, Mario, cosa succede? Ho capito che, come ai bei tempi, tu pensi d’essere il più sveglio del pollaio, ma qualche argomentino concreto, con qualche dato, numeretto, fatto, non ce l’avresti mica per caso? Non è che, come una volta, invece di saper dare qualche argomento logico e coerente sai solo far minacce? Solo che, invece dei tuoi palestratissimi katanga, ora mandi il borghesissimo avvocato della fondazione pagata con i soldi del capitale, oops scusa: del governo di Letta e Berlusconi?

– Ah, a proposito, geniale la cattiveria del tuo nuovo amico, il Gianni Letta, non ti pare? Ha detto che ORA hai realizzato il sogno del ’68! Non ti sei sentito un po’ preso per i fondelli, Mario? Guarda che quello è Gianni Letta, il direttore de Il Tempo… Che sensazione fa farsi finanziare la fondazione grazie all’intermediazione di uno come Letta e sentirsi poi dire che, per questo, hai realizzato il sogno del ’68? Era quello il sogno del ’68, Mario? O era magari solo il sogno tuo e di qualche altro “grande” lider? No, perché a me sembra una cosa ridicola, oltre che una gigantesca presa per i fondelli dei proletari contribuenti…

Che tristezza, Mario.

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