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Non passa lo straniero! – 2

18 marzo 2011

Giulio Tremonti ha convocato l’ambasciatore francese e gli ha comunicato la ferma intenzione del governo di proteggere i nostri pozzi neri le nostre imprese strategiche dal capitale straniero, anche con misure ad hoc. Tutto ciò per salvaguardare Parmalat (la cui purezza italica ci ha dato grandi soddisfazioni nel passato recente) dalla possibile scalata della francese Lactalis.

Consumatori, risparmiatori e soprattutto contribuenti sono avvisati.

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5 commenti leave one →
  1. bacillus permalink
    18 marzo 2011 19:28

    …mmm, vuoi essere più chiaro, Giordano? Non ti va che Tremonti sia infastidito da questo possibile evento?
    Prima della tua risposta, due premesse:
    1) nella storia, ormai, esistono due Parmalat: quella di Tanzi e quella di Bondi. Fammi capire perché banche e fondi di investimento americani erano molto interessati alla prima. E come mai non dovremmo essere preoccupati per le sorti della seconda.
    2) se qualche minchia di azienda italiana volesse mettere le mani su un qualche capitale francese, pensi che non ci sarebbero reazioni simil-tremontiane?

    Domande en-passant…

  2. 18 marzo 2011 20:03

    Non solo in Francia reagirebbero, ma lo hanno già fatto spesso. Infatti Tremonti parla già di misura “alla francese”. Questo non toglie che a mio avviso sia una cosa sciocca.

    Anche perché non sarebbe l’azienda a mettere le mani sul capitale, ma il capitale a mettere le mani su una azienda, e questo in genere porta vantaggi all’azienda, al territorio, all’occupazione ecc. a prescindere dalla provenienza dei capitali stessi.

    Anzi, il problema dei problemi è che dalle nostre parti non viene ad investire nessuno e quando qualcuno ci prova facciamo di tutto per cacciarlo via.

    Il fatto che Lactalis voglia investire su Parmalat vuol dire che Lactalis ritiene di poter far fruttare Parmalat meglio di quanto non frutti oggi, e anche se ovviamente la Parmalat di oggi è migliore di quella di ieri, quella di domani potrebbe essere migliore di quella di oggi.

  3. bacillus permalink
    18 marzo 2011 20:16

    Sono convinto da tempo che i motivi per cui le imprese straniere non investono in Italia sono:
    – conflittualità sindacale di stampo preistorico;
    – sistema fiscale da ospedale psichiatrico;
    – sistema giudiziario inaffidabile.
    Se Lactalis pensa di fare affari in un contesto del genere, c’è qualcosa sotto. Insomma, fai un investimento in Italia solo in mercati incredibilmente deformi e/o drogati come quello delle acque minerali o quello delle rinnovabili.
    Da qualche tempo Parmalat sembra diventata un bel bocconcino. Non voglio fare dietrologia… ma a questo punto la cosa interessa anche a me. 😀

  4. bacillus permalink
    22 marzo 2011 19:09

    E’ fatta. Ed a me va benissimo. Speriamo solo che la cosa non giovi solamente ai soliti autotrasportatori che con le cisterne “Nur für Lebensmittel” continuano a portarci qui latte i cui componenti, grazie al mirabolante cambio monetario, provengono dalla solita miracolosa Nuova Zelanda (PAC-less, fantastic!).
    Tuttavia, sia chiaro, è solo colpa nostra.

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