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Continuavano a chiamarlo “reciprocità”

29 marzo 2011

Dato che Tremonti, per scongiurare la scalata di Parmalat da parte della francese Lactalis, ha detto testualmente di voler “presentare in Europa tradotta in italiano la legge francese” e che “la legge francese se va bene per l’Europa in Francia deve valere anche in Italia“, forse gli può essere utile la lettura di questo breve articolo del Sole24Ore, segnalato da Phastidio.net:

PARIGI. Il decreto francese del 30 dicembre 2005, citato come riferimento legislativo per proteggere da possibili acquisizioni da parte di aziende estere interi settori considerati strategici, elenca sette settori di attività per i quali – in caso di «investimento in provenienza da uno Stato dell’Unione europea» – serve un’autorizzazione governativa:

1. Casinò, per la lotta contro il riciclaggio di capitali di provenienza illecita;

2. Sicurezza privata, in caso di controlli regolamentati di aeroporti e porti o di zone protette in cui sono depositati segreti della difesa nazionale;

3. Ricerca e produzione di agenti patogeni, tossine e/o loro elementi genetici nel quadro della regolamentazione comunitaria sull’export di beni e/o tecnologie a doppio utilizzo (cioè destinate apparentemente a usi civili ma con possibile impiego in campo militare); gli strumenti di lotta alle sostanze proibite secondo la convenzione internazionale su produzione e utilizzo di armi chimiche e di distruzione, il cui controllo è necessario nel quadro dell’azione contro il terrorismo;

4. Ricerca, produzione e commercializzazione di materiale per l’intercettazione a distanza di conversazioni e/o della corrispondenza nella misura in cui il controllo degli investimenti è necessario ai fini della lotta al terrorismo e alla criminalità;

5. Valutazione e certificazione di sicurezza dei prodotti e dei sistemi tecnologici delle imprese quando questi servizi vengono forniti ad amministrazioni statali nella misura in cui il controllo degli investimenti è necessario ai fini della lotta a terrorismo e criminalità;

6. Produzione di beni e servizi nel campo della sicurezza dei sistemi d’informazione realizzati da una società che ha un contratto con un operatore pubblico o privato di installazioni la cui protezione è di importanza vitale per la difesa;

7. Beni e le tecnologie a doppio utilizzo al servizio di imprese sensibili per la difesa nazionale.

Se l’investimento proviene da un Paese extraeuropeo ci sono altri 4 settori di attività, dalla criptologia alla produzione e commercio di armi.

Prima che qualcuno avesse a pensar male, magari ipotizzando che il ministro parli senza sapere ciò che dice, qualcuno può farci capire, in questo elenco, l’agroalimentare dov’è?

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2 commenti leave one →
  1. sdf permalink
    31 marzo 2011 11:30

    non si riferisce solo a parmalat, i francesi stanno scalando anche edison ecc….
    se siete italiani dovete essere dalla parte dei nostri ministri invece di far finta di non capire per parlare male dei nostri ministri che cercano di difendere gli interessi italiani
    gli italiani sanno fare solo polemica

  2. 31 marzo 2011 13:15

    uhm… Vediamo, e quali sarebbero gli “interessi italiani” in questa faccenda?

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