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Piove sul bagnato

27 aprile 2011

Dopo le semine di frumento ritardate o definitivamente compromesse dal maltempo autunnale, ora è il momento delle tempeste primaverili nel Midwest ad incidere negativamente sulle aspettative per il mais.

Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, domenica gli agricoltori dei 18 grandi stati produttori avevano piantato solo il 9% del loro acri di mais, rispetto alla media quinquennale del 23% in questo periodo dell’anno. In Iowa, lo stato con la maggiore produzione di mais, gli agricoltori sono riusciti a piantare solo il 3% della superficie destinata contro il 61% della primavera del 2010, quando la stagione della semina iniziata insolitamente presto.

C’è tempo, anche se la data del 15 maggio, convenzionalmente ritenuta lo spartiacque tra una buona e una cattiva semina, si avvicina, e sembra sempre più irraggiungibile nel 2011/2012 il traguardo degli 854 milioni di tonnellate, indicati dall’International Grain Council come una stima ragionevole della domanda globale di mais.

Per il momento la cosa è stata registrata dai fondi, che hanno venduto sul “vecchio” mentre si allarga il differenziale tra “vecchio” e “nuovo” raccolto, quest’ultimo di nuovo in sensibile aumento.

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