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Seminati tre ettari di mais BT in Lombardia

13 maggio 2011

E’ difficile che un decreto possa fermare la ragione e il buon senso, come giustamente fa notare salmone.org, e soprattutto la sana testardaggine di chi ha il coraggio, nonostante tutto, di fare la cosa giusta.

E ora si può dare inizio alla nuova caccia alle streghe!

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8 commenti leave one →
  1. 14 maggio 2011 20:21

    Scusate, abbiate pazienza, qualcuno potrebbe spiegare ad un terrone come me, quali sono le motivazioni che spingono un agricoltore a rischiare la propria azienda per seminare Mais Monsanto OGM? Vista dal profondo Sud questa storia appare incomprensibile.

  2. Alberto Guidorzi permalink
    14 maggio 2011 22:44

    Granduro

    Il perchè lo puoi trovare nel fatto che siamo di fronte ad una prevaricazione. Il MON 810 è stato iscritto in un paese europeo, come semente ed è diventato a vocazione comunitaria, quindi seminabile in tutti i paesi europei. Alcuni di questi paesi come la Francia hanno chiesto la clausola di salvaguardia e quindi legalmente hanno potuto bloccarne le semine, ora non più perchè Bruxelles ha detto che gli elementi per invocare la clausola erano pretestuosi. L’Italia invece non ha neppure chiesto la clausola di salvaguardia e qyuindi non ha titolo di opporsi alle semine. Invece emette decreti di nessuna validità in quanto sono in dispregio delle regole comunitarie le quali impediscono ad un Paese menbro di legiferare in diffromità alle direttive comunitarie concernenti la regolamentazione sementiera. In più le Regioni che dovrebbero dare le regole di coesistenza dei mais convenzionali con quelli OGM si rifiutano di farlo in dispregio della legge. Si sceglie questo modo di agire solo perchè intanto che Bruxelles ci dica che non lo potevamo fare il politico di turno è passato ad altro incarico.
    Bruxelles ha detto che non si può impedire a Dalla Libera, che a differenza di Fidenato ha scelto la via di chiedere i permessi, di seminare mais autorizzato e quando quest’anno l’agricoltore ha fatto regolare domanda gli è stato risposto che non potevano rispondergli positivamente perchè non ha specificato quale mais OGM voleva seminare. Ora ti rendi conto cheesiste solo un mais autorizzato e per il fatto di non averlo citato hanno detto che che non capivano a cosa si riferisse. Ti rendo noto anche che Dalla Libera è in possesso di una decisione del Consiglio di Stato che dice che ha diritto a ricevere una risposta e che l’eventuale rifiuto non può derivare dal fatto che le Regioni non hanno legislato ciò di loro competenza.
    Il Fidenato invece che vuol dimostrare di avere i diritto di seminare liberamente il MON 810 e che l’anno scorso si è visto sequestrare il raccolto, quest’anno e con decisione preventiva, senza che questo avesse commesso ancora quello che loro considerano reato, ma che non esiste, la mgistratura gli ha sequestrato terra, e conto corrente.
    Ora il custode giudiziario ha deciso di seminare soia sul campo di Fideanto affidatogli dal giudice ed ha fatto un bando pubblico per la conduzione della coltivazione. Se leggi questo bando te ne accorgi che se quanto specificato in fatto di operazioni colturali richieste venisse effettivamente fatto (e il conto terzista a mio avviso se non vuol correre rischi deve eseguire tutti i lavori da buon padre di famiglia) la coltivazione sarà sicuramente in perdita. Dato che gli hanno sequestrato anche il conto corrente sicuramente si vedrà prelevare la somma necessaria per pagare il contoterzista e anche per appianare la perdita.

    Come si fa a non ribellarsi ad una tale prevaricazione? In molti sono convinti che alla fine il Fidenato riceverà ragione in tutte le sue istanze inoltrate a Bruxelles e con questi atti potrà chiedere i danni allo Stato italiano. Credo però che: ne giudici, ne ministri ne assessori regionali saranno chiamati a pagare il rimborso a Fidenato, ma ancora una volta sarai tu ed io e tanti altri che con le nostre tasse pagheremo.

    Qui siamo in presenza di gente che entra su un proprietà privata e sfascia tutto e non sono neppure processati, mentre uno che cerca di intraprendere immettendo un’innovazione aurorizzata non lo può fare, solo per fare la fortuna di qualche politico, e per di più subisce decisioni penalizzanti.

  3. 15 maggio 2011 20:26

    Ho ancora qualche dubbio, scusami. Chi svolge qualsiasi attività imprenditoriale in Italia sa che le prevaricazioni piccole e grandi da parte dello Stato (forse al Sud ancora peggio) sono all’ordine del giorno, ciononostante continua la propria attività adattandosi per il bene proprio e della azienda. Cosa spinge il Fidenato, ed i suoi seguaci, a reagire in maniera così spropositata (tutto il contenzioso deriva da un divieto di semina in fondo, esiste anche per altre colture particolari eppure nessuno ha queste reazioni). Perché questa prevaricazione è più grave delle altre, ti chiedo dunque, tanto da mettere a rischio la propria azienda?
    Ti confesso peraltro, che tra tutte le prevaricazioni oggettive che può subire un agricoltore (ed un cittadino in generale) questa mi risulta discutibile.
    Ti chiedo anche, perché le maggiori organizzazioni di agricoltori sono tutte contrarie a Fidenato? O almeno così mi sembra.

  4. 15 maggio 2011 21:06

    Il discorso rischia di farsi lungo… però forse qualche dato può essere utile: il bando “illegittimamente” in vigore in Italia (illegittimamente secondo il diritto comunitario) costa ad ogni maiscoltore italiano (almeno nelle aree in cui sono diffusi gli attacchi di piralide) tra i 175 e i 400 euro per ettaro, tra mancati risparmi e mancati incrementi produttivi. La stima l’ha fornita l’USDA, che in genere è molto attendibile: https://lavalledelsiele.com/2010/03/23/il-bando-agli-ogm-ci-costa-miliardi-le-stime-dellusda/

    Non sono cifre irrilevanti. E’ una ragione sufficiente per correre i rischi che in genere si corrono in questo paese quando si cercano di tutelare i diritti di proprietà? In linea di principio sì, nella pratica probabilmente no, ma non posso fare a meno di applaudire chi ha il coraggio di rischiare, dato che ne potremmo beneficiare tutti.

    Quanto alle ragioni per le quali le confederazioni agricole sono contrarie agli OGM (in realtà confagricoltura ha una posizione più aperta), questo andrebbe chiesto a loro, anche se probabilmente non sarei convinto della sincerità delle risposte che potrebbero dare. Il fatto è che sono convinte che tutelare l’agricoltura significhi proteggere e conservare lo status quo, e che dalla competizione derivino solo rischi e non opportunità. Quindi ci si crogiola nell’illusione che identificando attribuendo delle proprietà distintive al made in italy, per esempio il fatto di essere ogm free, i consumatori italiani saranno contenti di pagare prezzi maggiori per prodotti equivalenti. E’ una visione sbagliata in primo luogo perchè alla competizione non ci si può comunque sottrarre, e si finisce per affrontarla con armi molto meno efficaci, e poi perché non è certo questo il momento in cui si può realisticamente credere che gli agricoltori possano trovare nella domanda interna benzina sufficiente per garantire loro non dico crescita, ma almeno sussistenza.
    https://lavalledelsiele.com/2011/05/12/i-consumi-interni-calano-e-lexport-agroalimentare-cresce-che-vorra-dire/

  5. bacillus permalink
    15 maggio 2011 22:35

    …ehm. Allora: tutta la mia solidarietà a Giorgio Fidenato. Adesso, senza riserve. Fui in qualche modo critico nei suoi confronti. Ora però egli ha subito una vera e propria enormità. GLI-HANNO-SEQUESTRATO-L’AZIENDA. Robe da regime totalitario. E’ una cosa che secondo me dovrà essere risarcita nel prossimo futuro in termini economici e morali da parte di molti responsabili.

    Tuttavia non posso nascondere un minimo di sconcerto nel vedere quel video. Signori miei, cari maestri agricoltori… che minchia di campo di mais MON 810 state facendo vedere? Io vedo solo infestanti (Sorghum halepense in primo piano) ed un fottio di SASSI che qualunque agricoltore serio avrebbe da tempo asportato, macinato, distrutto.
    E poi, tenuto conto della tempistica… Non so, dico cazzate… Nel Nord d’Italia è stato un inizio di stagione difficile assai, si tratta di “siccità”. Nonostante le semine anticipate, sono certo che il materiale genetico di oggi è in grado di fare miracoli (anche senza acqua ci sono state buone emergenze), ma mi sa che in tutto il nord Italia le infestanti fino a ieri hanno avuto grossi problemi esse stesse. Vederle tanto più rigogliose del mais stesso (in lontananza) mi lascia in bocca lo stesso sapore della poltiglia bordolese che è così tanto biologica, ecocompatibile, ecosostenibile… Ma poi, non so, chi è il “genio rurale” che semina mais in quelle condizioni oggi in Italia senza un diserbo in pre-emergenza sapendo di non disporre della tecnologia RR? (infatti si parlava di mais Bt).

    (massacratemi, volentieri, oggi è domenica, sarà per quello che sto farneticando…)

  6. 16 maggio 2011 09:21

    @Bacillus
    effettivamente anche a me non è sembrata una semina stratosferica, comunque l’inquadratura parte dalla capezzagna ed è condizionata dalla necessità di non fare individuare l’appezzamento. In ogni caso non è una parcella coltivata con l’intenzione di dimostrare la superiorità di una varietà di mais, ma semplicemente dell’azione di un agricoltore, o del proprietario di un terreno agricolo che ha voluto rivendicare in questo modo la libertà di fare nella sua proprietà ciò che gli pare. Se poi il campo è una pietraia, fatti suoi 🙂

    In ogni caso il mais di Giorgio, a quanto si vede dal video dei pagliacci, non era affattto male…

  7. 16 maggio 2011 15:52

    In effetti, anche per me, che ho una visione quasi mitologica dell’agricoltura padana. Vedere le immagini di quei campi così miseri, mi ha sorpreso.
    Proverò ad approfondire tuttavia un altro aspetto. Ed il post di Pascale mi sembra più adatto.

  8. Alberto Guidorzi permalink
    16 maggio 2011 16:24

    Ciao Bacillus

    Comunque il terreno è tipicamnete alluvionale della zona prealpina del Nordest più adatta per ricavarne ghiaia da massicciato che per l’agricoltura.

    Tuttavia ha un pregio, almeno se sarà sequestrato come i terreni di Fidenato, il custode fiduciario non avrà l’imbarazzo della scelta se coltivare o meno, monto meglio sarà se ne farà una cava da inerte. Cioè non sarà tentato di coltivare secondo il capitolato che ha proposto ai contoterzisti per condurre la coltivazione di soia che ormai ha in atto nei terreni di proprietà di Fidenato e sequestrati.
    Se il conto corrente di Fidenato fosse stato in rosso come avrebbero fatto a coltivare?

    Tuttavia se hai letto il protocollo di coltivazione ne dedurrai anche tu che se il contoterzista fa tutte le pratiche elencate (ed a mio avviso se non è un fesso le farà tutte per non essere incolpato dell’eventuale bilancio in rosso)converrai con me che di margini economici quel terreno non ne farà, anzi ci sarà una perdita quasi sicura e che sarà pagata con i soldi di Fidenato, visto che gli hanno sequestrato il C/C. Ti pare che una magistratura possa decidere di sequestrare dei terreni, li coltivi, crei perdite e le scarichi sull’agricoltore irresponsabile, perchè impedito di esercitare la sua funzione di impres?

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