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L’odissea dei rifiuti speciali

13 giugno 2011

Sul suo blog il nostro amico Granduro fa un interessante raffronto tra la normativa francese per lo smaltimento dei rifiuti speciali in agricoltura e quella italiana. In particolare,

in Italia per smaltire anche pochi grammi di una bustina di fitofarmaco vuota devi procedere in questo modo:
  1. stipulare una, più o meno onerosa, convenzione con una ditta specializzata per lo smaltimento dei rifiuti;
  2. trasportare i rifiuti pericolosi soltanto con mezzi speciali autorizzati
  3. convivere in uno stato di perenne incertezza normativa, in quanto non è ancora chiaro se una bottiglia di fitofarmaco vuota è considerata rifiuto speciale o rifiuto pericoloso (in quanto esiste una fantomatico accenno nelle norme ad una procedura di bonifica aziendale);
  4. compilare oscuri moduli di vario genere;
  5. da quando il Sistri entrerà a regime (per alcuni soggetti è già obbligatorio peraltro) dovrai anche pagare un tributo ulteriore allo Stato per attivare il sistema di controllo;
  6. dotarti di una chiavetta tipo pen-drive da connettere agli scatolotti satellitari (black-box) montati sui mezzi atti al trasporto dei rifiuti per registrare il tuo carico-scarico rifiuti;
  7. perdere un sacco di tempo, per ottemperare alla astrusa normativa, che peraltro cambia ogni Luna nuova.

Non dovrebbero essere poi così incomprensibili le ragioni che inducono i più a lasciar perdere, e a smaltire il tutto in una buca o in un bel falò autoprodotto.

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7 commenti leave one →
  1. 13 giugno 2011 20:06

    Masini, se sapevo di finire sul tuo Blog, lo avrei scritto in maniera più elegante.
    Grazie, comunque per l’attenzione che hai riservato all’argomento.

  2. 13 giugno 2011 20:53

    Questo non è un blog elegante!

    🙂

  3. bacillus permalink
    14 giugno 2011 13:26

    Produco software specializzato per il settore rifiuti. Se il business della monnezza prospera, io ho un minimo di speranza.
    Quindi fate i bravi ed adeguatevi in silenzio… 😉

  4. 14 giugno 2011 13:37

    Bacillus, ma non eri un viticoltore indefesso?

  5. bacillus permalink
    14 giugno 2011 13:55

    Certo. Con un fin troppo scontato gioco di parole, più fesso che indefesso. Coltivo vigna, produco vino (e pure roba fina) con tanto di diploma di p.a. e specializzazione in VitEnol…
    Ma a me piacciono le sfide, il rischio, l’innovazione. E così mi sono ritrovato a produrre anche del buon sw… Una follia, lo so, ma tant’è.
    Ciao, Granduro!

  6. 14 giugno 2011 21:48

    Alla tua sottile provocazione rispondo in guisa rimata (visto che sto su un blog elegante, a mio parer)
    il bacillus informatico produce innovazione, e probabilmente ce la farà.
    il bacillus agricoltore subisce l’innovazione (OGM), e certamente si dispererà.

    Ciao Bacillus, le sfide danno pepe alla vita. Però devono avere almeno una piccola percentuale di probabilità di successo.

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  1. Sistri: abolito per un mese « La Valle del Siele

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