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Cose che non servono a niente – 5

2 settembre 2011

Apprendiamo da La Stampa che l’UE avrebbe destinato due milioni di euro per varare un programma di medicina “non convenzionale” negli allevamenti, volto a promuovere l’uso dell’acqua fresca omeopatia per curare le patologie bovine.

Consola osservare che La Stampa ha inserito la notizia nella sezione “costume” e non nella sezione “scienza”.

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4 commenti leave one →
  1. 2 settembre 2011 10:09

    non si può mai dire…magari il placebo funziona anche per le vacche

  2. Davide permalink
    2 settembre 2011 10:54

    se è vero che molte malattie vengono dalla concentrazione, un modo più semplice sarebbe anche solo diminuire essa…

  3. Alberto Guidorzi permalink
    2 settembre 2011 11:08

    Si, ma quando in una soluzione si arriva ad una diluizione di CH12 ed ormai sono sparite tutte le molecole di soluto, mi si vuol dire quali benefici può apportare alla salute diluizioni a livelli di CH60 e compagnia bella? E’ vero che alle terme ci si cura con sola acqua, ma non è acqua pura!

    Anche l’asino di Buridano è stato trattato con sistemi “omeopatici”! Però abbiamo visto il risultato.

  4. Alberto Guidorzi permalink
    4 settembre 2011 00:11

    Non vi pare che sia una cosa che serva a poco anche questa?

    http://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/bio-e-natura/11856-odore-sapore-colore-chissa-se-sono-diversi-in-un-alimento-biologico.htm

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