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Resistenti all’evidenza

5 settembre 2011

Finiscono le vacanze, e gli scopritori dell’acqua calda si rimettono subito al lavoro. Questa volta ci informano giubilanti che nei campi dell’Iowa si sarebbe sviluppato un ceppo di Diabrotica resistente alla tossina prodotta dal mais geneticamente modificato (modificato, appunto, per resistere a quel parassita).

Quindi quella varietà di mais OGM sarebbe meno efficace. E allora?

Tra i parassiti e le loro vittime è in atto una guerra senza quartiere più o meno dalla comparsa della prima forma di vita sulla Terra, e il fatto che un insetto diventi resistente alle tossine che una pianta è in grado di produrre per difendersi da esso è una delle cose più normali a cui si può assistere in natura. Adesso la palla torna al mais (o a chi lo produce) che dovrà sviluppare migliori strategie di difesa. As simple as that (anche se temiamo che per i redattori di Peace Reporter non sia abbastanza simple).

Ps.: La prossima volta, quando scrivete che gli OGM sono “nocivi per l’uomo“, provate anche a spiegarci come e perché.

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3 commenti leave one →
  1. Alberto Guidorzi permalink
    5 settembre 2011 15:32

    Qui non è la PGM Bt di mais da incolpare, bensì la la dabbenaggine degli agricoltori.

    Era loro stato detto che lo strumento resistenza non era un dato definitivo, ma capace di evolvere? Infatti era stato consigliato loro di seminare zone rifugio coltivate a convenzionale, in ragione del 20% del coltivato Bt, in modo che gli insetti normali e quelli con l’acqusita reistenza potessero incrociarsi e quindi il gene normale dominante coprisse il gene mutato recessivo e di conseguenza ne uscissero insetti sensibili alla tossina e non ci fossè così diffusione del gene mutato, ma dispersione.

    Perchè non l’hanno fatto? Adesso piangano se stessi e per favore non siano chiamati agricoltori vittime, sono solo dei coglioni! (chiedo scusa, ma non ho trovato un termine più immediato)

    Ha se i NO-OGM conoscessero i meccanismi genetici, come sarebbe più semplice colloquiare!!!!

  2. 9 settembre 2011 12:21

    @Guidorzi
    ma sei sicuro che non abbiano seminato zone rifugio? Che ne sai?
    hai dei dati?

  3. Alberto Guidorzi permalink
    12 settembre 2011 01:20

    Certo. Lo dice lo stesso estensore del lavoro che non si sono adottate soluzioni integrate idonee a prevenire o a ritardare l’insorgere di resistenze..

    http://www.seedquest.com/news.php?type=news&id_article=19602&id_region=&id_category=&id_crop

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