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Piccolo è bello, vero?

22 ottobre 2011

La quota di occupati in imprese al di sotto dei 50 dipendenti in 25 paesi dell’area OCSE, dall’Economist:

E sull’argomento, Matt Yglesias:

Se parliamo di un indicatore economico in cui Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Finlandia e Danimarca sono in fondo mentre Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Ungheria sono in cima, parliamo di un indicatore economico in cui è preferibile essere in basso.

Mentre l’articolo dell’Economist prosegue:

Gli imprenditori stimolano l’economia sfruttando nuove idee e modelli di business al fine di trarne profitto. Quelli che lo fanno bene non restano piccoli, crescono rapidamente, contribuendo a diffondere nuove tecnologie e a creare posti di lavoro. Se la vostra economia molte di piccole imprese, questo è il segno che una parte di questo processo si è rotto. Se guardate il caso italiano, per esempio, si scopre che tante piccole imprese italiane sono imprese al dettaglio e di servizi protette dalla concorrenza atrraverso regolazioni onerose.

Ovvio vero? Eppure non ci sentiamo ripetere dalla mattina alla sera e da ogni pulpito il mantra della piccola impresa italica, magari familiare, modello di ogni virtù?

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3 commenti leave one →
  1. sinbad permalink
    23 ottobre 2011 22:23

    Mah….vedo anche la pazzia delle multinazionali lavorandoci…Forse bisognerebbe vedere il dato nell’ottica delle condizioni di mercato e delle condizioni geografiche (sì…sono un determinista geografico).
    Ovvio che in un periodo globalista il grande ha molti vantaggi (…finchè ci sarà petrolio per tutti, ovviamente).
    Estremizzando, se il sistema globale crolla, chi è più resiliente? il contadino autosufficiente o la multinazionale strapotente?

    La realtà è molto più complessa degli schemini dell’Economist (siccome ne sono un lettore, basta recuperare i vecchi numeri per capire l’affidabilità delle sue previsioni….ehehe)

    sinbad

  2. Giorgio Fidenato permalink
    28 ottobre 2011 17:25

    A me non importa se sono piccole o grandi. L’importante è che non godano di protezioni legali dalla concorrenza!!!!

  3. Tommaso permalink
    6 novembre 2011 13:09

    Altro indicatore interessante e’ la % di lavoratori indipendenti (grazie per lo spazio di autopromozione..):
    http://italiapiu20.wordpress.com/2010/06/06/il-lavoro-autonomo-in-italia/

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