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Evviva gli agricoltori del North Dakota!

1 novembre 2011

Non permetteremo a qualcuno di venire qui dalla East Coast o dalla West Coast per dirci cosa si può fare e cosa non si non può fare in base alle loro nozioni idealistiche.Vogliamo essere agricoltori in North Dakota, nella maniera in cui pensiamo sia giusto esserlo. Il diritto degli agricoltori e degli allevatori di impegnarsi nella moderna agricoltura deve essere sempre garantito in questo stato. Nessuna legge può essere promulgata, che limiti il diritto degli agricoltori e degli allevatori di utilizzare le moderne tecnologie nell’agricoltura e nell’allevamento del bestiame.

Parola di Doyle Johannes, agricoltore e allevatore di bestiame vicino Underwood, sul fiume Missouri, in North Dakota. E c’è da credergli, dato che sembra che la proposta di sancire tale diritto nella costituzione dello Stato, di cui i farmers e i ranchers del North Dakota si sono fatti promotori, sia destinata ad avere successo, e potrebbe essere d’impulso per iniziative simili anche in altri stati degli USA.

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7 commenti leave one →
  1. Derio permalink
    1 novembre 2011 21:39

    vorrei vedere se esulti ancora,se un tuo vicino,decidesse in perfetto spirito agricolo nord dakotiano,di piazzare vicino al tuo bel agriturismo,un mega allevamento di maiali,polli,babybeaf,
    spargergesse il liquame nei terreni sottovento alla tua piscina e lo interrasse se vuole,come e quando gli pare.

  2. 1 novembre 2011 22:07

    Caro Derio, ho un agriturismo, ma se a qualcuno dà fastidio la puzza del letame, farebbe bene a trascorrere le sue vacanze altrove. La campagna non è un museo ad uso e consumo di chi della campagna ha un’idea sballata e artefatta.

  3. Giuseppe permalink
    1 novembre 2011 22:17

    Derio,Derio,non avevi nulla da dire?continua a non dirlo.

  4. 2 novembre 2011 07:35

    E’ un pò forzata la risposta, Giordano, a mio modesto avviso.
    Agriturismo è una cosa, agricoltura è un altra, zootecnia è una cosa diversa ancora.
    Per esempio, lo starnazzare (ed a giusta ragione per quegli animaletti) di specie avicole “costrette” ad allevamenti a terra, non lascerebbero sonni tranquilli ai suoi ospiti.
    Molto diverso sarebbe l’allevamento all’aperto che non creerebbe problemi anzi, sarebbe piacevole da vedersi. Idem tra un allevamento “avanzato” di bovini costretti in box e una stabulazione libera o, ancora meglio, semibrado.
    Spero che non accada al terreno confinante al mio: conto di passarci una vecchiaia tranquilla.
    Un saluto.

  5. Diego permalink
    2 novembre 2011 10:46

    E’ sempre la stessa storia, ma se un allevamento suinicolo non lo posso fare in campagna, dove lo devo fare, in Piazza S. Pietro a Roma? Esistono delle norme che disciplinano distanze dai centri abitati, case singole, fiumi, strade ecc ecc. Una volta soddisfatte L’ALLEVAMENTO SI FA! La vita in campagna prevede anche il rovescio della medaglia, hai voluto la bicicletta ed adesso pedala!!

  6. 2 novembre 2011 14:19

    Fort, è vero, la mia risposta era un po’ forzata. Andiamo al sodo: qui da noi siamo convinti che una legge possa risolvere tutto preventivamente, mentre negli Stati Uniti, dove si ragiona in termini di common law, le controversie si risolvono più spesso privatamente davanti a un giudice terzo che valuta caso per caso il costo delle esternalità di qualsiasi attività. Dunque, se l’allevamento di maiali puzza, e non c’è dubbio che puzzi, il problema si risolve facilmente: se te lo costruisco davanti casa dovrò indennizzarti adeguatamente del danno che ti procuro, e se mi costa troppo non lo faccio. Ma se sei tu ad andare a vivere di fronte ad un allevamento di maiali, allora non ti dovrò nulla, in quanto il costo dell’esternalità negativa l’hai già acquisito nel prezzo più basso che hai dovuto pagare per la tua casa. E comunque va calcolata anche l’esternalità inversa: quanto vale la mia rinuncia al diritto di espandere e ammodernare la mia attività economica, e ai conseguenti profitti? Qui da noi invece, come ricorda Diego, c’è la legge che stabilisce tutto a priori, ed è ovvio che si finisce sempre per scontentare qualcuno. Gli agricoltori del North Dakota oggi si stanno battendo, a mio avviso a ragione, perché questo modello non venga esportato anche da loro, permettendo al legislatore non solo di stabilire a priori le distanze dalle case (che già sarebbe inutile, come ho mostrato nell’esempio), ma anche di violare i diritti di proprietà e decidere ciò che è giusto o meno coltivare, per esempio gli OGM. Per come siamo messi noi, non sarebbe male che prendessimo esempio da loro.

  7. Frank77 permalink
    2 novembre 2011 17:22

    Non è un caso che il Nord Dakota come stato non abbia un centesimo di debito pubblico ed abbia la più bassa disoccupazione fra tutti gli stati americani

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