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Marta Vincenzi e la teoria dell’imprevedibilità

5 novembre 2011

Secondo il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, quel che è successo (sta succedendo) in queste ore nel capoluogo ligure era “imprevedibile in questa forma“. Dal blog di Piero Vietti:

l’Aeronautica militare ha un sito in cui, regione per regione, avverte per tempo se c’è qualche pericolo di maltempo (poi fa anche comunitati ad hoc, non si limita a scrivere su Internet): sta poi alla Protezione Civile del posto e alle autorità varie mettere in essere tutti i provvedimenti necessari a salvaguardare le vite delle persone nelle zone colpite. Da ieri la Liguria è colorata di rosso. Rosso, nella legenda, significa “molto pericoloso“. Cito dal sito dell’aeronautica la definizione di “molto pericoloso”:

“Livello di vigilanza molto alto, raro. Sono attesi eventi meteorologici di grande pericolosità, con manifestazioni di intensità particolarmente elevata e forti disagi alle attività antropiche (straripamento di grandi fiumi, nevicate abbondanti su aree ad elevata densità abitativa, venti di notevole intensità). Sono ipotizzabili provvedimenti ad elevato impatto sociale, che va dal blocco generalizzato dei trasporti sino ad azioni coercitive sulla popolazione”.

Quanto alla “forma”, basta fare un giro su Youtube per rendersi conto della somiglianza tra l’alluvione odierno e quelli del passato, più o meno recente. Questo è il 7 e 8 ottobre 1970:

Il 27 settembre 1992:

Il 23 ettembre 1993:

E infine appena l’anno scorso, il 4 ottobre 2010:

Nulla di nuovo, quindi, per le strade di Genova, nulla di imprevedibile né di imprevisto, soprattutto “in questa forma“. Ovviamente non è detto affatto che ciò che è prevedibile sia anche evitabile, ma questo è un altro discorso, difficile da affrontare in un paese che non riesce a ragionare senza paraocchi ideologici e dietrologici anche sulle proprie tragedie, e incapace di attribuire e punire laicamente le responsabilità piuttosto che limitarsi ad evocarle e a brandirle alla cieca.

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2 commenti leave one →
  1. salvatore stefano permalink
    5 novembre 2011 16:23

    Giordano, questo post è molto opportuno. Opportuno perché dimostra come, chi amministra le nostre Città, molto spesso, poco o nulla conosce il territorio che amministra. Se il sindaco di Genova avesse conosciuto appena il proprio territorio, avrebbe forse evitato dichiarazioni improvvide. E forse, chissà?, oggi il bilancio delle vittime, avrebbe potuto essere meno pesante. Magari anche solo di poco!

  2. Alberto Guidorzi permalink
    5 novembre 2011 23:26

    Salvatore Stefano

    Ospita per un giorno qualche ligure e fai loro vedere il letto del fiume Tagliamento o del Meduna, così imparano come si devono trattare i fiumi.

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