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Francesco Sala se ne è andato. L’ignoranza e il pregiudizio no

2 dicembre 2011

Libertiamo – 02/12/2011

Ho conosciuto Francesco Sala alla fine di giugno dello scorso anno. Gli telefonai quando, con Libertiamo, organizzammo una tavola rotonda sulla situazione della ricerca biotecnologica in Italia alla quale intervenne. In quell’occasione mi aspettavo una breve conversazione formale, e invece ne è venuta fuori una lunga chiacchierata telefonica di un’ora e più.

Il prof. Francesco Sala mi ha parlato con entusiasmo delle sue nuove esperienze sui pioppi in Cina, dove era stato nominato guest professor della Chinese Academy of Forestry e docente ad honorem della Nanjing Forestry University, e con profonda amarezza amarezza della situazione della ricerca in Italia sulle biotecnologie applicate all’agricoltura. Mi ha raccontato dei suoi lavori, dal pomodoro San Marzano al riso Carnaroli, dal melo della Val d’Aosta ai tanti prodotti della nostra specificità agricola che rischiano di sparire a causa dell’azione congiunta di agenti patogeni e della becera ignoranza che ha preteso che l’Italia vietasse non solo la coltivazione ma anche la ricerca sulle varietà geneticamente modificate, grazie a ministri indegni come Pecoraro Scanio e ai suoi successori, tutti. Progetti già ad uno stadio avanzato e chiusi nei cassetti da decenni, giovani ricercatori frustrati nelle loro opportunità di carriera, enti pubblici che una volta erano all’avanguardia e che hanno fatto la storia della green revolution italiana che oggi languono senza il becco di un quattrino.

Mi ha raccontato dei suoi incontri con Hugh Grant, CEO di Monsanto, e di come in quelle occasioni si fosse convinto del ruolo fondamentale che la ricerca pubblica potrebbe giocare in un mercato in cui le grandi multinazionali tendono ad occuparsi solo delle grandi commodities, del successo straordinario del cotone BT in India, del suo amico prof. Ingo Potrykus e del suo Golden Rice…

Il Prof. Francesco Sala se ne è andato la sera del 30 novembre. Non sono uno scienziato, altri racconeranno, ed hanno raccontato, meglio di me la sua straordinaria esperienza, grazie alla quale oggi viene considerato  uno dei padri della genetica vegetale italiana. A me basta ringraziarlo per quella telefonata e per la sua disponibilità a parlare, a spiegare, a incuriosire. Alcuni anni fa il solito Mario Capanna si offese e protestò perché il TG1 aveva osato intervistare Francesco Sala. Da allora le sue apparizioni televisive sono state sempre più rare, mentre arruffapopoli del calibro dell’ex capo dei Katanga, Vandana Shiva e di Carlo Petrini si sono garantiti l’esclusiva della comunicazione “scientifica” (le virgolette sono necessarie, a questo punto). Questo è il paese che ci meritiamo, e che non meritava il prof. Francesco Sala.

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3 commenti leave one →
  1. bacillus permalink
    2 dicembre 2011 13:10

    Ricordo bellissimo. Grazie Giordano.

  2. 2 dicembre 2011 16:16

    ho spesso letto e apprezzato i suoi articoli scientifici, non lo conoscevo di persona, grazie del ricordo che me lo fa apprezzare ancora di piu
    gp

  3. Francesco PD permalink
    18 dicembre 2011 20:22

    Riposa In Pace, grande uomo e scienziato libero ed illuminato.
    Le tue ricerche scoperte e lavori vivranno nel tuo ricordo, e ci batteremo perchè il tuo lavoro sia riconosciuto da tutti.
    RIP in un luogo libero e giusto.

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