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Brodo lungo e seguitate

28 dicembre 2011

Negli ultimi 50 giorni sono stati erogati 927 milioni di euro di contributi pubblici, corrispondenti ad una quota comunitaria di 492 milioni di euro. Si tratta di un risultato di grande rilevanza che, se da un lato premia gli sforzi compiuti negli ultimi mesi dal ministero, dalle Regioni, da Agea e dagli altri Organismi pagatori, dall’altro lato evidenzia la dinamicità degli imprenditori agricoli italiani, che hanno cercato di sfruttare al meglio le opportunità offerte dai Programmi di sviluppo rurale per migliorare la competitività delle proprie aziende e cercare di superare al più presto una delle crisi più difficili degli ultimi anni

E così anche il neoministro dell’Agricoltura Mario Catania si è unito al coro disperato dei suoi predecessori, di fronte all’imbarazzante eventualità, che si ripresenta puntuale ogni sei mesi, che l’UE proceda al disimpegno automatico dei fondi per lo Sviluppo Rurale che le regioni non sono capaci di spendere. Avanti un altro, c’è posto per tutti.

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  1. Alex permalink
    29 dicembre 2011 08:27

    La cosa più divertente è che durante l’anno ci sono mille cavilli perché una pratica di PSR venga pagata (e ci sono aziende che aspettano anche anni) poi magicamente (aka rischiamo il disimpegno), si pagano all’ultimo secondo disponibile un sacco di pratiche e sono tutti bravi: misteri e ministeri dello sviluppo rurale! Chi sà quanto assorbe in termini di costi per il sistema agricolo e non solo “la macchina” (agea, mipaaf, regioni, province, ccmm, caa, agronomi ecc..) che paga i contributi in agricoltura in Italia rispetto agli altri stati europei? I contributi fanno bene mica solo a chi li riceve!

  2. 30 dicembre 2011 12:14

    Infatti l’aspetto più paradossale dell’intera faccenda, come ho avuto modo di sottolineare in passato, è che nella maggior parte dei casi (io conosco il Lazio, ma mi risulta che anche altrove sia così) il problema non sia nel trovare il modo di spendere i soldi, ma proprio nel decidersi a spenderli. Infatti i PSR ci sono, i bandi pure, i progetti sono spesso approvati, cantierati e realizzati, solo che la regione non si decide a pagare il dovuto. Magari accampando mille scuse idiote, come quando, alcuni anni fa, qui nel Lazio si inventarono che sulle domande presentate mancava il protocollo, quando erano domande presentate online e sulle quali il protocollo proprio non c’era. In ogni caso ogni scusa è buona per bloccare alcune domande, cosa che automaticamente, non si sa perchè, comporta ritardi per tutti. Il sospetto, ma è qualcosa di più in realtà, è che le regioni dirottino i fondi che arrivano dell’UE per coprire temporaneamente altri buchi di bilancio, salvo poi fare la corsa del somaro quando si arriva alla scadenza dei termini e si rischia il disimpegno.

  3. _Salvatore permalink
    30 dicembre 2011 16:30

    …cavilli invalicabili che poi son travolti dalla “volontà di spendere”.
    Già… ligi e precisi fino alla nausea per poi sparire come nebbia al sole. Ma pensate che sia l’unico caso del procedere della “macchina infernale”?
    No, è la prassi!
    Viticolo: estenuanti misurazioni, lotte per l’assegnazione di pochi metri che sembrano non tornare, paura di sforare pochi kg che altrimenti te la devi vedere con lo spauracchio repressioni frodi e altre amenità che ben si conoscevano… puff! tutto sparito: arriva AGEA e con essa scompaiono tutte le “misure” precedenti; decide lei quanti metri hai tu, con buona pace di tutti i mal di testa per far quadrare e mantenere le suprfici. Del B1 precedente te ne puoi pulire il fondoschina.
    Fascicolo: estenuanti ritocchi e continui cambiamenti e modifiche dovute ai “signori” del SIAN che tranquillamente, senza avvisi o preavvisi (ma scherzi? son Padreterni quelli, mica pretendi che si abbassino a tanto?) ti fanno il ritocchino e ti becchi 10 metri di vigneto del vicino… o ti devi affrettare a fare una correttiva al PSR per correggere la superficie impegnata in agroambiente… o ti devi spaccare i .. in quattro per spiegare – a son di “Istanze di riesame”, puntualmente respinte e rinnovate e respinte e avanti fino alla nausera – che quel macrouso è sbagliato e se ne deve adoperare uno diverso…
    …. e per scoprire un giorno (tutto documentato!) che le “foto aeree” – strumento brandito dalla “macchina infernale” a minaccia contro l’infedele contadino – sono una ciofega colossale: un ponte congiunto con la sua ombra!! Risultato: 30 metri di scostamento!!! (moltiplicato per la sua lunghezza fanno migliaia di metri quadrati).
    Naturalmente non possono quadrare le superficie – ed i relativi macrousi – con quelli precedenti (basati su foto precedenti) e sarà tutto da ridere per la foto sucessiva: immaginate quante lavorazioni, quante “dichairazioni sostitutive”, quante corretive…

    Questa è la “macchina infernale”: tante precisioni e precisazioni… fino a quando arriva il giorno della scopa… puff, tutto il lavoro precedente: inutile! Ora diamoci da fare per “nuove” precisioni e precisazioni… fino al giorno della prossima scopa.

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