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Non importa il colore del gatto

18 febbraio 2012

Il prossimo 28 e 29 febbraio, presso la sala capitolare del Senato, si terrà un convegno organizzato dalla Fondazione NoiseFromAmerika dal titolo: ”Non importa se il gatto è bianco o nero. Politiche per la crescita”. All’organizzazione del convegno hanno collaborato il Centro Studi Economia Reale, l’Associazione LibertàEguale e l’Istituto Bruno Leoni. Kuva comunicazione curera’ lo streaming. Tra i partecipanti, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Irene Tinagli, Sandro Trento, Gianpaolo Galli, Enrico Morando, Pietro Reichlin, Mario Baldassarri, Pippo Civati, Antonio Schizzerotto, Franco Peracchi, Nicola Salerno, Carlo Stagnaro, Nicola Rossi, Alberto Nahmijas, Filippo Taddei, Alberto Berrini, Paola Pica, Pietro Ichino, Raffaele Morese, Daniele Terlizzese, Andrea Ichino, Maria Chiara Carozza.

Qui il programma dell’evento. Chi desidera partecipare al convegno dovrebbe segnalarlo inviando una e-mail a politichecrescita@gmail.com. Quella che segue è la lettera/invito degli organizzatori, che riflette un approccio che condividiamo pienamente.

Cara/o Amica/o,

gli ultimi tre mesi hanno visto una sterzata sia nel dibattito che nell’azione di politica economica. Tuttavia, al  momento, i provvedimenti adottati continuano a essere dominati dall’emergenza, in particolare dalle necessità del  bilancio pubblico e da svariati atti “dimostrativi”, siano essi sull’evasione fiscale, sulle liberalizzazioni o sul mercato del lavoro. Probabilmente non può essere altrimenti, dati gli equilibri parlamentari e la situazione del debito pubblico. È però urgente rilanciare la discussione sugli obiettivi di più lungo periodo e segnatamente su cosa fare per assicurarsi che il paese ritorni su un sentiero di crescita senza il quale i drammi del 2011 diventeranno sia permanenti che più gravi. Tale dibattito manca o viene condotto in modo distorto: da almeno vent’anni a questa parte, forse di più, le maggiori forze politiche continuano a dimostrare un deficit  di capacità propositiva che non fa ben sperare.

D’altro canto, praticamente in ogni partito e nelle parti sociali esistono persone, parlamentari o militanti, che hanno un atteggiamento che vogliamo chiamare “einaudiano”, ossia conscio della drammaticità dei problemi e orientato a trovare maniere realistiche ed effettive per affrontarli. È urgente che queste persone, separate da barriere ideologiche, organizzative e financo simboliche, si parlino per convergere sul da farsi. L’idea è di ripartire da un’analisi delle radici della crisi italiana, accantonando la  pessima retorica degli ultimi anni, per individuare i provvedimenti che vanno presi per rispristinare gli incentivi alla produzione di ricchezza. L’orizzonte temporale dovrebbe essere quello del post-emergenza, ossia la prossima legislatura e quella seguente.

Per avviare la discussione la Fondazione Noisefromamerika ha organizzato per il prossimo 28 e 29 febbraio a Roma un convegno dal titolo “Non importa il colore del gatto: per una politica che incentivi la crescita’’. All’organizzazione del convegno contribuiscono e collaborano Economia Reale,  Istituto Bruno Leoni, Libertàeguale. L’obiettivo è di formulare proposte che vadano oltre la logica dell’emergenza  e che, soprattutto, possano essere riconosciute come proprie da quell’insieme di forze sociali che, con termine forse un po’ vecchiotto ma ancora esplicito, vorremmo chiamare i “produttori”. Oggi più che mai sta ancora nei produttori la speranza del paese: il problema politico, che ci e ti poniamo, è come far sì che diventino maggioranza politica e lo governino loro, il paese.

Un governo “tecnico”, retto da una maggioranza parlamentare artificiale che si tiene assieme solo per i fucili che i bond vigilantes e la BCE le puntano contro, non può cambiare l’Italia. D’altro canto, il ritorno alla lotta fra bande rivali che ha caratterizzato la lotta politica a partire dalla seconda metà degli anni ‘80 non è più sopportabile. Occorre andare oltre provando a trovare un linguaggio e degli interessi  comuni sul terreno delle cose da fare. Questo può apparire illusorio ma ci pare l’unica alternativa al continuo e lento declinare degradando. Se fare politica vuol dire provare, almeno un po’, a cambiare lo stato di cose esistente, ora è il momento per prendersi il rischio di parlare con coloro che, dall’altra parte dello steccato ideologico, appaiono far politica per la medesima ragione. Su problemi concreti e ben definiti è possibile, noi crediamo, intendersi. E, dopo essersi intesi, decidere di fare anche delle cose assieme. Noi ci siamo presi la briga di provare ad individuare una serie di temi concreti su cui vi chiediamo di confrontarvi.  Proveremo a dissezionarli e ad offrire alcune possibili soluzioni pratiche, lasciando poi al dibattito ed al confronto d’idee il compito di fare il resto.

Per questo t’invitiamo a partecipare. Non importa che il gatto sia bianco o nero, basta che si mangi i topi che ci stanno rodendo il granaio. Riscopri il felino della politica che è in te e vieni a fare il gatto.

Michele Boldrin, Sandro Brusco, Irene Tinagli, Sandro Trento

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