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Marie Antoinette De Shutter

10 marzo 2012

Lo “Special Rapporteur” delle Nazioni Unite “on the right of food“, Olivier De Shutter (del quale abbiamo già parlato qui e qua), è tornato, questa volta con cinque ricette per mettere a posto le cose, e trasformare questo brutto mondo nel giardino dell’Eden. Vediamo di che si tratta:

– tassare prodotti non salutari;

– regolamentare i cibi ricchi di grassi saturi, sale e zucchero;

– limitare la pubblicità del cibo-spazzatura;

– rivedere le sovvenzioni agricole sbagliate che rendono alcuni ingredienti meno costosi di altri, e

– sostenere la produzione alimentare locale in modo che i consumatori abbiano accesso a cibi sani, freschi e nutrienti.

Il problema, secondo De Shutter, è che nel mondo si mangia male, diretta conseguenza del fatto che si mangia troppo. Infatti

l’urbanizzazione, la “supermarketizzazione” e la diffusione globale dei moderni stili di vita hanno scosso le abitudini alimentari tradizionali. Il risultato è un disastro per la salute pubblica. I governi si sono concentrati sulla disponibilità di calorie in aumento, ma sono stati spesso indifferenti al tipo di calorie, a che prezzo esse sono accessibili, e il modo in cui sono commercializzate

Il che, come sempre avviene quando è De Shutter a parlare, ricorda terribilmente Maria Antonietta la quale, al popolo che invocava pane, suggeriva brioches. Non solo, il nostro eroe individua una delle cause del disastro (laddove per disastro evidentemente si intende un numero sempre crescente di persone che hanno accesso al cibo) nella sovrabbondanza di cibo “elaborato”, cioè del quale non ci nutriamo in forma di materia prima grezza o quasi, come si usava al tempo della polenta e della pellagra. Cibo elaborato che, nota De Shutter, comincia ad apparire anche nei paesi in via di sviluppo, portando con sé diabete e malattie cardiovascolari.

Roba sconosciuta, certo, ai bei tempi in cui si moriva di fame.

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5 commenti leave one →
  1. 10 marzo 2012 10:59

    È un cretino integrale – le carestie diminuiscono proprio perché il cibo si può spostare da dove se ne produce tanto a dove se ne produce tanto, diminuendo drasticamente la dipendenza dal caso e dalla meteo. Incentivare il consumo locale oggi ucciderà un bel po’ di gente domani.

  2. alberto guidorzi permalink
    10 marzo 2012 13:00

    Il tipico arzigogolare di chi non ha mai avuto il piatto vuoto e si è sempre potuto permettere di scegliere. Questa loro retrostoria li fa diventare anche dirigisti, per non dire dittatoriali.
    Un po’ di “gulag staliniano” forse gli farebbe cambiare idea su grassi saturi, cibo spazzatura e cibi sani freschi e nutrienti…….

  3. 10 marzo 2012 21:22

    Adesso che ci penso che faranno i poveri di fronte ad aumenti del cibo spazzatura? Passeranno a mangiare cibi ancora più spazzatura, così come in uk aumentare il prezzo della birra significa solo incrementare il consumo di sidro.

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