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Latte crudo, cervelli bolliti

28 marzo 2012

Se proprio stamattina ci siamo occupati del modo in cui le associazioni ambientaliste influenzino la percezione comune del rischio, ecco che in serata arriva uno splendido esempio fresco di stalla. Lo segnala Anna Meldolesi:

(ASCA) – Roma, 28 mar – ”Il latte crudo va sempre bollito”. E’ l’invito rivolto ai cittadini dal ministero della Salute che ha inviato alla Federazione italiana medici di medicina generale e alle Federazioni mediche e Societa’ scientifiche di pediatria e neonatologia una comunicazione per segnalare alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (Seu) associati a infezione da E. coli produttore di verocitotossina (Vtec) in pazienti di eta’ pediatrica, probabilmente acquisite attraverso il consumo di latte crudo (non pastorizzato) contaminato.

Nulla di strano, in verità. Non staremo in questa sede a rammentare che cosa sia la pastorizzazione e quali siano i pericoli (reali, non chiacchiere) relativi al consumo di latte crudo. Lo hanno già fatto con dovizia di particolari sia la stessa Meldolesi che Dario Bressanini, e lo fa anche l’odierna nota del ministero. Quel che invece è buffo notare è che proprio associazioni come Slow Food, che non fanno che distorcere la realtà pur di attribuire agli OGM pericoli che non esistono né in cielo né in terra (e anche sul merito di queste farneticazioni non torneremo, basta scorrere all’indietro le pagine di questo blog per trovarne un esaustivo campionario), abbiano fatto della difesa del consumo di latte crudo una ragione di vita, fino a definirlo, (non è uno scherzo, leggete qui) “vittima di una percezione illogica del rischio“.

Roba da antropologi, o da giudizio dei posteri, se non fosse, come ricordavamo stamattina, che questi “Robin Hood dei consumatori“, questi beniamini di giornali e TV, contribuiscono a determinare, insieme ad una percezione distorta e antiscientifica del rischio, anche politiche demenziali, come quelle di cui siamo ostaggi da decenni sugli OGM. E andiamo avanti.

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2 commenti leave one →
  1. 29 marzo 2012 16:42

    “Chi poco sa, preso parla”, recita un vecchio, azzeccatissimo adagio.

    Io non mi sono mai fatta convincere e, per quanto me ne abbiano decantato le lodi, il latte crudo non l’ho mai bevuto.

  2. Alex permalink
    31 marzo 2012 22:54

    Io sì, ne ho bevuto molto di crudo (chi non lo ha mai fatto non può immaginare quanto buono sia), ma solo quello munto da mio nonno direttamente in un bicchiere e da vacche “sane”, e lui si accorgeva subito se qualcuna “non stava bene”. Quello della colazione invece lo facevamo bollire, perché, come tutti gli addetti ai lavori sanno è dopo la mungitura che il latte può contaminarsi. Non serviva certo un Ministro

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