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I buchi neri

8 maggio 2012

Ancora sulle quote latte e sul sistema di erogazioni in agricoltura, per chi non ne avesse avuto abbastanza, un’illuminante intervista a Mario Iannelli, ex commissario straordinario Agea e generale della Guardia di finanza. Qualche stralcio:

D. Sta dicendo che il sistema Agea-Sin, che eroga 7 mld di contributi l’anno agli agricoltori, non è organizzato?
R. Non ho trovato in Agea una organizzazione, che potesse far fronte agli impegni gravosi che l’agenzia ha. Nel corso del mio mandato, durato sette mesi, ho registrato lamentele continue e pressanti da parte delle organizzazioni dei produttori.

D. E i controlli?
R. Ah… bè, ho avuto la netta impressione che l’affidabilità dei controlli sulle erogazioni dei contributi comunitari non fosse completamente affidabile. Pensi, nel solo 2011, sono giunte ad Agea tre lettere di censura dell’Unione europea sull’esecuzione dei controlli effettuati sia da Agea, sia da società esterne a cui Agea subappalta le attività di verifica.

D. Cosa intende per completamente affidabile?
R. Con l’attuale sistema di controlli sull’erogazione dei premi Pac si possono creare spazi di incontrollabilità, nei quali nessuno garantisce la regolarità delle erogazioni. Ci sono dei veri e propri buchi neri insomma.

D. Da cosa dipende?
R. Dai Caa, i Centri di assistenza agricola, che pur facendo le domande di aiuto per conto degli agricoltori, non sono tenuti a un controllo preliminare di legittimità dei beneficiari. Così, l’onere dei controlli casca tutto sull’organo centrale, su Agea e le società dipendenti.

I Caa, per la precisione, sono gestiti dalle organizzazioni sindacali agricole in un regime di sostanziale monopolio. E poi:

D. E allora?
R. La proliferazione di più conti correnti in capo a un soggetto, o al contrario, la condivisione di un solo conto corrente da parte di più soggetti sono motivo di approfondimento. Pensi che in Agea avevo fatto fare dei controlli sugli Iban: sono emerse 50 mila posizioni anomale di soggetti che percepiscono fondi. Ora non so se un secondo passo, e cioè la verifica di questi conti, sia mai stato fatto.

D. Insomma, erogazioni fuori controllo e proliferazione di competenze nei compiti di verifica. Non è un bel quadro…
R. E pensi che tra le società controllate da Sin c’è Tealer srl (e Telaer sta) che, in base a una gara, costa circa 7 mln di euro l’anno all’erario. Fa telerilevamento. Se Agea affidasse lo stesso servizio in outsourcing le casse pubbliche potrebbero risparmiare fino al 50%. Un’altra società, Co.an.an., costa per legge allo stato un mln di euro, dal 2006. Per fare cosa? La gestione tecnico operativa della banca dati nazionale ovicaprini. Affidamento che, però, non si è mai realizzato. Esiste un sistema di scatole cinesi, con società partecipate in maggioranza da Agea, o in maggioranza da Sin e in minoranza da Agea, o ancora al 100% da Agea. Ma tutte sono integralmente finanziate da Agea.

D. Parliamo di quote latte. Cosa ne pensa della relazione del colonnello Marco Paolo Mantile che ha contestato il calcolo delle quote latte (si veda ItaliaOggi del 21/2/2012 e, da ultimo, del 24/4/2012)?
R. Il lavoro di Mantile si riallaccia a quanto già fatto dal colonnello dei carabinieri Messina e del generale della Gdf, Lecca. Tutte indagini che lasciano ampi margini di dubbio sulla correttezza del sistema. Vede, lo stato ha già anticipato a Bruxelles un gettito da sanzioni per 4,5 mld di euro. Diversi allevatori, però, contestano alla radice le sanzioni comminate, perché contestano la giustezza del calcolo delle quote. Inoltre, mi risulta che, di recente, l’Unione europea ha censurato il metodo di calcolo delle quote latte, specie in relazione al privilegio concesso alle zone montane. Quindi, delle due l’una: o il sistema sbagliato è un alibi degli allevatori multati per non pagare le multe, oppure questi ultimi hanno qualche ragione.

D. Quindi?
R. Io domando: ma cosa ci perdono Agea, il Mipaaf, il Sin, a fare un controllo interno reale? Io ho trovato resistenze incredibili nel fare le verifiche. Resistenze immotivate. Incomprensibili. Pensi, che le disposizioni di verifica interna che io avevo richiesto e inviato all’Istituto zooprofilattico di Teramo e al Sin non hanno avuto seguito. Né, ha avuto seguito il gruppo di lavoro sulle eventuali discrasie interne al Sin. Qual è il problema allora? La correttezza nei confronti dello stato prescinde dal non voler fare brutta figura con Bruxelles.

D. Eppure, negli anni, le verifiche interne ci sono state. Forse manca la verifica definitiva di un ente terzo di garanzia…
R. Le verifiche interne? Le hanno fatte le regioni… Ma, secondo lei, le regioni che controlli possono aver fatto? Quali e quanti controlli sono stati effettuati, realmente?

Nel frattempo, potete dare un’occhiata all’elenco dei beneficiari che nel 2011 hanno ricevuto più di un milione di euro di sussidi Pac, pubblicato da farmsubsidy.org. Un’interessante promemoria, per chi non avesse ancora capito che la Pac serve alla politica per finanziare sé stessa, molto più che all’agricoltura. Che in Italia tutto ciò avvenga con sistemi “italiani”, come quelli descritti da Iannelli, è cosa che non dovrebbe meravigliare nessuno.

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4 commenti leave one →
  1. Pino Doriguzzi permalink
    11 maggio 2012 09:40

    Io insisto nell’affermare che tutti sti carabinieri e finanzieri che riescono sempre a dire una parola in più, esattamente come tutti quegli Italiani che, a fine partita della Nazionale, sanno come si sarebbe potuto vincerla, dovrebbero smetterla di blaterare e dovrebbero iniziare a FARE.
    Che dovrebbe essere esattamente il lavoro che erano stati chiamati ( e pagati) a svolgere.

    Ora sentirmi dire da Comandanti e Generali delle forze dell’Ordine che tutti sanno che ci sono dei ladri, che gli hanno pure visti con i loro occhi, ma che, pur avendone il ruolo ed i mezzi, non gli hanno arrestati….bhè io li licenzerei visto che sono nostri dipendenti che non svolgono il lavoro per il quale gli abbiamo assunti.

    Quindi o fanno nomi e cognomi e ordini di arresto o la smettano di rubare parassiticamente lo stipendio e vadano a fare gli allenatori anche loro!!!!!! altrimenti è solo inutile e dannosa demagogia.

  2. Rocco permalink
    22 maggio 2012 12:59

    In Italia è tradizione creare dal nulla inutili baracconi parastatali dove parcheggiare potenziali elettori, i cosiddetti “amici degli amici”. Questo paesotto è pieno di enti strumentali e inutili che costano miliardi di euro l’anno. Nell’articolo si cita il consorzio anagrafe animali co.an.an, un baraccone vuoto e senza senso creato dal ministero della salute e quello delle politiche agricole e dove i consiglieri di amministrazione sono in numero maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti (assunti OVVIAMENTE senza concorso pubblico) al modico costo di un milione di euro all’anno!!! Oggi basta realizzare un sito web per far vedere che si è forti e potenti….. Ma di enti inutili e inefficienti come questo con CDA fotocopiati dentro una miriade di intrecci societari politico-dipendenti l’italia è piena! E i cittadini ignari vengono letteralmente tarTASSATI fino al collasso.
    Itagliani svegliaaaaaaa!!!

  3. Alberto Guidorzi permalink
    23 maggio 2012 01:11

    Rocco

    Sarebbe proprio quella che dici tu la soluzione per risparmiare, cosa vuoi che contino 100 deputati in più o in meno. Solo che molti di questi gridano la stessa cosa che dici tu, ma vogliono che siano altri a sbaraccare e non loro. Quanta gente vi è in italia che percepisce emolumenti non dovuti, non guadagnati e non produttivi? Lo sanno anche loro, ma sperano che continui la cuccagna e fanno di tutto perchè continui.

  4. Roberto permalink
    22 ottobre 2012 20:29

    Un dirigente e 3 impiegati del COANAN (ente privato) costavano allo Stato un milione di euro l’anno. Adesso, grazie all’intervento dell’amico dell’amico di turno, quel dirigente e i 3 impiegati avranno un posto ministeriale o in AGEA senza concorso pubblico. Questa è l’Italia!!!

    ——

    Atto Camera

    Ordine del Giorno 9/05440-AR/014presentato daMANCUSO Giannitesto diGiovedì 18 ottobre 2012, seduta n. 706

    La Camera,
    premesso che:
    il decreto-legge in esame, all’articolo 14, comma 1, prevede la soppressione del CoAnAn S.c.ar.l, il Consorzio Anagrafi Animali, che verrà posto in liquidazione;
    le funzioni del Consorzio verranno trasferite al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e al Ministero della salute;
    la soppressione del Consorzio si incardina in una logica di spending review e di razionale organizzazione della pubblica amministrazione;
    in data 2 ottobre 2012 si è riunito il Consiglio di amministrazione del CoAnAn S.c.ar.l per dare applicazione a quanto previsto nel decreto-legge in esame e predisporre la relazione societaria finale consuntiva da inviare agli organi interessati;
    il citato comma 1 dell’articolo 14, contrariamente alle norme che in precedenza hanno previsto la soppressione di analoghi organismi, non dispone il trasferimento del personale al soggetto subentrante insieme alle funzioni e alle risorse di competenza;
    i dipendenti in questione sono presenti nel limitato numero di 4 unità, di cui uno con la qualifica di dirigente e 3 impiegati;
    il CdA ha ritenuto opportuno informare gli organi interessati affinché il suddetto personale, che ha acquisito negli anni notevole professionalità, in sede di conversione del citato decreto-legge, venga riassorbito nei ruoli dei Ministeri di competenza (MIPAAF, MINSA) o nell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) o in alternativa, presso i ruoli dei soci della compagine societaria, così come già avvenuto per altri Enti dello Stato soppressi o accorpati,

    impegna il Governo

    a prendere tempestive iniziative al fine di chiarire la sorte professionale del suddetto personale.
    9/5440-AR/14. (Testo modificato nel corso della seduta). Mancuso, Girlanda.

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