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Gli zelanti

31 luglio 2012

A proposito del ddl presentato dal Ministro della via Gluck, del quale parlavamo ieri, registriamo con sorpresa l’adesione convinta ed entusiasta di Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani.

Il disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo avanzato dal Ministro Mario Catania rappresenta un indirizzo importante anche da un punto di vista economico perché espressione di un concetto di crescita diverso da quello in uso comune, affidato all’aumento del mero dato quantitativo della produttività.

Così inizia il comunicato lanciato alle agenzie da Staderini, insieme ai compagni di partito Zamparutti e Boni. E prosegue:

Abbiamo condiviso con il Ministro questo concetto diverso di crescita e abbiamo in particolare apprezzato le sue parole sulla necessità di affidarsi ad un PIL “buono”, quello che misura il benessere anche secondo indicatori qualitativi

E qui siamo al sublime, all’apoteosi, al sogno neanche troppo nascosto di ogni burocrate e politicante, quello di poter stabilire il buono e il cattivo, il bello e il brutto, fregandosene allegramente dei dati e degli indicatori scientifici. E anche di quelli pseudoscientifici, se è per questo, dato che, forse ricorderete, chi ha provato a dare una forma ed una sostanza a questo fantomatico PIL “buono” non è riuscito a produrre altro che un PIL con un altro nome, più presentabile forse nei salotti radical più o meno chic,  ma sovrapponibile in tutto e per tutto al suo parente povero e lavoratore.

Ma benedetti compagni radicali, è mai possibile che un simile cumulo di sciocchezze altermondialiste bisogna sentirle proprio da voi? E’ davvero possibile non rendersi conto che un simile disegno di legge non ridurrà il consumo di suolo quanto aumenterà il potere di intermediazione clientelare di politica e burocrazia? Che speculatori immobiliari e palazzinari avranno buon gioco ad accaparrarsi in anticipo, con la benevolenza interessata della politica locale, le “quote” di terreni agricoli che potranno, di comune in comune, di regione in regione, essere trasformati in terreni edificabili, chiudendo ancora di più un mercato già fin troppo asfittico e monopolizzato dagli stessi attori da decenni? Avete raccontato per una vita i danni del proibizionismo e non riuscite a rendervi conto che la contingentazione è una forma ulteriore e perversa di proibizionismo?

Avete mai provato a porvi il problema di quali possono essere i terreni agricoli che nell’ultimo decennio non hanno ricevuto sussidi comunitari, gli unici ai quali sarebbe concesso l’onore di essere trasformati in terreni edificabili? Pochi, senz’altro, ma una buona parte di essi sono quei terreni acquistati dai costruttori ai margini delle città, in attesa di varianti ad hoc ai piani regolatori che coi tempi che corrono tardano ad arrivare e nel frattempo lasciati incolti (o magari a pascolo già nel triennio 2000 – 2002, e che in virtù di questo non beneficiano del premio disaccoppiato). E che ora, grazie al ddl del Ministro Catania (nella malaugurata ipotesi che venga approvato) e alle sue nuove e zelanti groupies vedranno il loro valore impennare oltre ogni misura. L’avete mai fatto un giro del Grande Raccordo Anulare?

E il bello è che, con ogni probabilità, quando comincerà la pappatoria a questa nuova ed inaspettata greppia, per voi non rimarranno neanche le briciole, al solito.

Ma potremo sempre riconsolarci con gli indicatori del PIL “buono”, compagni. Checcefrega.

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