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Quanto costa far fuori un concorrente?

9 agosto 2012

Molto poco, evidentemente, stando a quanto si legge sul comunicato stampa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel quale si riportano in breve le modalità attraverso le quali il “gruppo Fs ha abusato della propria posizione dominante per ostacolare l’ingresso della società Arenaways nel trasporto ferroviario passeggeri“.

Secondo quanto ricostruito dagli uffici dell’Antitrust, l’obiettivo di impedire l’attività di Arenaways sulla tratta Torino-Milano è stato realizzato dal Gruppo FS mediante una serie di azioni delle proprie controllate.

In particolare:

1) RFI, società che gestisce la rete ferroviaria, ha adottato comportamenti dilatori rispetto alla richiesta di assegnazione delle tracce avanzata da Arenaways, che hanno portato a un ritardo di oltre 18 mesi nel consentire l’accesso a un’infrastruttura essenziale. Le tracce richieste per la prima volta nell’aprile 2008 sono state ottenute da Arenaways solo a novembre 2010, peraltro senza fermate intermedie, sulla base della decisione dell’URSF. Per questa infrazione l’Autorità ha deciso di irrogare in solido, alle società Ferrovie dello Stato e RFI una sanzione di 100mila euro.

2) Trenitalia ha fornito alla stessa URSF una rappresentazione dei fatti non corretta per orientare la decisione del regolatore a proprio favore, organizzando le informazioni in modo tale da alterare l’analisi di compromissione dell’equilibrio finanziario, e portare così ad una decisione di diniego della possibilità di effettuare fermate intermedie fra Milano e Torino.

Trenitalia ha inoltre utilizzato i propri treni commerciali e, in un secondo momento, anche quelli programmati nei Contratti di servizio, ampliando e modulando la propria offerta in modo da sovrapporsi in parte rilevante, quanto a orari e percorso, ai servizi che il nuovo entrante intendeva prestare.

Per questa infrazione l’Antitrust ha deciso di irrogare in solido a Ferrovie e Trenitalia una sanzione di 200.000 euro.

Sanzioni minime, dunque, nonostante i comportamenti vengano segnalati come di assoluta gravità. Viene considerata un’attenuante (chissà poi perché) la “novità del quadro normativo nel quale si sono inseriti i comportamenti stessi“. Per completezza di informazione, ricordiamo che Arenaways nel frattempo è fallita, e che quindi l’azione di killeraggio messa in atto dal gruppo FS è risultata vincente e tutto sommato a buon mercato. Senza contare il potente effetto dissuasivo verso potenziali nuovi investitori nel settore del trasporto ferroviario in questo paese.

Ancora più a buon mercato poi, se consideriamo il fatto che, data la partecipazione statale totale da parte del Tesoro al capitale di Ferrovie dello Stato SpA, la sanzione finiremo per pagarla noi.

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5 commenti leave one →
  1. Alberto Guidorzi permalink
    9 agosto 2012 18:05

    Ce ne sarebbero che con 300.000 € si sbarazzerebbero di un concorrente. L’Autorità Garante del Mercato non ha mai funzionato, serve solo per dare lautissimi stipendi a funzionari e Presidenti. Non per nulla Amato ha accettato di fare il Presidente.
    Io ne so qualcosa perchè sono riuscito a promuovere un’indagine conoscitiva (I16) sul seme bietole che ha appurato tutto quanto denunciato e poi non ha comminato nessuna sanzione e per quale ragione? Perchè il mercato era esiguo!!!! Guarda caso chi ha praticato posizione dominante poi è andato a carte quarantotto. Ho provato la soddisfazione di “Muoia Sansone e tutti i filistei”

    Poi pretendiamo che che l’Italia si sviluppi e che qualcuno venga ad investire da noi?

    L’industria ed il commercio italiano vivono di posizioni dominanti e di concorrenza sleale, quindi non vedo cosa ci stia a fare l’Autorità. E’ però un buon scalino per salire in alto vedi Catricalà che si è limitato a fare proclami, ma è divenuto sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

  2. Alberto Romani permalink
    9 agosto 2012 20:06

    A Guidorzi
    l agcom in realtà ha ricevuto vari apprezzamenti e quel che conta e’ che sono arrivati da fonti estere.
    interessante uno studio di Confindustria che puoi trovare sul sito in cui viene indicata la provenienza esatta e indica come il vero problema sia il fatto che in Italia ogni scelta e economica viene politicizzata e quindi snaturata.
    ogni loro decisione viene vista come atto di schieramento politico e giudicata in base a questo rendendo inattuabili la maggior parte delle decisioni

  3. Alberto permalink
    9 agosto 2012 20:09

    Stavo per scriverlo nel commento poi ho visto che era già stato riportato nell’ultima frase: appunto, alla fine paradossalmente è un bene che le multe siano state esigue, altrimenti sarebbero stati ulteriori soldi sottratti ai cittadini. Un specie ci Idra, queste Ferrovie.

  4. Alberto Guidorzi permalink
    10 agosto 2012 11:30

    Alberto Romani

    Le nomine dei Commissari sono politiche è funzionali a tacitare qualcuno per meriti….acquisiti. Io come ho detto l?Autorità Garante l’ho bazzigata sia sotto Amato che sotto Tesauro, le influenze delle lobby sono preponderanti al punto tale che il “garante” aggiunto all’Autorità è divenuto pleonastico..

    Alberto

    Vedi, d’accordo che un’eventuale multa sarebbe stata riversata sulla collettività, ma il tuo commento è superficiale in quanto è passato il principio che tra due concorrenti uno si sbarazza dell’altro ben sapendo che l’Autorità Garante (preferisco scriverla così e non Agcom in quanto chi legge sappia cosa debba fare questa Autorità) ha le mani legate nel comminare la multa in quanto poi le Ferrovie le riversano sui cittadini. Bello Stato di Diritto abbiamo.

  5. Zeno Kugy permalink
    11 agosto 2012 16:09

    Oltre agli ostacoli ad Arenaways (ed ora anche ad Italo), e’ poco noto che FS ha fatto parecchie angherie anche per ostacolare i treni che le ferrovie tedesche (DB) austriache (ÖBB) e leNord fanno circolare sulla rete italiana.

    Visto che parecchi passeggeri avevano cominciato a preferire i treni tedeschi ed austriaci, dal 2010 al 2012 ai treni Monaco-Venezia gestiti da ÖBB/DB/LeNord e’ stato impedito di fermare tra Verona e Venezia (compreso il nodo di Mestre, per complicare la vita a chi doveva prendere coincidenze).
    ÖBB, DB e leNord hanno presentato un ricorso a Bruxelles che ha richiesto i soliti tempi.

    Nel frattempo circa ogni sei mesi, Trenitalia rilasciava comunicati stampa, secondo i quali il divieto di fermata era stato sospeso. I giornalisti tedeschi e austriaci, non consci di come funzionano le cose in Italia (ormai basta fare un’affermazione ed essa viene automaticamente considerata vera), pubblicavano la bella notizia, ma da viaggiatore posso garantire che nel frattempo i treni austro/tedeschi continuavano a non poter fermare tra Verona e Venezia.

    Per un periodo piu’ breve gli stessi ostacoli erano stati posti per i collegamenti Brennero-Verona, con divieto di fermata nelle stazioni intermedie.

    Usando questi metodi, Trenitalia riesce ad operare in un regime di monopolio di fatto.
    Tanto le multe dall’unione Europea poi le pagate voi…

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