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La sindrome della ricerca unica

24 settembre 2012

Eric Seralini e la sua equipe dell’università di Caen hanno pubblicato un lavoro sui ratti alimentati con mais OGM resistente al diserbante glifosato per il tratto genetico NK603. La varietà di mais non è ancora coltivabile in Europa in quanto non iscritta nel catalogo comunitario delle varietà, ma tanto il mais che tutte le altre piante che contengono lo stesso transgene come la soia sono perfettamente importabili e possono far parte dei mangimi animali e del cibo umano europeo in quanto l’EFSA e successivamente la Commissione UE lo hanno ammesso fin dal 2004. Sono 8 anni che viene importato in Europa.

Questi sono i primi rumori giornalistici sulla vicenda sul Nouvel Observateur e su Le Monde. Quest’ultimo dice di non aver potuto sottoporre il lavoro alla visione di esperti, prima di pubblicare la notizia, perché gli è stato proibito in quanto la scoop toccava al Nouvel Observateur.

Il lavoro, sulla cui attendibilità si deve pronunciare il consesso internazionale degli scienziati del ramo, quando verrà messa a disposizione tutta la documentazione, è stato pubblicato sulla rivista Food and Chemical Toxicology, che è una rivista con comitato di lettura. Inoltre è stato oggetto di una conferenza stampa a Londra. Tutta questa pubblicità ha una ragione che si ricaverà da quanto si dirà di seguito. Seralini dice che è il primo lavoro durato due anni e non 90 gg come d’abitudine e quindi è più credibile, inoltre afferma che è l’unico lavoro che dura così tanto il che non è vero.

Peculiarità del lavoro è che è costato ben 3 milioni di €, un’enormità che neppure le multinazionali si potrebbero permettere, ma che i finanziatori di Seralini evidentemente hanno  pagato senza batter ciglio, a quanto sembra. Come mai? Le ragioni si evincono analizzando i finanziatori:

Il primo finanziatore è stato La Fondazione Charles Leopold Mayer, una fondazione di diritto svizzero. Mayer è un chimico francese che alla sua morte, non avendo discendenti, ha lasciato che la sua segretaria Madeleine Calame assumesse la direzione della fondazione. La fondazione è diventato un affare della famiglia Calame ed ora è gestita dal figlio, dalla di lui moglie e dai suoi due nipoti. Essa è quotata in borsa, e opera nell’immobiliare. Il capitale della “Fondazione per il progresso dell’uomo”, com’è chiamata, ammonta a 225 milioni di €. Inoltre la fondazione possiede il molto chic le “Domain de Villarceaux” di proprietà della famiglia Calame e comprende un castello, un campo da golf e un’azienda agricola di 400 ettari condotta con metodi biologici.

Grazie ai proventi dei impieghi finanziari  la FPH  può vantare un bilancio annuale di 17 milioni di €, di cui la metà  serve per finanziare associazioni e progetti in Francia e altrove del tipo del finanziamento Seralini.

Il secondo finanziatore è l’Associazione Ceres che comprende vari gruppi gestori di punti di grande distribuzione come Auchan e Carrefour, notoriamente anti-OGM e bisognosi di rafforzare la loro immagine.

Il terzo è il Ministero della ricerca francese, ed anche questo ha già raggiunto lo scopo in quanto dovrà chiedere entro la primavera prossima una nuova clausola di salvaguardia per impedire le semine 2013 e quindi ha bisogno di supporto mediatico. Anche se lo studio non è pertinente perché da non far seminare è il  mais OGM è il MON 810 che è un mais Bt, e non ha nulla a che fare con mais Roundup Ready come l’NK603. Vi sono infine altre associazioni minori.

La conoscenza dei tre finanziatori principali giustifica il sospetto che in questo caso la scienza sia usata a pretesto per la creazione di uno show politico-mediatico, in quanto ai primi due è sufficiente l’annuncio dei risultati del lavoro di Seralini per soddisfare gli scopi del finanziamento: la Fondazione ha migliorato la sua immagine, mentre la grande distribuzione ha un elelemto in più per continuare a dire che loro tutelano la salute del consumatore. La politica invece ha bisogno di rafforzare la sfiducia nell’opinione pubblica verso gli OGM.

Non dimentichiamo inoltre che l’annuncio fa da prologo al lancio di un film dal titolo: “Tutte cavie”  e ad un libro dei medesimi autori dello studio che sarà edito da Flammarion.

Altro effetto che Seralini e i finanziatori hanno raggiunto è che i massmedia ora affermano che gli OGM (tutti accomunati si badi bene) sono cancerogeni e quindi un nuovo messaggio di paura è stato lanciato. E’ inutile dire che non si possono accomunare tutti gli OGM, ma essi vanno valutati caso per caso, in quanto ognuno ha una sua peculiarità ed implica un gene diverso. E come se dicessi che se un’automobile di un tipo ha avuto un incidente, allora tutte le automobili di quel tipo avranno incidenti.

Reazioni dal mondo scientifico ne sono già state registrate. Se ne riporta qualcuna e si rimanda a link che ne riportano altre.

  1. “Tom Sanders, direttore del dipartimento delle scienze nutrizionali al King’s College de Londres annota che Seralini e il suo gruppo non hanno fornito i dati sulla quantità di nutrimento somministrati ai ratti e neppure il loro tasso di crescita. Infatti la razza di topi usata è particolarmente soggetta a tumori mammari allorchè l’ingestione di cibo non è ben controllata. I Metodi statistici sono inusuali e le probabilità non permettono delle comparazioni multiple. Non esiste un progetto di analisi dei dati e sembra che gli autori non abbiano ritenuto che solo le cifre interessanti”. Se si vuole valutare un commento di un valido esperto di statistica ecco un link.

 

  1. Mark Tester, professore all’università di Adealaide in Australia si è meravigliato che gli studi precedenti di Seralini non abbiano provocato uguali inquietudini. Se gli effetti sono così importanti ed eclatanti perché in più di 20 anni nessun altro studio similare è stato prodotto da organismi altrettanto indipendenti? Perché, dato che il mais è mangiato da tempo da tanti tipi di animali non è stato segnalato nessun effetto tumorale su altri animali?
  1. Seralini ha usato una razza di topi di laboratorio così denominata: “Sprague Dawley”. Ebbene ecco vari lavori (in cui gli OGM non c’entrano niente) fatti con questi tipi di topi e l’incidenza dei tumori:
  • 47% delle femmine Sprague-Dawley sviluppato tumori mammari. 12% di questi tumori erano maligni (Solleveld et al. 1986).
  • 49% delle femmine Sprague-Dawley sviluppato tumori mammari (24 nostra su 49), 8,2% sviluppato carcinomi mammari (4 su 49) Hotchkiss (1995)
  • 71% delle femmine Sprague-Dawley sviluppato tumori mammari, di cui il 18% erano carcinomi (Durbin et al. 1966)
  • Il 76% di donne ratti Sprague-Dawley, la maggior parte dei quali erano fibroadenomi benigni (Kaspareitt e Rittinghausen 1999).

Questo è il parere di un tossicologo:

Se qualcuno vuole saperne di più ecco i link alle ricerche sopra citate:

http://cancerres.aacrjournals.org/content/33/11/2768

http://www.trust.org/alertnet/news/study-finds-tumours-in-rats-fed-on-monsantos-gm-corn#.UFnQiDDbt6w.email

http://www.sciencemediacentre.org/pages/press_releases/12-09-19_gm_maize_rats_tumours.htm

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7 commenti leave one →
  1. bacillus permalink
    24 settembre 2012 13:09

    Grazie Giordano, ottimo lavoro.

  2. Alberto Guidorzi permalink
    24 settembre 2012 14:27

    Ah Bacillus perché mi ignori ?

  3. bacillus permalink
    24 settembre 2012 15:35

    Maledizione, grave svista. Ritiro l’immeritato complimento a Giordano (che pure nel frattempo ha fatto finta di niente 🙂 ) e lo giro elevato al cubo ad Alberto.

    Scusami, Alberto. Ricerca dettagliata e preziosa, la tua. Indispensabile per inquadrare la questione nel giusto ambito.
    Ottimo lavoro, dunque! (come sempre, del resto)

    A presto!

  4. Diego permalink
    24 settembre 2012 15:57

    Mi accodo anche io ai complimenti, e adesso lo posto sul Fatto così avrete, tu e Masini, un bel po’ da fare. Saluti Diego

  5. Alberto Guidorzi permalink
    24 settembre 2012 17:30

    Bac l’hai capito che era solo una battuta vero?

  6. Enrico Marsili permalink
    25 settembre 2012 03:07

    Caro Alberto, ho letto l` articolo e ne ho discusso per bene con i colleghi, tra cui un paio di noti “ammazzatopi”. Semplicemente la metodologia non sta in piedi (quindi invalida i risultati), e le conclusioni sono a dir poco discutibili. Ho avuto un concitato scambio di email con il direttore della FDG al riguardo. In Italia la notizia e` stata usata politicamente, al solito.
    Cordiali saluti

  7. Alberto Guidorzi permalink
    26 settembre 2012 17:29

    Proseguo nelle reazioni al lavoro di Seralini, questa è di “Nature”

    http://www.nature.com/news/poison-postures-1.11478

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