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Cose che non servono a niente – 9

4 marzo 2013

Ma che almeno li tengono impegnati, e di questi tempi è tanta roba.

Italia Nostra, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e ANCI hanno sottoscritto un nuovo protocollo di intesa per il “Progetto nazionale orti urbani”. L’accordo è stato sottoscritto a Padova presso l’Orto annesso alla Scuola Secondaria di primo grado “Giovanni Maria Falconetto”.

La firma del protocollo è avvenuta il 20 febbraio proprio nell’area antistante un orto che verrà assegnato ai cittadini del luogo. Il progetto intende riqualificare spazi abbandonati o degradati entro le città metropolitane per destinarli con gli orti ad occasioni di socializzazione tra i cittadini orticoltori, di consumo a Km zero di prodotti delle terra con innegabili vantaggi anche di risparmi economici specie in tempi di crisi come questi.

Innegabili vantaggi. Risparmi economici. Chissà chi si sta facendo carico di rendicontarli.

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14 commenti leave one →
  1. 4 marzo 2013 13:08

    Disutile non inutile. Come ha scoperto la Signora Obama, i terreni urbani non sono certo puliti da inquinamenti di ogni tipo. Questo nuovo progetto andrebbe categorizzato sotto “tentata strage”…

  2. Alberto Guidorzi permalink
    4 marzo 2013 13:33

    Omnologos

    D’accordissimo con te, si vuole costruire tante Seveso, ma aggiungerei

    1° Ma hanno riflettuto che tenere un orto bisogna lavorare eccome?

    2° Lo sanno che sono più le disillusioni che le soddisfazioni?

    3° Se i terreni sono abbandonati lo sanno che sono miniere di semi di piante infestanti e di
    residui tossici?

  3. 4 marzo 2013 19:22

    Alberto:
    La stessa cosa che ho pensato io, i miei 400 metri quadri di terreno coltivabile, non urbano, ma ricavato da un bosco di robinie dietro casa sono stati la mia maledizione per un buon numero di anni, adesso sono un bel prato con aiuole fiorite e ala sola idea di spaccarmi la schiena nel poco tempo libero per goderne i frutti 15 giorni all’anno mi viene l’orticaria.

  4. bacillus permalink
    4 marzo 2013 22:42

    Finita la campagna elettorale ci si aspettava un resoconto. Peccato.

  5. 4 marzo 2013 23:12

    un tempo si chiamavano Orti di guerra…quando c’è fame non si sta a sottilizzare…

  6. Alberto Guidorzi permalink
    5 marzo 2013 01:04

    Granduro

    La cosa di cui non sono sicuro è che anche in presenza di fame non si accetti il sacrificio, ci siamo avvitati su noi stessi appunto perchè abbiamo perso il rapporto tra valore del bene prodotto e quantità di lavoro prestato. Siamo passati da un estremo all’altro: prima non misuravamo il lavoro , ma solo se il prodotto era sufficiente a farci sopravvivere, adesso siamo invece arrivati a misurare solo il lavoro e fregarcene se quel lavoro produceva beni rapportati al salario ricevuto..

  7. 5 marzo 2013 09:30

    Guidorzi tu ragioni sempre nell’ottica del dipendente. Se sei un autonomo puoi star sicuro che devi produrre qualcosa di utile e che venga apprezzato dal mercato…altrimenti chiudi. In quanto a sacrifici penso che una azienda privata oggi ne faccia come mai nella storia…altrimenti chiude.
    Viviamo in un’epoca spietata,…nella quale la fame non sarà più il raccontino dei nonni…

  8. Alberto Guidorzi permalink
    5 marzo 2013 11:44

    Granduro

    Ti assicuro che ciò avviene anche nel privato e specialmente in agricoltura. Vi è gente che con 10 ettari e la stalla per produrre latte da trasformare in parmigiano reggiano, hanno dismesso la stalla e coltivano la loro terra a mais o grano o soia o bietola chiamando il contoterzista e facendo qualche lavoretto loro. Ebbene questa gente pretende che la terra li faccia vivere ancora solo perchè dicono che 10 ettari sono circa 500.000 € (questi sono ancora i prezzi che circolano in pianura padana). Dimenticano pure che nel periodo della stalla e del gran lavoro sono riusciti a crearsi il gruzzoletto e sono pensionati. Credimi in Italia anche il privato spesso si è adagiato sugli allori, ti assicuro che ci sono aziende agricole che se la terra avesse le mani schiaffeggerebbe dalla mattina alla sera l’agricoltore per il modo di coltivarla e per l’incapacità a ricevere il messaggio tecnico innovativo.

  9. granturco permalink
    5 marzo 2013 14:06

    antidoti “cubani” alle orticarie..agli avvitamenti..

  10. Alberto Guidorzi permalink
    5 marzo 2013 17:41

    Duemila anni fa mi pare che ci sia stato uno che diceva un po’ le stesse cose, ma mi pare che non sia stato molto ascoltato….eppure è ancora possibile leggere le cose che ha detto.

  11. 5 marzo 2013 23:01

    …forse andrà peggio del previsto…Carlin Petrini, prossimo Ministro dell’Agricoltura…

  12. Alberto Guidorzi permalink
    6 marzo 2013 00:32

    Slow Food = Masticare a lungo

  13. Liquidambar permalink
    6 marzo 2013 12:09

    Ero venuto qui per commentare la proposta di Santoro (???): Petrini Ministro dell’Agrocoltura. Evidentemente sono in ritardo 🙂
    Visto che vanno di moda…facciamo una petizione per promuovere Alberto Guidorzi o Masini! 🙂

  14. Alberto Guidorzi permalink
    6 marzo 2013 17:11

    Liquidambar

    Grazie, ma tu mi vuoi far del male!!!!!

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