Skip to content

Salvando la vita di un miliardo di persone

29 giugno 2013

A volte ci si imbatte in cose particolarmente belle dove meno te lo aspetti. Quella che segue è la traduzione di un articolo apparso pochi giorni fa, il 25 giugno, su Southwest Farm Press, un bollettino dedicato agli agricoltori del sud-ovest degli Stati Uniti. Il suo autore, Douglas Steele, è direttore del Texas AgriLife Extension Service.

Lo dedico volentieri alla memoria di Margherita Hack, nel giorno della sua scomparsa. Credo che lei ne avrebbe compreso e apprezzato il significato.

Se è vero che la maggior parte delle persone non vedono o non comprendono quanto la loro vita possa fare la differenza, o talvolta immaginano che le loro azioni producano effetti molto circoscritti, ogni singola azione di ogni persona può avere ed ha conseguenze di vasta portata.

Norman Borlaug aveva novantuno anni quando è stato informato che il suo lavoro aveva salvato la vita di oltre un miliardo di persone.

Norman Borlaug ha ibridato mais e grano per i climi aridi. Il comitato del Nobel, i Fulbright Scholars, e molti altri esperti hanno calcolato che in tutto il mondo in Centro e Sud America, in Africa Occidentale, in Europa e in Asia, nelle pianure della Siberia, fino ai deserti del sud-ovest americano il lavoro di Borlaug ha salvato dalla fame oltre un miliardo di persone. Un numero che cresce ogni giorno che passa.

Ma nonostante i riconoscimenti che ha ricevuto, tutti guadagnati e ben meritati, forse non era Borlaug la persona che ha salvato un miliardo di persone dalla fame.

Forse il vero responsabile era un uomo di nome Henry Wallace, vice presidente degli Stati Uniti sotto Roosevelt, durante il suo terzo mandato. Henry Wallace era un ex ministro dell’agricoltura. Da vicepresidente, ha usato il suo potere per creare una stazione di ricerca in Messico con il solo scopo di riuscire, in qualche modo, a ibridare il mais e il grano per i climi aridi, e ha assunto un giovane di nome Norman Borlaug per portare a compimento questo proposito. Così, mentre Norman Borlaug ha vinto il Premio Nobel, nella realtà è stato Henry Wallace a compiere la prima azione determinante per la salvezza di un miliardo di vite umane.

Ora che ci penso meglio, però, forse non è stato Henry Wallace, ma George Washington Carver ad aver salvato tutta quella gente.

Quello che molti non sanno di George Washington Carver è che mentre era uno studente di 19 anni presso la Iowa State University, ha avuto un professore di scienze zootecniche che ha permesso a suo figlio, di sei anni, di accompagnare ogni fine settimana questo studente così brillante nelle sue spedizioni botaniche. George Washington Carver ha preso con sé quel bambino e orientato la sua vita. Ed è stato Carver che ha dato al seienne Henry Wallace una visione del suo futuro e di quello che avrebbe potuto fare con le piante per aiutare l’umanità.

Carver sviluppò dalle arachidi ben 266 prodotti che usiamo ancora oggi. E poi la patata dolce: da questa ha sviluppato 89 utilizzi. Ha scritto anche un trattato di agronomia e promosso la campagna denominata “victory garden” per alleviare il problema della carenza di cibo durante la guerra.

Ma con tutto il tempo e gli sforzi e gli anni che Carver ha dedicato alle arachidi, alle patate dolci e ai victory gardens, non è sorprendente come solo pochi pomeriggi con un ragazzo di 6 anni di nome Henry Wallace abbiano fatto tanta differenza?

Ma forse è stato un contadino di Diamond, nel Missouri, ad aver salvato un miliardo di persone. Un contadino di Diamond, nel Missouri, di nome Moses, e sua moglie Susan, che vivevano in uno stato schiavista, ma non credevano nella schiavitù. Erano conosciuti come “sympathizers“. Una fredda notte d’inverno i Quantrill’s Raiders attaccarono la fattoria di Moses e Susan, bruciarono il fienile e spararono a diverse persone. Alla fine trascinarono via con loro una donna di nome Mary Washington, che si rifiutò di abbandonare il figlio appena nato, George.

Mary Washington era la migliore amica di Susan, così Moses si dette da fare immediatamente per organizzare un incontro con quella banda di tagliagole, nel tentativo disperato di fare qualcosa per Mary e per il suo bambino. Nel giro di pochi giorni ottenne un appuntamento e così, in una gelida notte di gennaio, Moses sellò un cavallo nero e cavalcò molte ore verso nord fino ad arrivare arrivare ad un bivio nel Kansas.

Lì Moses incontrò quattro degli uomini di Quantrill, e scambiò il suo unico cavallo con la sacca di tela che gli gettarono ai piedi. Laggiù, nel buio, mentre il vapore del suo respiro saliva duro e bianco dalla sua bocca, Moses tirò fuori un bimbo da quella sacca di tela ruvida. Freddo, nudo, quasi morto. Aprì la sua giacca e poi la camicia per metterlo a contatto con la sua pelle. Moses mise quel bambino sotto i suoi vestiti e lo portò indietro con sé nel Missouri. Parlandogli ad ogni passo, gli raccontò che si sarebbe preso cura di lui come di un figlio, e gli promise di educarlo in onore e in memoria di Mary, sua madre, che sapeva essere già morta.

Quella notte l’agricoltore disse al bimbo che lo avrebbe adottato e che gli avrebbe dato il suo cognome. Fu quindi così che Moses e Susan Carver allevarono George Washington Carver.

Ed eccoci qua. Fu quindi quel contadino di Diamond, nel Missouri, ad aver salvato un miliardo di persone dalla malnutrizione?

Per la verità, chi può dire di sapere di chi sia mai stata la singola azione alla quale devono la vita un miliardo di persone? Quanto indietro potremmo andare? E quanto lontano nel futuro potremmo viaggiare al fine di mostrare per quante vite umane tu sarai stato determinante?

Lavoriamo insieme per affrontare le sfide che abbiamo di fronte, tenendo a mente che tutti noi abbiamo individualmente un interesse ed un ruolo nel nostro successo comune, la cui dimensione continuerà ad essere rilevante, vitale ed essenziale per gli anni a venire.

Advertisements
3 commenti leave one →
  1. 30 giugno 2013 00:39

    L’ha ribloggato su Don't tread on mee ha commentato:
    Grazie a Giordano Masini per questa splendida traduzione.

  2. Adriano Gallo Stampino permalink
    1 luglio 2013 02:57

    ORA HO CAPITO DI CHI É LA COLPA CHE CI SIANO SULLA TERRA UN MILIARDO DI PERSONE IN PIÚ, MALTHUS STARÁ RIDENDO A CREPAPELLE PER LA NOSTRA IGNORANZA…UDITE UDITE “LA BOMBA DEMOGRAFICA FA TIC…TAC….” !!!.

  3. Alberto Guidorzi permalink
    1 luglio 2013 16:14

    Malthus lo diceva più di un secolo fa e le sue previsioni catastrofiche non le dava per così lontane (2013) ma molto più vicine, eppure è stato smentito :ad inizio novecento su 1,5 miliardi di persone ne n’erano circa la metà alla fame ora che siamo a 7 miliardi alla fame ve n’è sempre lo stesso numero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: